Tensione in maggioranza Aria di crisi, poi il disgelo
Scontro Oppi-leghisti: l’Udc diserta il Consiglio e fa mancare il numero legale In serata l’accordo sul rimpasto ma solo dopo l’ok all’assestamento di bilancio
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CAGLIARI. Le ultime scintille, nella maggioranza di centrodestra, pare si siano spente all’improvviso, come all’improvviso s’erano accese. Dopo gran parte della giornata trascorsa sull’ottovolante di una crisi più o meno strisciante, alla fine gli alleati del governatore Christian Solinas si sono ricompattati. Il loro patto dell’ultim’ora può essere riassunto così: solo dopo che sarà approvato l’assestamento di bilancio da 150 milioni, cominceranno le consultazioni in vista di un rimpasto che sarà sì a breve ma non prima di luglio. Visto che, alla fine, tutti gli alleati hanno firmato il patto, in un battibaleno è ritornata la pace. Fino a quando? «Fino al giorno in cui – hanno commentato le opposizioni – non riprenderanno a litigare per gli assessorati e le poltrone».
La mattinata. All’inizio della seduta, l’Udc, come aveva annunciato, non si è presentato in aula, per dimostrare «quanto i nostri consiglieri sono sempre determinanti». Così è stato: mancato il numero legale, i lavori sono slittati per forza al pomeriggio. Da quel momento in poi è cominciata una concitata trattativa, pare anche con l’intervento, in diretta telefonica, dello stesso Solinas. Sul fronte opposto, quello delle opposizioni, però non sono rimasti in silenzio. Dal Pd ai Progressisti, da LeU fino ai 5 stelle hanno denunciato: «Siamo tutti ostaggio di una maggioranza litigiosa. Incapace di garantire anche il minimo sindacale quando deve votare le leggi che presenta. Anzi, è capaci di farlo solo quando deve gettare le basi per una sempre più vicina e scandalosa spartizione del potere». A finire sotto processo è stata anche la gestione dell’Aula da parte del presidente del Consiglio: «Michele Pais deve smetterla di metterci sempre una pezza ogni volta che i suoi alleati litigano». Però neanche questo ultimo atto d’accusa ha cambiato i programmi del centrodestra, che aveva ben altro per la testa: ricucire al più presto gli stappi più recenti fra Udc, Lega e Psd’Az.
La serata. Saltato il pranzo, la maggioranza si è chiusa a riccio sin da subito. Gli incontri per tentare la riappacificazione sono stati più di uno e non tutti hanno avuto lo stesso esito. Perché, nel primo pomeriggio, sono volati ancora gli stracci. Ma prima delle 16, ora della nuova convocazione del Consiglio, qualcosa d’importante è accaduto. Non è chiaro se sia stato decisivo o meno l’intervento del governatore, sta di fatto che da un momento all’altro, sul tavolo di una trattativa fino ad allora in salita, è apparsa la bozza del patto «smettiamola di farci del male da soli». Bozza che è stata rivista e corretta più volte prima di essere condivisa da tutti quasi in dirittura d’arrivo e quando sembrava che la situazione dovesse degenerare da un momento all’altro. Invece poi l’Udc è sceso dall’Aventino, Psd’Az e Lega hanno ripreso a parlarsi come se nulla fosse accaduto. Anche se, a tarda ora, appena in aula è stato solo riaccennato al problema dei problemi, la sanità, Giorgio Oppi dell’Udc ha sbottato di nuovo: «Continua a essere un disastro dappertutto». (ua)
La mattinata. All’inizio della seduta, l’Udc, come aveva annunciato, non si è presentato in aula, per dimostrare «quanto i nostri consiglieri sono sempre determinanti». Così è stato: mancato il numero legale, i lavori sono slittati per forza al pomeriggio. Da quel momento in poi è cominciata una concitata trattativa, pare anche con l’intervento, in diretta telefonica, dello stesso Solinas. Sul fronte opposto, quello delle opposizioni, però non sono rimasti in silenzio. Dal Pd ai Progressisti, da LeU fino ai 5 stelle hanno denunciato: «Siamo tutti ostaggio di una maggioranza litigiosa. Incapace di garantire anche il minimo sindacale quando deve votare le leggi che presenta. Anzi, è capaci di farlo solo quando deve gettare le basi per una sempre più vicina e scandalosa spartizione del potere». A finire sotto processo è stata anche la gestione dell’Aula da parte del presidente del Consiglio: «Michele Pais deve smetterla di metterci sempre una pezza ogni volta che i suoi alleati litigano». Però neanche questo ultimo atto d’accusa ha cambiato i programmi del centrodestra, che aveva ben altro per la testa: ricucire al più presto gli stappi più recenti fra Udc, Lega e Psd’Az.
La serata. Saltato il pranzo, la maggioranza si è chiusa a riccio sin da subito. Gli incontri per tentare la riappacificazione sono stati più di uno e non tutti hanno avuto lo stesso esito. Perché, nel primo pomeriggio, sono volati ancora gli stracci. Ma prima delle 16, ora della nuova convocazione del Consiglio, qualcosa d’importante è accaduto. Non è chiaro se sia stato decisivo o meno l’intervento del governatore, sta di fatto che da un momento all’altro, sul tavolo di una trattativa fino ad allora in salita, è apparsa la bozza del patto «smettiamola di farci del male da soli». Bozza che è stata rivista e corretta più volte prima di essere condivisa da tutti quasi in dirittura d’arrivo e quando sembrava che la situazione dovesse degenerare da un momento all’altro. Invece poi l’Udc è sceso dall’Aventino, Psd’Az e Lega hanno ripreso a parlarsi come se nulla fosse accaduto. Anche se, a tarda ora, appena in aula è stato solo riaccennato al problema dei problemi, la sanità, Giorgio Oppi dell’Udc ha sbottato di nuovo: «Continua a essere un disastro dappertutto». (ua)
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