Leggi e riforme bloccate in Sardegna dal tappo del super staff

Aiuti alle imprese, Province, sanità e piano casa: tutti in coda al ddl della giunta 

CAGLIARI. Il tappo non salterà prima di sette giorni, ma forse neanche basteranno. Di sicuro servirà almeno un’altra settimana per approvare il disegno di legge sul nuovo staff della Regione, dalla presidenza agli assessorati. È da fine marzo, oltre un mese e mezzo fa, che il Consiglio non fa altro se non avvitarsi su quegli undici articoli. Certo, l’ostruzionismo duro delle opposizioni ha rallentato e non poco i lavori, ma anche la maggioranza di centrodestra ci ha messo del suo fra liti interne, incomprensioni e vertici volanti per correggere il testo. Poi, come se non bastasse, qualche giorno fa la stessa legge è stata il motivo scatenante dello scontro fisico fra i consiglieri, nei corridoi del Palazzo. Nel frattempo, però, s’è ingrossata anche la lista d’attesa delle cose da fare e non fatte: dai necessari ritocchi tecnici della legge sulle Province, così com’è stata licenziata sarebbe inapplicabile, agli indispensabili aggiustamenti della riforma sanitaria, per evitare che il Governo insista nel ritenerla incostituzionale seppure solo in alcuni passaggi. Ancora: sono in stand by anche diverse leggi, compreso un assestamento di bilancio, per rilanciare l’economia messa in ginocchio dal Covid e poi la rielaborazione del Piano casa, perché Palazzo Chigi ha bocciato 27 articoli su 31. È questo il lungo elenco delle pendenze accumulate, ma finché non sarà approvato il disegno di legge sullo staff il blocco resterà tale.

Province. Approvata a fine marzo e pubblicata sul Buras a metà aprile, la riforma per forza dovrà ritornare in Aula. Le scadenze oggi previste dalla legge non potranno essere rispettate e di conseguenza il Consiglio dovrà votare più di una proroga. Tra l’altro, nelle ultime settimane, gli uffici dell’assessorato agli Enti locali avrebbero riscontrato più di un cortocircuito nella transizione dalla vecchia alla nuova mappa. A cominciare da diverse evidenti difficoltà burocratiche nel separare, in tempi rapidi, la neonata Città metropolitana di Sassari dalla rinata Provincia del Nord Est e lo stesso problema potrebbe complicare anche l’avvio della Città metropolitana di Cagliari allargata. C’è dell’altro. La riforma prevede che, entro 30 giorni dalla pubblicazione della legge, i Comuni «possano scegliere, con un referendum, la Provincia di riferimento». Ma anche questa scadenza è ormai agli sgoccioli e senza una proroga votata dal Consiglio, a bloccarsi sarà tutta la legge.

Contributi anti Covid. Nonostante due «Salva Sardegna», votate a cavallo fra le due ondate della pandemia, l’economia non s’è ripresa. Con una decisione bipartisan, il Consiglio regionale ha messo in cantiere diverse leggi per salvare le aziende finora escluse dai precedenti bandi, ma le commissioni lavoro e attività produttive sono bloccate. Poi, entro metà giugno, era stato annunciato anche l’ingresso in Aula della variazione di bilancio, considerata da sempre l’unica strada praticabile per recuperare i milioni da destinare alle imprese in difficoltà. Però di questa manovra contabile, urgente e indispensabile, non esiste ancora neanche una bozza.

Riforma sanitaria. Il ritorno ufficiale delle Aziende sanitarie è slittato all’inizio dell’anno prossimo. Ma a giugno sono in scadenza gli incarichi assegnati ai commissari-traghettatori e per rinnovarli dovrà essere corretta la legge. È un passaggio indispensabile dopo che il Governo ha bocciato gli elenchi regionali previsti, a suo tempo, per la nomina dei manager.

Il problema tecnico è stato risolto mesi fa, perché nel frattempo gran parte degli aspiranti manager sardi sono entrati a far parte dell’albo nazionale, ma l’articolo impugnato comunque dovrà essere corretto prima della scadenza del mandato ai commissari.

Piano casa. A marzo il Governo ha salvato solo quattro dei 31 articoli approvati a gennaio dal Consiglio regionale. Da allora è cominciata una difficile e complicata trattativa con i ministeri, per rimettere in carreggiata la legge. Molti passi avanti sono stati fatti, ma dovrà essere l’Aula a mettere il sigillo sulla seconda edizione del Piano. Quando lo farà? Finché non salterà il tappo, la legge sugli staff, è impossibile anche solo ipotizzare una data. (ua)



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