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I lavoratori Air Italy insistono: «Subito un tavolo al ministero»

È entrata in fase di stallo istituzionale la vertenza Air Italy, sempre più ai margini dell’agenda politica nazionale. Da Roma non arrivano notizie sulla convocazione del tavolo ministeriale per la...

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È entrata in fase di stallo istituzionale la vertenza Air Italy, sempre più ai margini dell’agenda politica nazionale. Da Roma non arrivano notizie sulla convocazione del tavolo ministeriale per la seconda fase della procedura di licenziamento collettivo. E sempre a Roma ieri una nuova manifestazione dei lavoratori davanti al ministero del Lavoro, organizzata dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl, alla quale ha aderito anche l’Anpav. «In questo assurdo silenzio istituzionale – dice Marco Bardini – i lavoratori Air Italy chiedono di essere ascoltati in un tavolo di crisi che chiuda positivamente la partita dei licenziamenti con la proroga della cassa integrazione in scadenza il 30 giugno».

Intanto, in concomitanza con la manifestazione dei lavoratori di Air Italy a Roma, rimbalzano le notizie della cordata russo americana che vorrebbe rilevare rilevare l'asset volo della compagnia. Severo il giudizio del segretario della Filt Cgil Sardegna, Arnaldo Boeddu: «Strano che questa notizia venga nuovamente rilanciata dal ceo della Ateo Air che, smentendo se stesso, in questa occasione dice che il cuore della compagnia che dovrebbe nascere dalle ceneri di Air Italy non sarà più Olbia, ma Bologna». «I repentini cambi di strategia – aggiunge Boeddu – non fanno altro che alimentare sospetti: è indispensabile avere la certezza che questa notizia vedesse un reale coinvolgimento da parte di chi, per il momento solo a parole, si dichiara interessato ad acquisire il ramo volo della azienda. Più volte ai liquidatori di Air Italy è stato chiesto a che punto fossero le eventuali trattative e se vi fosse una reale volontà da parte della cordata russo americana. La risposta è sempre stata la stessa: nulla di concreto. Saranno gli incontri che, speriamo a breve, si terranno in sede ministeriale a dipanare questo e altri nodi di una vicenda che vede coinvolti tanti lavoratori e che, ogni giorno che passa, qualcuno vorrebbe trasformare in una soap opera».

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