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Il fantasma di Antonello Tuvoni, scomparso a 3 anni, agita ancora Torpé

Il fantasma di Antonello Tuvoni, scomparso a 3 anni, agita ancora Torpé

Fu rapito nel 1974. Un senzatetto si spacciò per lui e il padre lo accolse in casa

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SASSARI. Ancora oggi a Torpé quando un bambino non rientra puntuale a casa il paese si mobilita per cercarlo: il parroco fa suonare le campane e accende gli altoparlanti della Chiesa, tutti, giovani e adulti, vanno a cercarlo e chiunque l’abbia visto è pregato di dare subito informazioni alla famiglia. Anche 47 anni fa, il 28 agosto del 1974, Stefanina Lai andò subito dal parroco per dare l’allarme: Antonello, 3 anni, il più piccolo dei suoi 5 bambini, era sparito nel nulla. «Eravamo tornati da casa di mia madre – raccontò la donna poco dopo a un giornalista Rai– e Antonello aveva fame, mi chiese dell’uva. Entrai a casa di un vicino per comprarla e quando uscii lui non c’era più. Pensai che fosse dietro l’angolo con qualche altro bambino, o che si fosse infilato in qualche casa a guardare la tv. Invece Antonello non c’era. Il parroco diede l’annuncio con gli altoparlanti, tutti uscirono a cercarlo. Ma Antonello non tornò mai a casa, non l’ho più rivisto».

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Stefanina Lai morì molto giovane, 15 anni dopo, con quell’immenso dolore che la soffocava nel petto e che rese la sua vita triste. Il marito Mario Tuvoni, muratore al tempo emigrato a Varsavia, invece si illuse di avere ritrovato il suo bambino. Successe molti anni dopo rispetto alla scomparsa, quando Mario Tuvoni riconobbe il suo Antonello in un senzatetto che vagava a Cagliari, si faceva chiamare Zoran e raccontava di essere stato rapito da un gruppo di zingari. Era questa una delle ipotesi considerate plausibili dalla famiglia Tuvoni quando il bimbo scomparve, nonostante né a Torpé né nei centri limitrofi fosse stata segnalata in quei giorni la presenza di rom. A Mario bastò questo per portare Zoran a casa sua, a Torpé, e festeggiare il ritorno del figlio perduto. Ma l’idillio non durò a lungo. Antonello-Zoran non amava le regole e finì nei guai con la giustizia. Dalla Baronia ritornò a Cagliari e riprese la vita di sempre, sulla strada. E proprio i residenti della strada dove stava abitualmente, via Satta, decisero di adottarlo e di dargli un nuovo nome: Antonello-Zoran divenne Antonello Satta. Poco dopo arrivò anche il test del Dna a escludere qualsiasi parentela con i Tuvoni: Zoran era davvero uno zingaro ed era stato venduto dalla sua famiglia. Una di quelle esistenze nate storte e destinate a finire allo stesso modo: Antonello Satta nel 2014 fu picchiato selvaggiamente da una banda di teppisti e non sopravvisse alle botte. Morì nel 2014, nella sua Cagliari. Del vero Antonello Tuvoni, invece, si sono perse definitivamente le tracce. Restano il ricordo di un bimbo bello e vivace sparito nel nulla, e la disperazione della sua mamma. (si. sa.)
 

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