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Vaccini, nuovo sprint Ma la svolta non c’è

Vaccini, nuovo sprint Ma la svolta non c’è

L’obiettivo per giugno è non scendere mai sotto le 15mila dosi giornaliere  Ancora 27mila ultra 80enni non hanno ricevuto la prima somministrazione

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CAGLIARI. L’attesa riaccelerazione c’è stata: 13.700 vaccinazioni in un giorno, dopo il tonfo d’inizio settimana, sotto quota settimila. Riuscirà d’ora in poi il sistema Sardegna a tenere questo passo? Dovrà farlo per forza, l’ordine è arrivato. Nel suo ultimo messaggio alle Regioni, il commissario nazionale, Francesco Paolo Figliuolo, è stato chiaro: «Da lunedì prossimo fino al 31 maggio, dobbiamo assestarci, mantenere alto il numero delle somministrazioni e immunizzare quel che resta delle categorie a rischio. Ma, sia chiaro per tutti, il mese della svolta sarà giugno». Perché allora, in Sardegna, dovrebbero arrivare subito 380mila dosi, poi altrettante a metà e qualcosa di simile anche poco prima di luglio. «Sarà proprio questa la fornitura più importante da quando è cominciata la campagna vaccinale», ha aggiunto il generale, perché prima dell’estate vogliamo dare la spallata definitiva e lasciarci il periodo peggiore alle spalle». È quindi evidente che fra meno di un mese la Sardegna dovrà passare dall’attuale 78 per cento delle dosi somministrate rispetto a quelle consegnate ad almeno l’80-85, mantenendo una media giornaliera mai inferiore alle 15-16 mila vaccinazioni. L’assessorato alla sanità è stato rassicurante: «Il traguardo sarà raggiunto di sicuro. In questi giorni la nostra attenzione è rivolta soprattutto a completare la vaccinazione dei soggetti più fragili, che restano la priorità. Poi andremo avanti con una tabella di marcia sempre più veloce negli oltre 80 hub che abbiamo aperto ed altri saranno inaugurati molto presto». L’impegno dichiarato, dunque, è e continuerà a essere assoluto, ma poi saranno i fatti a dimostrare se sarà mantenuto.

Over 50 e over 40. Oggi, a mezzogiorno, scatteranno le prenotazioni attraverso la piattaforma di Poste italiane ( prenotazioni.vaccinocovid.gov.it)che di fatto prenderà il posto del portale regionale. In parallelo saranno a disposizione anche un call center (all’800.00.99.66, attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20), gli sportelli automatici degli uffici postali e dal 18 maggio la prenotazione sarà possibile tramite i postini. Gli ammessi – come precisa l’Ats-Ares – oltre alle fasce anagrafiche precedenti e a quelle fragili, saranno da oggi anche gli over 50. Mentre agli over 40 la piattaforma sarà aperta solo fra qualche giorno, ma ancora la data non è stata comunicata dall’Azienda, anche se all’incirca dovrebbe essere intorno a metà della settimana prossima.

Procedura bis. Nello stesso portale delle Poste dovranno prenotarsi anche i cittadini registrati sulla vecchia piattaforma regionale, ma che nel frattempo non hanno ricevuto ancora l’Sms con l’appuntamento per la somministrazione del vaccino. Stavolta potranno scegliere la data e il punto di vaccinazione, a seconda della disponibilità, anche al di fuori dell’Azienda sanitaria d’appartenenza. Pare siano migliaia i sardi rimasti finora intrappolati, in questi mesi, nelle maglie della prima procedura sulla vecchia piattaforma. «Con il sistema di Poste Italiane – scrive l’Ufficio stampa della Regione – contiamo di superare le criticità riscontrate finora e dare un rinnovato impulso alle immunizzazioni anti Covid».

Stato dell’arte. Secondo la Fondazione Gimbe, la Sardegna è ormai a un passo dalla soglia del 40 per cento della popolazione messa al sicuro con almeno una dose. Per l’esattezza 614.728 sardi, mentre a quasi 180mila è stata somministrata anche la dose di richiamo. Ancora più nel dettaglio: la percentuale di over 80 che ha effettuato il ciclo completo è pari al 69 per cento, più un ulteriore 14,5 cui è stata somministrata solo la prima dose. Il che vuole dire: sono più di 27mila gli ultraottantenni che non sono stati ancora convocati. La percentuale di popolazione 70-79 anni che, invece, ha effettuato il ciclo completo è intorno al 13,1 per cento e il 52 è in attesa del richiamo. Nella fascia 60 e 69 anni, il 9,3 per cento è stata vaccinata con due dosi, il 33 solo la prima dose. Sono tutte percentuali che di sicuro dovranno crescere nelle prossime settimane, per centrare l’obiettivo indicato dal generale-commissario. L’importante, però, è che le case farmaceutiche Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson non facciano scherzi e dalla settimana prossima rispettino tutte le date di consegna fino a giugno. (ua)

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