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Arrivano altre 73mila dosi 128mila ferme in deposito

Arrivano altre 73mila dosi 128mila ferme in deposito

L’accelerazione alla campagna c’è stata, ma serve ancora uno sforzo L’Ats vuole aumentare l’utilizzo prima dell’inizio della stagione estiva

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CAGLIARI. Il conto alla rovescia verso la spallata di giugno è cominciato. Seppure ancora ultima nella classifica nazionale sul numero di vaccini, la Sardegna ha fatto un bel passo avanti con gli Open day della settimana scorsa e infatti saranno replicati almeno altre due volte, nei prossimi fine settimana. Nel frattempo sono arrivate le forniture attese: 9.900 dosi Moderna e 8.400 AstraZeneca, domani sarà la volta delle fiale Pfizer, che dovrebbero essere non meno di 55mila. Però, stando al sito del Governo, in Sardegna sarebbero bloccate almeno 128mila dosi nel centro regionale di stoccaggio, ed è proprio questo il muro che l’Ats-Ares vorrebbe abbattere prima di giugno. Perché fra una settimana, come sottolineato più volte dal commissario nazionale, il generale Francesco Paolo Figliuolo, «saremo impegnati nelle vaccinazioni su larga scala e lo saremo alla vigilia della stagione più importante per le Regioni, l’estate». La Sardegna sa da tempo che a giugno le dovrebbero essere consegnate 540mila dosi in tutto, con una media di 135mila alla settimana, più del doppio rispetto a maggio. «Una nuova accelerazione ci sarà eccome fra pochi giorni», confermano dall’assessorato alla sanità. Il recupero ci sarà anche nelle categorie in cui la Sardegna – sempre secondo il sito del Governo – continua a essere indietro rispetto alle altre Regioni, dove la media delle somministrazioni è dappertutto vicino o oltre il 90 per cento rispetto alle dosi consegnate.

Il focus. Un sardo su tre è stato vaccinato almeno con una dose, fanno sapere dalla Cabina di regia regionale. Domenica scorsa e per la prima volta in giorno festivo è stato superato il tetto dei 9mila vaccinazioni, mentre in precedenza erano state sempre intorno alle sei-settemila nei fine settimana. L’exploit c’è stato perché gli Open day, com’era facile prevedere, non solo sono serviti a dare una scossa nei numeri, con il record assoluto di 23mila somministrazioni in un giorno, sabato scorso, ma hanno avuto anche un effetto moltiplicatore. Nelle ultime ore è aumentato il numero di prenotazioni sulla piattaforma di Poste Italiane. Ma a preoccupare, in queste ore, è soprattutto un’ultima ricerca nazionale: l’11 per cento degli italiani non si farà vaccinare, più un altro sette che è ancora indeciso. È un problema serio anche per la comunità scientifica e che dall’Ufficio del commissario Figliuolo hanno commentato così: «Serve una nuova forte operazione di convincimento per portare dalla nostra parte chi ha ancora uno o più dubbi».

Vaccini per i turisti. La Regione continua a essere perplessa sulla possibilità che i turisti possano trasferire la data del richiamo nelle località di villeggiatura. «È un’opportunità – secondo Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi – ma solo se ci sarà è la possibilità di programmare sin da ora l’organizzazione della filiera per la vaccinazione di chi è in vacanza, garantendo velocità e tempi certi di esecuzione». In sostanza – sempre secondo gli albergatori – «dobbiamo evitare di creare aspettative non realizzabili, e allo stesso tempo in questo momento non bisogna innalzare barriere virtuali alle prenotazioni con un’errata comunicazione». In conclusione – sempre secondo Manca – «è indispensabile che la Regione si esprima subito, con chiarezza, sulla questione delle dosi di richiamo e lo deve fare prima dell'inizio ufficiale della stagione estiva alle porte».

Vaccini in azienda. A giorni, sempre dal commissario Figliuolo, dovrebbe arrivare il via libera per le vaccinazioni anche in azienda. Il protocollo di massima è stato deciso dall’Inail e dal ministero del lavoro. Sono tre le priorità stabilite dalla cabina di regia nazionale rispetto alle categorie delle imprese – è il codice Ateco – con in testa chi si occupa di produzioni alimentari, poi i trasporti in generale e l’agricoltura. Ma alla fine saranno le Regioni a stabilire le priorità ed è possibile che la Sardegna metta al primo posto gli operatori del turismo. E infatti diverse villaggi turistici si starebbero organizzando per stipulare le convenzioni con i centri di vaccinazione.

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