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Scorte di Pfizer quasi finite ma la campagna non si ferma

Scorte di Pfizer quasi finite ma la campagna non si ferma

Continua la somministrazione delle prime dosi, deciso il rinvio per i richiami A metà settimana una nuova consegna del vaccino della casa farmaceutica Usa

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CAGLIARI. Il rifornimento dei vaccini Pfizer non arriverà prima di mercoledì. Dovrebbero essere 65-78mila dosi, ma già destinate a coprire il fabbisogno della settimana in corso. Quindi, all’appello mancano ancora le fiale della casa farmaceutica americana, che dovrebbero compensare le scorte utilizzate per i richiami e quasi esaurite a fine maggio (e ormai ridotte a non più 10mila). L’emergenza è arrivata fino a tal punto che, quasi tutti gli hub, hanno rinviato da sette a dieci giorni la data per i vaccini Pfizer di richiamo. È proprio a causa delle forniture a singhiozzo - anche se in mattinata dovrebbe esserci una consegna straordinaria di 10mila dosi - che venerdì scorso l’Ats-Ares s’è trovata davanti a un bivio. Alla fine, com’era inevitabile che fosse, ha deciso di continuare a vaccinare più gente possibile, facendo invece slittare la data della seconda dose per chi comunque è già immune, almeno in buona parte, avendo ricevuto la prima. «Della situazione – fanno sapere dai vertici dell’Ats-Ares – abbiamo informato il commissario nazionale Figliuolo e condiviso questa strategia comunque temporanea».

Scelta obbligata. Per evitare di bloccare del tutto la campagna vaccinale, non poteva che esserci il rinvio dei richiami. Altrimenti, aspettando l’arrivo dei Pfizer, oggi e domani la filiera avrebbe rischiato di chiudere le prossime giornate con solo una manciata di somministrazioni. Mentre ormai la macchina ha preso a marciare a pieno ritmo, con picchi anche di 18mila vaccinazioni ogni 24 ore. Nella classifica sulla percentuale di dosi utilizzate in rapporto alle consegnate, la Sardegna ha recuperato un punto abbondante rispetto alla media nazionale. È ancora ultima, in effetti, con l’89,7 per cento, ma in alcune classifiche più dettagliate, come quella sui vaccini giornalieri ogni 100mila abitanti, ha scalato più di una posizione e spesso è stata al primo posto. Però – sottolineano sempre dall’Ats-Ares - «nel nostro momento migliore, abbiamo quasi esaurito le scorte e alcune forniture sono state posticipate». Oggi comunque oltre alle possibili dosi straordinarie Pfizer, saranno a disposizione anche 9.900 Moderna e 12.250 dell’americana Johnson & Johnson, che prevede una sola somministrazione.

Come comportarsi. Chi è stato convocato per la prima dose dovrà comunque presentarsi negli hub o nei centri territoriali. Per tutti i cosiddetti primini non dovrebbero esserci problemi, perché le dosi necessarie sono state già conteggiate. Anche se, come si sa, per gli over 60 il vaccino previsto è soprattutto l’AstraZeneca, mentre gli altri dovrebbero essere riservati agli under 60 e ai pazienti fragili. Chi, invece, ha ricevuto dall’Ats-Ares l’sms con il rinvio del richiamo fino a un massimo di dieci giorni, può stare tranquillo. Con una circolare l’Agenzia nazionale per il farmaco, ha confermato che «lo spostamento della seconda vaccinazione non compromette assolutamente l’intero ciclo» e, in ogni caso, «la prima somministrazione di per sé ha una copertura di almeno tre mesi». Non dovrebbero esserci neanche per quanto riguarda il Pass in caso di matrimoni, feste, concerti o altri eventi: il certificato rilasciato dopo la prima dose è un lasciapassare valido a tutti gli effetti. (ua)

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