Vaccini per tutti con l’open day
L’Ats vuole ripetere l’esperimento di Lazio e Lombardia Questo fine settimana o il prossimo in base alla disponibilità
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CAGLIARI. L’Ats-Ares sta per organizzare gli Open day per i vaccini AstraZeneca. Oggi si saprà se partiranno da questo fine settimana o dal prossimo. Tutto dipenderà dalla conferma o meno delle forniture da parte della casa farmaceutica inglese. Per ora sono arrivate 28mila dosi Oxford, più altre diverse migliaia conservate, a Cagliari, nel centro regionale di stoccaggio, l’ospedale Binaghi. Ma non basterebbero ancora per soddisfare le prenotazioni nel caso in cui fosse deciso di aprire le vaccinazioni, nei fine settimana, a tutti i cittadini e senza limiti d’età. Per evitare possibili flop, cioè la carenza di dosi, l’Ats-Ares avrebbe sollecitato al commissario nazionale anti-Covid maggiore chiarezza sulle prossime forniture da parte di AstraZeneca. Oggi dovrebbe arrivare la risposta e subito dopo l’Azienda regionale comunicherà le date di uno o più Open day.
Come funzionerà. L’idea sarebbe quella di copiare quanto è accaduto con successo, in questi giorni, dal Lazio alla Lombardia. A partire da una certa data, in sostanza, sarà possibile per chiunque prenotare l’appuntamento in uno degli hub e lo potrà affare attraverso il portale di Poste Italiane. Una volta entrati nella piattaforma, le procedure saranno quelle consuete: registrarsi col codice fiscale e il numero stampato sulla tessera sanitaria. Una volta ricevuta, via sms, la conferma della data di convocazione, non rimarrà altro da fare che presentarsi nell’hub (dovrebbe esserci anche la possibilità di scegliere quale) per farsi poi vaccinare. Attenzione, però, nelle altre regioni gli Open day sono rimasti aperti fino a esaurimento delle scorte, mentre l’Ats-Ares vuole evitare proprio le inutili liste d’attesa fuori dai centri. In altre parole, non vorrebbe rimandare a casa, senza essere stato vaccinato per mancanza di dosi, chi s’è prenotato.
Tamponi salivari. L’Ats-Ares è impegnata anche su un altro fronte: i test per gli studenti che dovranno sostenere l’esame di maturità. Dopo gli ultimi esperimenti in diverse regioni, a cominciare dal Lazio, il Governo ha confermato che a partire dal 16 giugno, data inizio delle prove scritte, lo screening sarà obbligatorio. Come funzionerà? È tutto scritto in una recente circolare del ministero della salute: «Qualora non fosse possibile effettuare tamponi nasofaringei, sono autorizzati sin da ora quelli salivari per verificare la positività o meno al virus Covid-19». Questi tamponi sono una sorta di lecca lecca, che dovranno essere tenuti in bocca per almeno un minuto e mezzo, e forniranno un risultato dichiarato attendibile dall’Istituto superiore di sanità «nei primi 5 giorni dall’insorgenza della patologia». (ua)
Come funzionerà. L’idea sarebbe quella di copiare quanto è accaduto con successo, in questi giorni, dal Lazio alla Lombardia. A partire da una certa data, in sostanza, sarà possibile per chiunque prenotare l’appuntamento in uno degli hub e lo potrà affare attraverso il portale di Poste Italiane. Una volta entrati nella piattaforma, le procedure saranno quelle consuete: registrarsi col codice fiscale e il numero stampato sulla tessera sanitaria. Una volta ricevuta, via sms, la conferma della data di convocazione, non rimarrà altro da fare che presentarsi nell’hub (dovrebbe esserci anche la possibilità di scegliere quale) per farsi poi vaccinare. Attenzione, però, nelle altre regioni gli Open day sono rimasti aperti fino a esaurimento delle scorte, mentre l’Ats-Ares vuole evitare proprio le inutili liste d’attesa fuori dai centri. In altre parole, non vorrebbe rimandare a casa, senza essere stato vaccinato per mancanza di dosi, chi s’è prenotato.
Tamponi salivari. L’Ats-Ares è impegnata anche su un altro fronte: i test per gli studenti che dovranno sostenere l’esame di maturità. Dopo gli ultimi esperimenti in diverse regioni, a cominciare dal Lazio, il Governo ha confermato che a partire dal 16 giugno, data inizio delle prove scritte, lo screening sarà obbligatorio. Come funzionerà? È tutto scritto in una recente circolare del ministero della salute: «Qualora non fosse possibile effettuare tamponi nasofaringei, sono autorizzati sin da ora quelli salivari per verificare la positività o meno al virus Covid-19». Questi tamponi sono una sorta di lecca lecca, che dovranno essere tenuti in bocca per almeno un minuto e mezzo, e forniranno un risultato dichiarato attendibile dall’Istituto superiore di sanità «nei primi 5 giorni dall’insorgenza della patologia». (ua)
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