La Nuova Sardegna

Sei ore di intervento: Paola lotta per la vita

di Giusy Ferreli
Sei ore di intervento: Paola lotta per la vita

Lanusei, dopo la complessa operazione effettuata dall’équipe del dottor Gusai è in rianimazione

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TORTOLì. Non sappiamo se nell’alba rosso sangue che rimarrà impressa per sempre nella memoria de tortoliesi, Paola Piras si sia accorta del pericolo imminente. Non sappiamo se abbia visto l’omicida spezzare la vita di Mirko, il suo secondo figlio di soli 20 anni. Possiamo solo immaginare quale sia stata la sua angoscia, quale disperazione l’abbia assalita nel momento in cui si è resa conto che qualcuno voleva fare del male a lei e al suo ragazzo. Ciò che è invece sappiamo con certezza è che il suo aggressore si è accanito con una furia smisurata sulla sua figura minuta. L'uomo ha sferrato diciotto, devastanti fendenti che l’hanno raggiunta in ogni parte del suo corpo in un parossismo di violenza. Quando, dopo l'allarme dei familiari, la donna è stata soccorsa dagli operatori del 118 aveva perso tantissimo sangue. Nel momento in cui è arrivata con una disperata corsa in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Lanusei è apparso chiaro a tutti che le sue condizioni fossero gravissime, la sua vita appesa ad un filo sottilissimo. In stato di shock emorragico, ad un passo dalla morte. Eppure, Paola, 50 anni da compiere il prossimo agosto, si è attaccata alla vita, lottando disperatamente. Sei lunghissime ore è durato il delicato intervento chirurgico degli specialisti del Nostra signora della Mercede, un’operazione servita a ricucire le innumerevoli ferite inferte con un’arma bianca dal suo carnefice. Ferite alla trachea, all'addome, al torace e ai reni. Ma anche gambe, braccia e mani. Nessuna parte del suo esile corpo è stato risparmiato dalla furia dell’aggressore che, forse, ha pensato di averla ammazzata. Paola Piras dopo l’operazione eseguita dalla equipe guidata da Gian Piero Gusai e le trasfusioni, è stata trasferita in un letto nell'unità operativa di Rianimazione. Ha superato l’operazione - dicono dal presidio ospedaliero ogliastrino - ma le sue condizioni rimangono gravissime. Ora anche i medici, che tanto si sono affannati per strapparla alla morte (con i chirurghi in sala operatoria c’era anche un team di anestesisti coordinati da Francesco Loddo), non possono far altro che tenerla sotto controllo e affidarsi alla buona sorte.

I medici lo dicono in un sussurro, quasi a voler allontanare questa eventualità ma il rischio che sopraggiunga un’infezione, in quell'organismo devastato da una violenza senza pari, è altissimo. Rimane sospesa ancora tra la vita e la morte Paola Piras, attaccata ai macchinari di un reparto dove i confini tra vita e morte sono assai labili. Mentre a Quartu il corpo di suo figlio Mirko giace nella camera mortuaria in attesa dell’autopsia che verrà eseguita oggi.



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