Fuga dagli hub vaccinali mancano 41mila 70enni
di Claudio Zoccheddu
Nell’isola quasi 150mila over 60 non hanno ricevuto nemmeno la prima dose
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SASSARI. La campagna vaccinale procede, i numeri crescono, il “nuovo” sistema di prenotazione funziona e l’isola ha aperto le porte degli hub anche ai quarantenni. Ma se da una parte le 21.302 dosi somministrate in 24 ore (il 21 maggio) permettono alla Sardegna di accorciare la distanza con la testa della classifica delle vaccinazioni, perlomeno per quanto riguarda le somministrazioni ogni centomila abitanti, dall’altro il rischio è che la caccia ai grandi numeri metta in secondo piano i desaparecidos del vaccino.
Mentre i quarantenni invadono gli hub, sono decine di migliaia i cittadini tra i 60 e i 99 anni che ancora attendono la prima dose, tra cui numerosi “fragili”. L’economista Luca Fusaro, attivissimo sul versante statistico della pandemia, ha spiegato perché sarebbe meglio evitare di lasciare indietro i più anziani. Che il virus fosse più aggressivo nei confronti delle persone più avanti negli anni non è certo una novità, ma sapere che il tasso di letalità del Covid-19 (il numero dei decessi rispetto a quello dei malati) raggiunge il 27,60 per cento negli over 90 e sfiora il 20 negli over 80 non è una buona nuova, soprattutto per una regione in cui il 18 per cento degli over 90 e poco più del 13 degli over 80 non ha ancora ricevuto nemmeno la prima dose. In numeri, sono quasi 9mila la persone tra gli 80 e i 99 anni che, al 21 maggio 2021, non hanno ancora effettuato la prima vaccinazione. Che poi è come se una cittadina come Tortolì fosse letteralmente sfuggita alla campagna vaccinale. C’è però da dire che gli anziani non sono spariti dai radar dell’Ats: sempre il 21 maggio, tra le 21mila dosi somministrare, 507 sono state destinate agli over 80. Eppure, non basta. Ne è convinto anche il commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo, che da qualche giorno martella le Regioni con un messaggio chiaro quanto un sos: «Aiutateci a trovare gli anziani». E Figliuolo, nella definizione di “anziani”, inserisce anche gli over 70 e gli over 60, oltre ai soggetti “fragili”. Un allegato che nell’isola allarga, e non di poco, il numero di chi dovrebbe essere vaccinato ma ancora non lo è.
Caccia all’anziano. Le cose si complicano quando la platea si allarga. Considerando le persone tra i 70 e i 79 anni, i numeri di chi ha marcato visita nel giorno della vaccinazione diventano più corposi: secondo i dati Istat del 2019, i 70enni in Sardegna sono circa 168.500. Al 21 maggio in questa fascia d’età avevano ricevuto la prima dose 126.913 persone, il 73,7 per cento del totale. Resta ancora da intercettare il 26 per cento degli over 70 che, valutando il dato del 2019, sono più di 41mila. Per quantificare in termini demografici, si tratta di 3mila persone in meno degli attuali residenti ad Alghero. Una città abitata da cittadini “scoperti” su cui però grava un tasso di letalità che supera il 9 per cento: come dire che un cittadino su dieci rischierebbe la vita qualora dovesse ammalarsi. Allargando il campo dell’anzianità anche a chi ha tra i 60 e i 69 anni, come ha fatto Figliuolo, i numeri si allargano ulteriormente: poco più della metà dei sessantenni è stata vaccinata. In cifre, al 21 maggio, gli over 60 che hanno ricevuto la prima dose sono 124.469 contro una popolazione totale che si aggira intorno alle 220mila unità. Significa che, in questo caso, le città fantasma degli over 60 senza vaccino sarebbero qualcosa di molto simile alla somma dei residenti di Quartu e Assemini, un’ipotetica città che conterebbe 96mila abitanti attivi senza alcuna bioprotezione contro il virus. Poi ci sono i pazienti fragili, difficile da quantificare e spesso già compresi nelle classi di età più avanzate. In ogni caso, anche molti di loro sono sfuggiti alla vaccinazione, e appena un mese fa avevano provato a fare un rapida conta con una petizione online che in pochi giorni aveva raccolto oltre 6mila sottoscrizioni per una “class action” contro l’Ats proprio perché non raggiunti dalla campagna vaccinale e iscritti, contro la loro volontà, alle liste dei desaparecidos delle inoculazioni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Mentre i quarantenni invadono gli hub, sono decine di migliaia i cittadini tra i 60 e i 99 anni che ancora attendono la prima dose, tra cui numerosi “fragili”. L’economista Luca Fusaro, attivissimo sul versante statistico della pandemia, ha spiegato perché sarebbe meglio evitare di lasciare indietro i più anziani. Che il virus fosse più aggressivo nei confronti delle persone più avanti negli anni non è certo una novità, ma sapere che il tasso di letalità del Covid-19 (il numero dei decessi rispetto a quello dei malati) raggiunge il 27,60 per cento negli over 90 e sfiora il 20 negli over 80 non è una buona nuova, soprattutto per una regione in cui il 18 per cento degli over 90 e poco più del 13 degli over 80 non ha ancora ricevuto nemmeno la prima dose. In numeri, sono quasi 9mila la persone tra gli 80 e i 99 anni che, al 21 maggio 2021, non hanno ancora effettuato la prima vaccinazione. Che poi è come se una cittadina come Tortolì fosse letteralmente sfuggita alla campagna vaccinale. C’è però da dire che gli anziani non sono spariti dai radar dell’Ats: sempre il 21 maggio, tra le 21mila dosi somministrare, 507 sono state destinate agli over 80. Eppure, non basta. Ne è convinto anche il commissario per l’emergenza Covid, il generale Francesco Figliuolo, che da qualche giorno martella le Regioni con un messaggio chiaro quanto un sos: «Aiutateci a trovare gli anziani». E Figliuolo, nella definizione di “anziani”, inserisce anche gli over 70 e gli over 60, oltre ai soggetti “fragili”. Un allegato che nell’isola allarga, e non di poco, il numero di chi dovrebbe essere vaccinato ma ancora non lo è.
Caccia all’anziano. Le cose si complicano quando la platea si allarga. Considerando le persone tra i 70 e i 79 anni, i numeri di chi ha marcato visita nel giorno della vaccinazione diventano più corposi: secondo i dati Istat del 2019, i 70enni in Sardegna sono circa 168.500. Al 21 maggio in questa fascia d’età avevano ricevuto la prima dose 126.913 persone, il 73,7 per cento del totale. Resta ancora da intercettare il 26 per cento degli over 70 che, valutando il dato del 2019, sono più di 41mila. Per quantificare in termini demografici, si tratta di 3mila persone in meno degli attuali residenti ad Alghero. Una città abitata da cittadini “scoperti” su cui però grava un tasso di letalità che supera il 9 per cento: come dire che un cittadino su dieci rischierebbe la vita qualora dovesse ammalarsi. Allargando il campo dell’anzianità anche a chi ha tra i 60 e i 69 anni, come ha fatto Figliuolo, i numeri si allargano ulteriormente: poco più della metà dei sessantenni è stata vaccinata. In cifre, al 21 maggio, gli over 60 che hanno ricevuto la prima dose sono 124.469 contro una popolazione totale che si aggira intorno alle 220mila unità. Significa che, in questo caso, le città fantasma degli over 60 senza vaccino sarebbero qualcosa di molto simile alla somma dei residenti di Quartu e Assemini, un’ipotetica città che conterebbe 96mila abitanti attivi senza alcuna bioprotezione contro il virus. Poi ci sono i pazienti fragili, difficile da quantificare e spesso già compresi nelle classi di età più avanzate. In ogni caso, anche molti di loro sono sfuggiti alla vaccinazione, e appena un mese fa avevano provato a fare un rapida conta con una petizione online che in pochi giorni aveva raccolto oltre 6mila sottoscrizioni per una “class action” contro l’Ats proprio perché non raggiunti dalla campagna vaccinale e iscritti, contro la loro volontà, alle liste dei desaparecidos delle inoculazioni.
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