la delibera
Alla sanità privata 3 milioni incognita sulla ripartizione
SASSARI. La Regione ha provato a mettere una pezza al forte squilibrio che esiste da decenni nella ripartizione delle risorse alla sanità privata. Un 10 a 1 a favore di Cagliari con il nord dell’isola...
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. La Regione ha provato a mettere una pezza al forte squilibrio che esiste da decenni nella ripartizione delle risorse alla sanità privata. Un 10 a 1 a favore di Cagliari con il nord dell’isola che invano alza la voce. Sul tema si era anche impegnato pubblicamente, dalle colonne della Nuova, il governatore Christian Solinas. Ora l’assessore alla Sanità, Mario Nieddu, ha deciso di porre rimedio a questa disparità con una delibera dello scorso 9 aprile. Un atto in cui viene messa nero su bianco l’esistenza di questo squilibrio nella ripartizione delle risorse alla sanità privata. Dei quasi 31 milioni erogati ogni anno per le visite ambulatoriali più di 18 si fermano a Cagliari. Circa 32 euro pro capite. A Sassari ne arrivano meno di 3 milioni, più o meno 8 euro a cittadino. A Olbia appena 277mila euro, ma in questo caso bisogna ricordare la deroga di 62 milioni per il Mater. E poi 3 milioni a Nuoro, 955mila euro a Lanusei, 1,8 milioni a Oristano, 1,5 nel Medio Campidano, 2,2 al Sulcis Iglesiente. Insomma, l’assessorato ha preso atto di questo squilibrio e ha deciso di «procedere a un graduale potenziamento dell'offerta sanitaria da parte degli erogatori privati sul territorio, la quale trovi un progressivo riequilibrio e risulti coordinata e coerente con l'offerta di assistenza sanitaria ospedaliera». Nieddu dunque ha proposto alla giunta - con riferimento al solo anno 2021, viene precisato nella delibera di aumentare del tetto 3 milioni di euro per l'acquisto di prestazioni di specialistica ambulatoriale da erogatori privati accreditati con il servizio sanitario regionale. Ora, però, toccherà alla Ats stabilire come effettuare questa ripartizione delle risorse.
Ed è questo che preoccupa non poco gli operatori della sanità privata del nord Sardegna. Perché nella delibera si fa cenno a «importanti squilibri dell'offerta sanitaria territoriale, con una disomogeneità dei servizi offerti tra il nord e il sud della regione», ma il timore è che quelle risorse aggiuntive vengano distribuite tra tutti i distretti sanitari, comprese quelli del sud dell’isola. Ma c’è anche un altro timore, più che fondato. Ovvero che quei 3 milioni di euro in più siano una tantum. E dunque che dall’anno prossimo si ritorni alle cifre stabilite negli anni scorsi. E così si evince dalla stessa delibera, dove Nieddu precisa che «le risorse destinate all'aumento del tetto per il 2021 non saranno storicizzate». Il che significa che la riduzione della disparità tra nord e sud resterà solo una pezza, ma già dal prossimo anno il buco riprenderà ad allargarsi.
Ed è questo che preoccupa non poco gli operatori della sanità privata del nord Sardegna. Perché nella delibera si fa cenno a «importanti squilibri dell'offerta sanitaria territoriale, con una disomogeneità dei servizi offerti tra il nord e il sud della regione», ma il timore è che quelle risorse aggiuntive vengano distribuite tra tutti i distretti sanitari, comprese quelli del sud dell’isola. Ma c’è anche un altro timore, più che fondato. Ovvero che quei 3 milioni di euro in più siano una tantum. E dunque che dall’anno prossimo si ritorni alle cifre stabilite negli anni scorsi. E così si evince dalla stessa delibera, dove Nieddu precisa che «le risorse destinate all'aumento del tetto per il 2021 non saranno storicizzate». Il che significa che la riduzione della disparità tra nord e sud resterà solo una pezza, ma già dal prossimo anno il buco riprenderà ad allargarsi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
