Coronavirus in Sardegna, l'apparato di controllo agli sbarchi dirottato sull'antincendio
Timori per l’assenza di presidi in porti e aeroporti. Rassicurazoni della Regione
SASSARI. L’idea che il ritorno ad una sorta di “ingresso libero” potesse passare senza lasciare traccia, e senza generare confusione e preoccupazione, era decisamente troppo ottimistica. Il ritorno alla (quasi) normalità dei controlli portuali e aeroportuali, sancito dalle ultime due ordinanze regionali, ha sollevato i dubbi di chi vive nell’isola e di chi invece vorrebbe trascorrerci le vacanze.
I primi passeggeri arrivati sabato nell’immediato post ordinanza sono passati dritti davanti ai gabbiotti dei controlli sanitari. Nessun tampone, nessuna autocertificazione, nessun certificato vaccinale. La Forestale e la Protezione civile hanno fatto le valigie e si sono spostate sulla campagna antincendio. Per arrivare sull’isola è sufficiente iscriversi alla piattaforma “Sardegna Sicura” ed effettuare l’imbarco. Ma restano alcuni dubbi. L’ordinanza 19 del 28 maggio cancella i primi tre articoli di quella 9 marzo, tra cui il numero 2, che vietava l’imbarco ai passeggeri sprovvisti della registrazione al portale regionale “Sardegna Sicura”. L’ordinanza 18 proroga invece la numero 5 del 5 marzo, impone la registrazione al portale ma non entra nel dettaglio dei compiti dei vettori, navali o aerei, che dovranno “verificare, prima dell’imbarco, la ricevuta della registrazione”. Non si accenna al divieto d’imbarco e non è un dettaglio, un po’ perché Sardegna sicura resta l’unico strumento di controllo sugli accessi e un po’ perché un passeggero potrebbe non essere iscritto a Sardegna Sicura al momento dell’imbarco: «Forse il passaggio non è chiarissimo – spiega il commissario di Ares-Ats, Massimo Temussi – ma la compagnie aree e di navigazione permetteranno l’imbarco solo agli iscritti al portale e non ci saranno alternative di alcun tipo».
Le autocertificazioni su vaccinazioni o tamponi saranno poi controllate a campione: «Si tratta di coprire i prossimi 15 giorni, poi con il green pass sarà tutto più facile. In parte lo è già perché il 75% dei tedeschi arrivati in Sardegna negli ultimi giorni era già stato vaccinato o aveva il risultato dei tamponi. Il rischio è limitato ma i controlli saranno puntali, anche se non verranno effettuati all’arrivo».
Il rischio esterno. Negli ultimi giorni, quando le regole d’ingresso erano più rigide e ancora si effettuavano i tamponi all’arrivo, non era complicato trovarsi davanti a passeggeri positivi. Il record giornaliero è di metà marzo, quando in una sola giornata ne erano stati individuati 16 con l’uso dei tamponi antigenici, poi inclusi in un bollettino che comunicava 34 contagi in tutta l’isola. Il numero era poi calato dopo le verifiche con i test molecolari, ma il problema è rimasto. Se i positivi viaggiavano quando le regole erano severe e i controlli certi, potrebbero farlo anche quando la percentuale dei controllati sarà solo un campione del totale degli arrivi. Probabilmente è per questo motivo che è stato rinnovato sino a fine giugno il contratto ai due “covid hotel” dell’isola, il Mistral di Oristano e il Montiruju di Santa Maria Coghinas che oggi ospitano una decina di “positivi” in tutto ma che in futuro potrebbero garantire un alloggio ai passeggeri per cui permane ancora l’obbligo di quarantena, ad esempio chi arriva da Brasile e India, ma anche i turisti “positivi” scovati dal tracciamento degli ingressi registrati su Sardegna sicura.
Gli operatori. Anche chi gestisce le attività ricettive ha maturato qualche dubbio sulle ultime ordinanze regionali: «Sarebbe opportuno che la Regione pubblicasse una nota esplicativa – spiega Paolo Manca, presidente di Federalberghi –. Molti dei nostri iscritti hanno manifestato questa esigenza perché, ad esempio, non è chiara la questione delle iscrizioni a Sardegna Sicura. Sarebbe fondamentale, poi, capire cosa accadrà dopo il 15 giugno. Chi prenota una vacanza in Sardegna vorrebbe conoscere quali saranno le nuove regole, soprattutto in rapporto al green pass». Mentre gli albergatori cercano chiarezza nei nuovi protocolli regionali, iniziano anche a registrare le prime certezze. Secondo le prenotazioni e le stime, la Sardegna si appresta a vivere un’estate da tutto esaurito: «Su luglio ed agosto possiamo dire che le proiezioni sono in linea con quanto accadeva prima della pandemia – continua Manca – mentre inizia a muoversi qualcosa anche sull’ultima settimana di giugno. Su settembre e ottobre, invece, iniziano ad affacciarsi i turisti stranieri». Prima di prenotare, tuttavia, molti chiedono informazioni mirate. Niente a che vedere con quanto accadeva prima della pandemia, quando le discriminanti per la bassa stagione al massimo erano legate al meteo. Adesso la musica è cambiata: «La maggior parte delle richieste riguarda il green pass e le regole d’ingresso. Molti chiedono informazioni sul sistema sanitario italiano e sulle strutture dell’isola. Nonostante moltissimi siano già vaccinati c’è sempre la possibilità di essere contagiati. Poi – conclude Manca – chiedono che tipo di vacanza potranno fare, quali sono le norme di contenimento del virus in vigore e quali restrizioni dovranno rispettare». Predire il futuro è difficile, soprattutto in questo periodo, ma la Sardegna si presenta al resto d’Italia e all’Europa con la nomea di regione sicura dal punto di vista del virus. Uno status che, tuttavia, dovrà essere confermato giorno dopo giorno, perché la posta in gioco è altissima.
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