“Su stampu” si allarga, catena da 12 pizzerie
di Giusy Ferreli
Cinque giovani imprenditori conquistano il mercato del sud Sardegna con piccoli locali (il nome significa Il buco) e farciture “identitarie”
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Su stampu, catena tutta sarda di “pizzerie di quartiere” allarga i confini e punta con decisione a conquistare il mercato isolano. L’avventura imprenditoriale, iniziata nel 2013 con l’avvio a Pirri e Monserrato di due pizzerie in locali talmente piccoli da sembrare appunto dei buchi, non si arresta e segna l’apertura del 12° punto vendita nel sud della Sardegna. Simone Murgia, Silvio Giacobbe, Fabio Lolliri, Matteo Di Monte e Federico Ena sono cinque giovani soci - la loro età va dai 29 ai 36 anni - che martedì hanno inaugurato una nuova pizzeria a Iglesias. In agenda ci sono altre due aperture: la prima, a brevissimo, a Villacidro, la seconda rimane top secret. Non sarà, forse, che il gruppo di intraprendenti imprenditori, con attività in tutto il sud Sardegna (da Sanluri a Monserrato passando per Capoterra e ovviamente Cagliari) abbia intenzione di sbarcare nel centro e nel nord dell’isola? “Chissà” risponde Silvio, il socio più giovane nonché portavoce del gruppo che dà lavoro a 200 dipendenti, che per ora mantiene il più stretto riserbo. Il 29enne, tuttavia, non nasconde la soddisfazione per l’ultimo taglio del nastro e per i prossimi appuntamenti. Ci tiene però a sottolineare ciò che in questo momento drammatico sembra un piccolo miracolo. «In piena pandemia abbiamo lavorato all’apertura di tre nuovi punti vendita. Questo – sottolinea Giacobbe – ci rende orgogliosi e ancora più motivati». Cavallo di battaglia delle loro attività, frequentate indistintamente da famiglie, giovani e da tutti quelli che vogliono passare qualche ora in un ambiente informale, la regina della tradizione italiana seppure con interessanti varianti identitarie. Nel menù di Su stampu è possibile trovare quattro linee diverse, dalle pizze tradizionali alle più innovative. I nomi sono accattivanti e in gran parte identitari. Richiamano lo slang cagliaritano o la tradizione agropastorale come Sa muzziga surda o Su pastore. Ci sono anche le pizze che prendono spunto da divertenti giochi di parole in limba. Una di queste è Sa fichirinci (invettiva in un sardo non proprio forbito) a base di mozzarella, gorgonzola, guanciale e fichi. «Si tratta di una pizza tipicamente estiva perché è impossibile trovare questo frutto nelle altre stagioni» spiega Silvio. Altro esempio la bianca “A frori” con mozzarella e fiori di zucca. La catena Su stampu ha deciso inoltre di rimanere in Sardegna per le forniture delle materie prime che arrivano per il novanta per cento da aziende sarde. Le farine e le semole sono sarde, (“ne consumiamo diverse tonnellate al mese”) mentre per il formaggio il gruppo si rivolge ai caseifici di Terralba e Macomer, Cardedu. Anche tutti salumi, dal guanciale alla salsiccia, sono sardi. E i numeri sono da record. «Sfioriamo in media le 10mila pizze alla settimana per punto vendita. In quest’ultimo anno, inoltre abbiamo realizzato la nostra web app per ordinare online i nostri prodotti. Con l’app si può prenotare l’asporto e la consegna» . Non di sola pizza vive l’uomo però. Quindi accanto a questa imperdibile specialità è possibile trovare anche pasti veloci. «Abbiamo puntato sulla pizza ma nei punti vendita di Su stampu – conclude Silvio – si possono gustare anche bistecche di manzo e cavallo, hambuger e insalata e fritti come contorno». Su stampu si è trasformato in una grande realtà ma lo spirito è rimasto lo stesso. D’altra parte, la formula è risultata vincente. Perché cambiarla?
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