G7, green pass globale sempre più difficile
LONDRA. L'impegno sulla cooperazione internazionale contro la pandemia e sui vaccini, da tradurre però ancora in numeri di dosi concrete sul fronte della solidarietà verso i Paesi poveri; e la...
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LONDRA. L'impegno sulla cooperazione internazionale contro la pandemia e sui vaccini, da tradurre però ancora in numeri di dosi concrete sul fronte della solidarietà verso i Paesi poveri; e la partita sulle certificazioni vaccinali per viaggiare messa sul tavolo, ma non ancora pronta a sfociare in un unico green pass planetario. Sono due dei temi cruciali al centro, ieri e oggi, della riunione dei ministri della Sanità dei Paesi del G7 organizzata nell'università di Oxford. Sui viaggi la discussione verte su come facilitarli con la certificazione dello status vaccinale o di negatività ai test. Per il ministro Speranza l'auspicio è una condivisione allargata ai G7 e «oltre i G7» del modello del green pass dell'Ue, la cui attuazione l'Italia chiede peraltro di «velocizzare» rispetto alla scadenza del primo luglio indicata da Bruxelles. Ma la prospettiva di una sorta di passaporto collettivo globale è ancora complicata da immaginare.
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