la polemica
«In tv mi hanno teso un agguato»
Lo scontro a Quarto Grado: ho subito un processo, mi tutelerò
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SASSARI. «Ho percepito subito il clima teso nei miei confronti, non ascoltavano quello che dicevo. Ma ho pensato che se avessi interrotto il collegamento avrebbero parlato male di me in mia assenza». La giudice Maria Angioni commenta quanto accaduto durante la puntata di Quarto Grado in onda su Rete 4 venerdì 28 maggio. L’ex pm è stata protagonista di uno scambio accesso con il conduttore Gianluigi Nuzzi e con alcuni ospiti. «Hanno contestato il fatto che, a loro dire, avrei deciso di denunciare i depistaggi solo 17 anni dopo». Alta tensione in particolare quando l’ex pm ha spiegato che quando iniziò a occuparsi del caso le fu affidato il filone dei sensitivi. «Tante persone che dicevano di avere notizie su Denise frequentavano la casa di Piera Maggio, mamma disperata, disposta ad aggrapparsi a tutto. Io non mi affidavo a loro, ma era mio dovere sentirli». La Angioni è stata contestata anche sulle intercettazioni: se alcune erano inascoltabili perché non ne ha chiesto altre? E quando Nuzzi le ha domandato che incarico ricopra oggi e dove lavori, la giudice ha risposto con il sorriso “perché, vuole mandarmi una bomba?”. «Ho fatto questa battuta per rompere il gioco. Ho chiesto le trascrizioni della puntata, mi tutelerò. Ma sono contenta perché ho aggiunto tre elementi importanti». Il primo: «Il clima teso verso la procura ci aveva convinto a denunciare la situazione con una lettera al presidente della Repubblica, poi rinunciammo per non esacerbare ulteriormente gli animi». Il secondo: «Ho rivelato la presenza di intercettazioni in cui si annunciava la volontà di mettere una bomba sotto casa del procuratore». Il terzo, il più importante: «Il nonno materno di Denise disse di avere notato vicino alla casa un’auto guidata da un uomo con i capelli ricci. Nella testimonianza di Battista Della Chiave, riascoltata in questi giorni, si parla di un uomo riccio che teneva in braccio la bambina». (si. sa.)
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