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Manovra e rimpasto: Solinas stringe i tempi

Manovra e rimpasto: Solinas stringe i tempi

Vertice di maggioranza per calendarizzare i lavori prima della pausa estiva Tre le macro aree di intervento: sanità, infrastrutture e ristori alle imprese

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CAGLIARI. Il valzer degli assessori è molto più vicino di quanto si potesse pensare finora. Buona parte del rimpasto potrebbe scattare a cavallo fra giugno e luglio, come ha lasciato intendere il governatore Christian Solinas, nell’ultimo vertice con i capigruppo di maggioranza. Però le complicate trattative politiche non taglieranno la strada a un altro obiettivo primario: l’assestamento di bilancio. Perché «è indispensabile un’immediata iniezione di soldi pubblici per far ripartire l’economia dopo la lunga crisi scatenata dalla pandemia», hanno confermato i leader di maggioranza. Saranno tre le macro aree d’intervento: sanità pubblica, infrastrutture, a cominciare da porti e aeroporti, e i ristori a favore delle imprese rimaste finora tagliate fuori dai vari contributi «Salva Sardegna». Se questa è la lista delle priorità, ci sarà spazio anche per le richieste dei Comuni, il rimpasto e la Manovra non finiranno in collisione. Cammineranno in parallelo e fra un mese potrebbero diventare realtà negli stessi giorni visto che anche la nuova contabilità anti-crisi dovrebbe essere discussa intorno a luglio, nell’aula del Consiglio regionale.

Il vertice. Dopo l’incontro di mercoledì, con l’assessore al bilancio Giuseppe Fasolino, stavolta il faccia a faccia è stato fra i capigruppo e Solinas. All’ordine del giorno ci sarebbe dovuta essere solo la Manovra, però all’inizio il rimpasto ha conquistato buona parte della scena. Soprattutto perché, prima di entrare a Villa Devoto, Giorgio Oppi dell’Udc era stato perentorio: «È evidente che sia necessaria un’accelerazione nell’azione di governo e qualche cambiamento dovrà esserci per forza». Argomento poi rilanciato, nel conclave, anche da Roberto Caredda del gruppo Misto. Ma alla fine delle possibili future strategie politiche è trapelato ben poco, a parte l’accelerazione annunciata dal governatore. Non va neanche dimenticato che, sempre a cavallo fra giugno e luglio, dovrebbe partire la rivoluzione amministrativa provocata dalla legge sul super staff appenata approvata dal Consiglio regionale.

L’assestamento. Alla fine del confronto sul bilancio, invece, è stato chiaro per tutti che i primi 50-70 milioni, annunciati dall’assessore Fasolino, non basteranno. Dario Giagoni, capogruppo della Lega, l’ha confermato: «Dovranno essere trovare recuperate molte più risorse se davvero vogliamo dare una scossa alla Sardegna». Soprattutto dopo che sono state individuate le macro aree d’intervento. «Le criticità sono diverse – ha confermato Franco Mula, capogruppo del Psd’Az – e oggi la sanità pubblica è in testa, dopo essere stata messa a lungo sotto pressione dalla pandemia. Servono risorse economiche immediate per darle respiro». Così come per Giuseppe Talanas, Forza Italia, gli effetti collaterali sono stati dirompenti anche sul sistema trasporti: «C’è bisogno di progetti per il rilancio e vanno finanziati in tempi rapidi». Ma proprio sul mese che ci vorrà ancora per approvare l’assestamento di bilancio non sono mancate le perplessità. «Comunque dobbiamo fare il più in fretta possibile, per recuperare il tempo che l’opposizione ci ha fatto perdere con l’estenuante dibattito sul super staff della Regione». Il primo a correre dovrà essere l’assessore Fasolino: entro due settimane da lui si aspettano il canovaccio della Manovra e anche un bel po’ di milioni in più.

Nuovo attacco. Dopo la battaglia contro il super staff, i 5 Stelle sono pronti a scatenarne un’altra per fermare il ritorno dei consigli d’amministrazione negli enti. «È l’ennesima legge capestro – sottolinea Desirè Manca – che moltiplicherà le poltrone, per soddisfare la bulimia di potere del centrodestra». (ua)

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