La Nuova Sardegna

Vaccini, Pfizer agli sgoccioli Sardegna costretta a frenare

di Antonello Palmas
Vaccini, Pfizer agli sgoccioli Sardegna costretta a frenare

Ieri 18mila immunizzazioni, ma ora si svuotano i freezer: così si rischia il blocco AstraZeneca, ancora rifiuti: ultime scorte smaltite tra docenti e forze dell’ordine

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SASSARI. Proprio ora che la Sardegna aveva fatto registrare una potente accelerata nella somministrazione dei vaccini, tanto da piazzarsi ai primi posti nazionali nei dati giornalieri, arriva un brusco stop che frustra gli sforzi per rimettersi al passo con le regioni più virtuose. Stanno per venire meno le dosi del vaccino Pfizer-Biontech, quello di gran lunga più utilizzato. Nelle ultime ore diversi di coloro che avevano l’appuntamento per il richiamo fissato la settimana prossima hanno ricevuto un sms che comunica lo slittamento di 7-10 giorni della seconda dose Pfizer o Moderna.

«A oggi (ieri, ndc) abbiamo 25mila dosi di Pfizer in freezer – dice il commissario straordinario dell'Ares-Ats, Massimo Temussi – e già con la campagna per le isole minori Covid free a Sant'Antioco ne utilizziamo 12mila in questo fine settimana: il rischio reale è quello di doversi bloccare. Per lunedì (domani, ndc) è atteso un nuovo carico di 10.200 dosi Pfizer che basteranno per la giornata, poi in successione ne arriveranno altre. Siamo riusciti a far anticipare a martedì la fornitura di 56mila dosi sempre di Pfizer, prevista per giovedì, e questo consente momentaneamente di respirare», ma è evidente che con queste ristrettezze negli arrivi delle fiale l’isola rischia di doversi fermare da una giorno all'altro, almeno per gli under 60.

«In realtà avremmo la capacità di inoculare sino a 30mila dosi giornaliere – spiega Temussi – ma non avendo le scorte dobbiamo muoverci a vista, settimana per settimana, in rapporto con i vaccini a disposizione. E al momento non possiamo andare oltre le 13mila al giorno». Una vera doccia fredda dopo che nelle ultime 24 ore in Sardegna sono stati somministrati 18.028 vaccini, tanti, che fanno salire il numero delle inoculazioni a 866.211, l'87,9% delle 994.500 dosi consegnate (nella graduatoria l’isola è però sempre ultima, pagando le lentezze del primo periodo).

Non aiutano i rifiuti delle fiale di AstraZeneca specie da parte di over60, atteggiamento frutto della discutibilissima gestione della comunicazione sui rischi per la salute in seguito ad alcune morti sospette, ma le 40mila dosi del vaccino di Oxford a disposizione, assicura il commissario straordinario, «non andranno perse: stiamo effettuando i richiami per forze dell'ordine e docenti, prima che inizino gli scrutini».

Che fare? «Esiste un problema nazionale che deve essere risolto a Roma – dice Temussi –: il ministero o l'istituto superiore di Sanità devono dirci come agire su questo problema, che è di ordine sanitario e che non può essere gestito dal Commissario Figliuolo, che ringrazio per il cambio di passo dato alla campagna e per le continue e fattive interlocuzioni».

Tra le regioni la Sardegna – dice un report fornito dallo statistico Luca Fusaro sui dati più recenti, quelli di venerdì sera – continua a essere ultima per la percentuale di vaccinati con seconda dose o monodose (17,1%, ossia 250,338 immunizzati) in rapporto alla popolazione, peggio ha fatto solo la provincia autonoma di Trento. Va meglio nella graduatoria dei vaccinati con prima dose: la Sardegna è al 12° posto (subito dopo la Lombardia) con 41,36%.

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