«Grazie alle donazioni renderò giustizia a Mirko»
di Giusy Ferreli
Il fratello del giovane ucciso: la comunità è stata vicinissima alla mia famiglia
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TORTOLÌ. Il cordoglio suscitato dall’assassinio di Mirko Farci e dall’aggressione di sua madre Paola Piras per mano dell’ex compagno della donna, il pakistano 29enne Masih Shahid, ha rotto gli argini trasformandosi in un’ondata di partecipazione emotiva senza precedenti. Stavolta, la vicinanza ai familiari delle vittime è andata oltre le parole: si è fatta concreta attraverso innumerevoli donazioni che, per volere della famiglia, serviranno a tenere vivo il ricordo di Mirko e a perseguire la giustizia. «In questi giorni molto difficili – dice il fratello Lorenzo che ha affidato il messaggio ai social –, io e tutta la mia famiglia abbiamo avuto il conforto e l’affetto di una comunità intera che si è stretta intorno a noi e con noi ha condiviso parte del nostro immenso dolore. Ogni singola parola, ogni gesto, ogni saluto, ogni abbraccio e ogni sguardo ci hanno fatto avvertire che non siamo soli in questo momento tragico». Il ragazzo, che a 23 anni dovrà farsi carico di una situazione pesantissima intende ringraziare le tante persone, ogliastrine e non, che hanno partecipato alla sottoscrizione indetta dalla Diocesi d Lanusei e dal Comune di Tortolì. Un gesto che il primogenito di Paola, che si trova ancora nella Rianimazione dell'ospedale di Lanusei e mostra qualche flebile segnale di miglioramento, e i suoi familiari non dimenticheranno. «Non abbiamo mai dato per scontato tutto questo e siamo infinitamente grati per ogni sacrificio economico sopportato per aiutare la mia famiglia. Il denaro raccolto – sottolinea – verrà impiegato esclusivamente per rendere giustizia a Mirko e tenere viva la sua memoria, oggi, domani e negli anni a venire».
I ringraziamenti lasciano lo spazio a una riflessione più intima e personale. «Il mio caro fratellino non era un vigliacco in vita e non lo è stato neanche nel momento della morte: merita un degno ricordo – conclude Lorenzo - e che sia fatta giustizia”. Nessuno dimenticherà il 20enne, raggiunto al petto dalle coltellate inferte da un uomo in preda ad una furia cieca, vittima della violenza di genere. Un fenomeno trasversale, che travalica nazionalità, religione o condizione sociale. Questa violenza dilagante impone di fermarsi e riflettere. Lo chiede un gruppo di giovani donne ogliastrine che, a una settimana esatta dal fatto, chiamano tutta la comunità a partecipare a un momento di riflessione collettiva su quanto accaduto nella palazzina gialla di viale Monsignor Virgilio all’alba di martedì scorso . «È stato un tentativo di femminicidio, che non è riuscito solo perché Mirko è coraggiosamente intervenuto in difesa della madre ed è stato ucciso al suo posto. Paola lotta ancora, ma il femminicidio, come violenza e distruzione della sua identità, è stato attuato. A pagarne le orribili conseguenze è stato suo figlio», dice Lisa Ferreli, portavoce delle ragazze promotrici della manifestazione che si terrà domani nel piazzale delle scuole elementari centrali a partire dalle 19.
Ora più che mai , secondo le organizzatrici della manifestazione, serve contrapporsi alla strage delle donne per mano di mariti, compagni ed ex. «Dall’inizio del 2021 già 34 donne sono morte di femminicidio, solo tre nel mese di maggio, l’ultima venerdì 7. Se non fosse stato per Mirko – conclude Lisa Ferreli –, Paola sarebbe stata la quarta. Ma sappiamo che è solo questione di tempo perché ci sia un’altra vittima: statisticamente ciò avverrà durante questa settimana, da qualche parte in Italia».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
I ringraziamenti lasciano lo spazio a una riflessione più intima e personale. «Il mio caro fratellino non era un vigliacco in vita e non lo è stato neanche nel momento della morte: merita un degno ricordo – conclude Lorenzo - e che sia fatta giustizia”. Nessuno dimenticherà il 20enne, raggiunto al petto dalle coltellate inferte da un uomo in preda ad una furia cieca, vittima della violenza di genere. Un fenomeno trasversale, che travalica nazionalità, religione o condizione sociale. Questa violenza dilagante impone di fermarsi e riflettere. Lo chiede un gruppo di giovani donne ogliastrine che, a una settimana esatta dal fatto, chiamano tutta la comunità a partecipare a un momento di riflessione collettiva su quanto accaduto nella palazzina gialla di viale Monsignor Virgilio all’alba di martedì scorso . «È stato un tentativo di femminicidio, che non è riuscito solo perché Mirko è coraggiosamente intervenuto in difesa della madre ed è stato ucciso al suo posto. Paola lotta ancora, ma il femminicidio, come violenza e distruzione della sua identità, è stato attuato. A pagarne le orribili conseguenze è stato suo figlio», dice Lisa Ferreli, portavoce delle ragazze promotrici della manifestazione che si terrà domani nel piazzale delle scuole elementari centrali a partire dalle 19.
Ora più che mai , secondo le organizzatrici della manifestazione, serve contrapporsi alla strage delle donne per mano di mariti, compagni ed ex. «Dall’inizio del 2021 già 34 donne sono morte di femminicidio, solo tre nel mese di maggio, l’ultima venerdì 7. Se non fosse stato per Mirko – conclude Lisa Ferreli –, Paola sarebbe stata la quarta. Ma sappiamo che è solo questione di tempo perché ci sia un’altra vittima: statisticamente ciò avverrà durante questa settimana, da qualche parte in Italia».
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