Per dare la caccia ai Giganti il ministero espropria l’area
di Paolo Camedda
Cabras, parte la procedura per l’acquisizione di 10 ettari vicini agli scavi
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CABRAS. Il sito archeologico di Mont ’e Prama cresce di una decina di ettari e si candida a diventare un museo a cielo aperto. È partita ufficialmente la procedura di esproprio dei terreni limitrofi all’area già oggetto di scavi, dove sono state ritrovate in passato quasi tutte le statue dei Giganti e altri importanti reperti archeologici. A fare la mossa decisiva è stata la Direzione generale del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo, come comunicato dal Comune di Cabras, informato della dichiarazione di pubblica utilità sull’area.
Questo è un passaggio obbligatorio, espressamente previsto dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio, più conosciuto come Codice Urbani, che permetterà, in un secondo momento, di effettuare l’esproprio vero e proprio.
Conseguentemente alla dichiarazione di pubblica utilità, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Abis, provvederà alla pubblicazione degli atti che dovranno restare affissi per due mesi all’Albo pretorio del Comune affinché tutti ne possano prendere visione. Il ministero avrà poi un altro mese per provvedere all’emanazione del decreto di pubblica utilità che precede l’esproprio vero e proprio dei terreni. Entro l’autunno l’intera procedura sarà conclusa.
Il sindaco, che da tempo sottolinea l'importanza di far diventare Mont’e Prama un polo di riferimento per la ricerca storica e il turismo culturale in Sardegna, non nasconde la sua soddisfazione: «È un passo importante perché finalmente, dopo due anni di lavoro, parte l’iter amministrativo per il grande progetto di sviluppo del sito archeologico. L’area coinvolta è molto ampia e ciò significa che si vuol dare all’intervento una prospettiva di lunga durata». In attesa di avere da Roma buone notizie anche sul fronte della trattativa a tre con la Regione e il Ministero sulla questione del restauro di quattro statue attualmente ospitate nel Museo di Cabras e richieste dalla Soprintendenza di Cagliari, e la creazione di una fondazione, Cabras e il Sinis potrebbero ritagliarsi un ruolo di primo piano nel Mediterraneo e non solo. «L’amministrazione – sottolinea Abis – lavora affinché Mont’e Prama diventi entro dieci anni un polo di riferimento per gli studi storico-archeologici, per le ricerche delle università, per lo sviluppo del turismo culturale».
Le collinette del Sinis potrebbero infatti riservare agli archeologi altre grandi sorprese: «Il tesoro che conservano – prosegue il sindaco – è stato rinvenuto solo in parte e tanto c’è ancora da capire e scoprire sulla nostra storia». La speranza è che l’espansione dell’area interessata dalle ricerche archeologiche porti ricadute positive anche sul turismo, che ha puntato tanto negli anni scorsi sull’importanza di Mont’e Prama per il proprio successo.
«Dopo l’acquisizione dei terreni – spiega il primo cittadino – si costituirà un nuovo importante sito archeologico, aperto alle visite guidate, alle ricerche scientifiche, alle manifestazioni culturali. Lo stesso sito potrebbe ospitare opere di restauro delle statue e di ricostruzione. L’interesse culturale e turistico sul territorio cabrarese, su tutto l’Oristanese e sui circuiti regionali non potrà che avere riscontri in grande crescita».
L’area di Mont ’e Prama e le zone circostanti erano state già dichiarate «di importante interesse archeologico» dalla Commissione regionale per il Patrimonio culturale, in seguito ai progressivi ritrovamenti delle statue, già nel 2015. Nel 2018 la Regione ha poi stanziato due finanziamenti: il primo, da 280mila euro, era destinato alla messa in sicurezza, alla realizzazione degli scavi e alla valorizzazione dell’area; il secondo da 500mila euro è stato inserito dall’amministrazione di Cabras nel Piano triennale dei lavori pubblici 2020-2022 e approvato dal consiglio comunale ad agosto 2020. Quest’ultimo ha come finalità l’elaborazione di un piano di valorizzazione del sito, la prosecuzione delle ricerche, la realizzazione di percorsi di visita, e infine l’esproprio delle aree. Gli scavi a Mont ’e Prama sono fermi da diversi mesi e la vegetazione incolta impera, ma il futuro, alla luce dell’espansione che si concretizzerà nei prossimi mesi, si prospetta più che mai roseo.
Questo è un passaggio obbligatorio, espressamente previsto dal Codice dei Beni culturali e del paesaggio, più conosciuto come Codice Urbani, che permetterà, in un secondo momento, di effettuare l’esproprio vero e proprio.
Conseguentemente alla dichiarazione di pubblica utilità, l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Andrea Abis, provvederà alla pubblicazione degli atti che dovranno restare affissi per due mesi all’Albo pretorio del Comune affinché tutti ne possano prendere visione. Il ministero avrà poi un altro mese per provvedere all’emanazione del decreto di pubblica utilità che precede l’esproprio vero e proprio dei terreni. Entro l’autunno l’intera procedura sarà conclusa.
Il sindaco, che da tempo sottolinea l'importanza di far diventare Mont’e Prama un polo di riferimento per la ricerca storica e il turismo culturale in Sardegna, non nasconde la sua soddisfazione: «È un passo importante perché finalmente, dopo due anni di lavoro, parte l’iter amministrativo per il grande progetto di sviluppo del sito archeologico. L’area coinvolta è molto ampia e ciò significa che si vuol dare all’intervento una prospettiva di lunga durata». In attesa di avere da Roma buone notizie anche sul fronte della trattativa a tre con la Regione e il Ministero sulla questione del restauro di quattro statue attualmente ospitate nel Museo di Cabras e richieste dalla Soprintendenza di Cagliari, e la creazione di una fondazione, Cabras e il Sinis potrebbero ritagliarsi un ruolo di primo piano nel Mediterraneo e non solo. «L’amministrazione – sottolinea Abis – lavora affinché Mont’e Prama diventi entro dieci anni un polo di riferimento per gli studi storico-archeologici, per le ricerche delle università, per lo sviluppo del turismo culturale».
Le collinette del Sinis potrebbero infatti riservare agli archeologi altre grandi sorprese: «Il tesoro che conservano – prosegue il sindaco – è stato rinvenuto solo in parte e tanto c’è ancora da capire e scoprire sulla nostra storia». La speranza è che l’espansione dell’area interessata dalle ricerche archeologiche porti ricadute positive anche sul turismo, che ha puntato tanto negli anni scorsi sull’importanza di Mont’e Prama per il proprio successo.
«Dopo l’acquisizione dei terreni – spiega il primo cittadino – si costituirà un nuovo importante sito archeologico, aperto alle visite guidate, alle ricerche scientifiche, alle manifestazioni culturali. Lo stesso sito potrebbe ospitare opere di restauro delle statue e di ricostruzione. L’interesse culturale e turistico sul territorio cabrarese, su tutto l’Oristanese e sui circuiti regionali non potrà che avere riscontri in grande crescita».
L’area di Mont ’e Prama e le zone circostanti erano state già dichiarate «di importante interesse archeologico» dalla Commissione regionale per il Patrimonio culturale, in seguito ai progressivi ritrovamenti delle statue, già nel 2015. Nel 2018 la Regione ha poi stanziato due finanziamenti: il primo, da 280mila euro, era destinato alla messa in sicurezza, alla realizzazione degli scavi e alla valorizzazione dell’area; il secondo da 500mila euro è stato inserito dall’amministrazione di Cabras nel Piano triennale dei lavori pubblici 2020-2022 e approvato dal consiglio comunale ad agosto 2020. Quest’ultimo ha come finalità l’elaborazione di un piano di valorizzazione del sito, la prosecuzione delle ricerche, la realizzazione di percorsi di visita, e infine l’esproprio delle aree. Gli scavi a Mont ’e Prama sono fermi da diversi mesi e la vegetazione incolta impera, ma il futuro, alla luce dell’espansione che si concretizzerà nei prossimi mesi, si prospetta più che mai roseo.
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