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Vaccini, maxi arrivo ma si naviga a vista

Vaccini, maxi arrivo ma si naviga a vista

La Sardegna ha ricevuto 79mila dosi di Pfizer ma bastano per una settimana Senza certezze sulle forniture impossibile raggiungere i ritmi auspicati

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CAGLIARI. I vaccini Pfizer sono arrivati: 79mila, per l’esattezza. Il fabbisogno settimanale, o poco più, è assicurato. L’emergenza dovrebbe essere finita, ma non l’incertezza sulle forniture. All’appello mancherebbero ancora 12mila fiale della casa farmaceutica americana, o almeno così pare stando agli ultimi annunci del commissario nazionale anti Covid. Perché il generale Francesco Paolo Figliuolo ha detto: «Sono in distribuzione 3,5 milioni di Pfizer. È il carico più grosso, in una sola mandata. È un bene che arrivi in queste ore, perché la campagna di giugno vogliamo cominciarla alla grande». Siccome da sempre alla Sardegna spetta il 2,7 dello stoccaggio nazionale, i conti non tornano. Calcolatrice alla mano, i vaccini Pfizer sarebbero dovuti essere 91 mila. A meno che i 12mila mancanti non facciano parte di una spedizione straordinaria, promessa fra domani e venerdì, anche se dall’assessorato alla sanità fanno sapere tutt’altro: «Noi sappiamo che quello dovrebbe un anticipo delle consegne previste per il 24 giugno». Dunque, i numeri a ballare sul banco della campagna vaccinale sarebbero ancora più di uno, ed è per questo che l’incertezza continua a esserci. Anche alle altre Regioni hanno posto lo stesso problema al commissario nazionale: «Date di arrivo e quantità devono essere sicure. Altrimenti è e sarà impossibile programmare le vaccinazioni di settimana in settimana».

Il target. Dalla Sardegna, all’inizio di giugno, Figliuolo si aspetta non meno di 107mila somministrazioni ogni sette giorni, ma se poi arrivano meno dosi, oppure sono consegnate in ritardo, centrare quell’obiettivo è abbastanza complicato. E infatti la filiera sarda, negli oltre 100 hub regionali e territoriali, oscilla ancora fra exploit improvvisi, con oltre 16mila vaccinazioni giornaliere, e crolli inaspettati, massimo 11-12mila. Sarebbero necessari, invece, risultati molto più costanti, per recuperare in fretta lo svantaggio di sei punti, l’89,7 contro il 95,7, rispetto alla media nazionale, nella classifica sui vaccini effettuati e le dosi consegnate. È per questo che, in queste ore, l’Ats-Ares ha insistito con il commissario Figliuolo per «essere messa al corrente, con qualche giorno d’anticipo, sul giorno e la quantità delle prossime consegne».

Caso AstraZeneca. In settimana dovrebbero arrivare nel centro regionale di stoccaggio, all’ospedale Binaghi, anche 44mila vaccini Oxford, ma altrettante sarebbero bloccate, perché sono ancora in troppi a rifiutare questa dose, nonostante le rassicurazioni degli esperti. Comunque domani, dalle 19 alle 24, l’Ats-Ares ha organizzato un giornata straordinaria di vaccinazioni AstraZeneca, destinata agli insegnati e al personale scolastico impegnato negli esami di maturità. Mentre non dovrebbero essere convocati gli studenti neanche nelle prossime ore.

Le prossime tappe. Sempre domani dovrebbero scattare le prenotazioni senza più di limiti di età sul portale gestito da Poste Italiane. Sarà così in quasi tutte le Regioni, ma non in Sardegna. Non ci sono state, infatti, comunicazioni ufficiali in tal senso dall’assessorato alla sanità e neanche dall’Ats-Ares. Il probabile rinvio sarebbe stato giustificato così: «Prima degli under 30 e degli over 16, vogliamo concludere gli over 60». Forse, però, lo slittamento potrebbe dipendere anche dal fatto che le farmacie non prima del 15 giugno parteciperanno alla campagna vaccinale e quindi solo fra qualche settimana potrà esserci un canale alternativo agli hub e ai medici di famiglia. Anche se oggi quella data appare fin troppo lontana visto che, nel frattempo, l’Agenzia italiana del farmaco ha dato il via libera anche alle vaccinazioni dei 12-15enni e sempre a partire da domani. Però i pediatri sardi, che seguono all’incirca 52mila adolescenti, ancora non sono stati convocati dall’assessorato alla sanità per firmare l’indispensabile protocollo. Un ritardo di qualche giorno ci può anche stare, l’importante è che non si ripetano le recenti incomprensioni, quando dall’altra parte del tavolo c’erano i medici di famiglia. (ua)

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