dopo la denuncia per stalking
L’amore per i figli e una nuova serenità spazzati via dalla follia di un assassino
di Giusy Ferreli
TORTOLÌ. Nei tanti scatti che regala alla platea virtuale Paola Piras è sempre ben truccata, ben vestita e sorridente. Fotografie che sono un inno alla vita e ai suoi tre figli. Chi la conosce, e in...
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TORTOLÌ. Nei tanti scatti che regala alla platea virtuale Paola Piras è sempre ben truccata, ben vestita e sorridente. Fotografie che sono un inno alla vita e ai suoi tre figli. Chi la conosce, e in tanti nella cittadina conoscono lei e la sua famiglia, sa che il passato non è stato semplice e che l’amore per i suoi tre ragazzi è sempre stato profondo.
Lorenzo il primogenito di 23 anni, brillante studente universitario a Milano, e Mirko, vittima a 20 anni della violenza cieca di un uomo che ha frequentato la sua casa, la donna li ha avuti dal suo primo marito, poi allontanato. Il matrimonio non aveva retto e dopo qualche tempo i due si erano separati. Il piccolino, ora dodicenne, è nato da una seconda unione. Sono i tre figli a campeggiare il giorno di San Valentino con i loro sorrisi, ignari della violenza che si sarebbe abbattuta di lì a poco nell’appartamento di viale Monsignor Virgilio, nel profilo Facebook di Paola. Che accompagna le immagini dei ragazzi con una dedica: “Amore incondizionato”. Forse anche per restituire serenità alla sua famiglia, turbata dalla tumultuosa relazione intrecciata con Shahid Masih, il giovane pachistano 29enne denunciato per maltrattamenti, che, Paola ha pensato di perdonare l'uomo che era entrato nella sua vita portando non la serenità che tanto cercava ma violenza e soprusi. Chissà se quelle frase “Perdona non perché loro meritino il perdono, ma perché tu meriti la pace”, scritto sul suo social alla vigilia della tragedia, erano rivolte al giovane straniero che aveva incontrato non tanto tempo fa. E che si era insinuato nella sua esistenza. Ora però quelle parole hanno un sapore amaro. Hanno il sapore della fiducia carpita, hanno il sapore della violenza cieca e fanno crescere la rabbia di parenti e amici che non possono accettare un epilogo così tragico.
Arrabbiata è Carmela Piras, sua cugina di primo grado: «Ero al lavoro quando, intorno alle 7 mi hanno chiamato per dirmi quello che era successo», racconta la donna che, smontata dal turno si è subito diretta nel teatro della tragedia dove già erano arrivato i parenti per parte di padre di Mirko. «Sono sprofondata in un dolore indicibile. Nulla però in confronto alla rabbia che ho provato. Perché mia cugina non è stata tutelata? Perché si è dovuto arrivare a tanto?», si chiede la donna, seduta in un piccolo gradino ad una ventina di metri dalla palazzina gialla circondata dalle forze dell'ordine e delimitata da nastri bianchi e rossi. Si preoccupa Carmela, di qualche anno più grande della cugina, si preoccupa per gli altri due ragazzi. Si preoccupa per suo zio Giancarlo, il padre di Paola, che abita sotto l’appartamento e non sta tanto bene. Paola che non ha un lavoro fisso si occupa di lui, rimasto vedovo più di vent'anni fa della moglie Lucia. Paola non ha mai avuto un'occupazione fissa ma ha sempre fatto dei lavoretti saltuari. Tra queste esperienze lavorative c’è stata anche una parentesi come assistente di un mago della zona che proponeva spettacoli in giro per i locali dell’Ogliastra. A sua cugina Carmela, Paola non ha mai confidato nulla, tanto meno quello che le recenti vicissitudini con l'ultimo compagno l’avevano portata a passare. Le angosce e i timori, la donna li aveva affidati ad una circostanziata denuncia, le sue speranze erano invece affidate alla giustizia. Nessuno però è riuscito a scongiurare che la furia dell'ex compagno si accanisse su di lei e su suo figlio.
Lorenzo il primogenito di 23 anni, brillante studente universitario a Milano, e Mirko, vittima a 20 anni della violenza cieca di un uomo che ha frequentato la sua casa, la donna li ha avuti dal suo primo marito, poi allontanato. Il matrimonio non aveva retto e dopo qualche tempo i due si erano separati. Il piccolino, ora dodicenne, è nato da una seconda unione. Sono i tre figli a campeggiare il giorno di San Valentino con i loro sorrisi, ignari della violenza che si sarebbe abbattuta di lì a poco nell’appartamento di viale Monsignor Virgilio, nel profilo Facebook di Paola. Che accompagna le immagini dei ragazzi con una dedica: “Amore incondizionato”. Forse anche per restituire serenità alla sua famiglia, turbata dalla tumultuosa relazione intrecciata con Shahid Masih, il giovane pachistano 29enne denunciato per maltrattamenti, che, Paola ha pensato di perdonare l'uomo che era entrato nella sua vita portando non la serenità che tanto cercava ma violenza e soprusi. Chissà se quelle frase “Perdona non perché loro meritino il perdono, ma perché tu meriti la pace”, scritto sul suo social alla vigilia della tragedia, erano rivolte al giovane straniero che aveva incontrato non tanto tempo fa. E che si era insinuato nella sua esistenza. Ora però quelle parole hanno un sapore amaro. Hanno il sapore della fiducia carpita, hanno il sapore della violenza cieca e fanno crescere la rabbia di parenti e amici che non possono accettare un epilogo così tragico.
Arrabbiata è Carmela Piras, sua cugina di primo grado: «Ero al lavoro quando, intorno alle 7 mi hanno chiamato per dirmi quello che era successo», racconta la donna che, smontata dal turno si è subito diretta nel teatro della tragedia dove già erano arrivato i parenti per parte di padre di Mirko. «Sono sprofondata in un dolore indicibile. Nulla però in confronto alla rabbia che ho provato. Perché mia cugina non è stata tutelata? Perché si è dovuto arrivare a tanto?», si chiede la donna, seduta in un piccolo gradino ad una ventina di metri dalla palazzina gialla circondata dalle forze dell'ordine e delimitata da nastri bianchi e rossi. Si preoccupa Carmela, di qualche anno più grande della cugina, si preoccupa per gli altri due ragazzi. Si preoccupa per suo zio Giancarlo, il padre di Paola, che abita sotto l’appartamento e non sta tanto bene. Paola che non ha un lavoro fisso si occupa di lui, rimasto vedovo più di vent'anni fa della moglie Lucia. Paola non ha mai avuto un'occupazione fissa ma ha sempre fatto dei lavoretti saltuari. Tra queste esperienze lavorative c’è stata anche una parentesi come assistente di un mago della zona che proponeva spettacoli in giro per i locali dell’Ogliastra. A sua cugina Carmela, Paola non ha mai confidato nulla, tanto meno quello che le recenti vicissitudini con l'ultimo compagno l’avevano portata a passare. Le angosce e i timori, la donna li aveva affidati ad una circostanziata denuncia, le sue speranze erano invece affidate alla giustizia. Nessuno però è riuscito a scongiurare che la furia dell'ex compagno si accanisse su di lei e su suo figlio.
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