La proposta delle discoteche: capienze ridotte e green pass
di Alessandro Pirina
Muresu, responsabile Silb: «Lavorare solo per la cena sarebbe una presa in giro Chiediamo l’apertura dei locali all’aperto ma per chi ha fatto il vaccino o il test»
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SASSARI. Un anno fa i balli senza regole sono stati additati come i maggiori responsabili della seconda ondata. Soprattutto in Sardegna, dove ad agosto nelle località di villeggiatura è riesplosa l’emergenza Covid. Nessuno, dunque, vuole commettere gli errori dell’anno scorso. Ed è anche per questo motivo che le discoteche sono finite all’ultimo punto dell’ordine del giorno del governo. Ma ora, con la stagione estiva avviata, una decisione sulle riaperture va presa. E infatti domani alle 19 al ministero della Salute è previsto proprio un incontro sul tema, anche se il viceministro Pierpaolo Sileri, ospite di Mara Venier a “Domenica in”, ha già anticipato un’ipotesi green pass per chi vuole andare a ballare. Uno scenario, questo, che troverebbe il plauso dei gestori dei locali da ballo, finora molto arrabbiati per come le istituzioni hanno gestito la pratica discoteche. «Come al solito, noi veniamo considerati l’ultima ruota del carro sotto tutti i punti di vista, nessun rispetto neanche come imprenditori – dice Piero Muresu, responsabile provinciale del Silb, organizzazione leader dell’intrattenimento serale e notturno –. Nel momento in cui chiedi alle discoteche di aprire come ristoranti e bar ci stai prendendo in giro. È come se ti dicessero: apri, tanto so che non lavori. Noi siamo discoteche, non facciamo da mangiare. La storia delle cene nei locali nasceva dall’esigenza di anticipare l’orario di apertura. Era un elemento che aiutava a fare partire la serata prima, di certo non a fare economia. Figuriamoci in questo momento».
Per Muresu, dunque, l’unica alternativa all’apertura è la chiusura. «Ma devono darci i ristori – sottolinea –. Non come hanno fatto finora, con lo Stato che ci ha dato solo elemosine e la Regione, a differenza di tutte le altre, neanche un euro. Sono andato due volte a Cagliari per spiegare quale è la nostra situazione ma ho ricevuto solo promesse». Il Silb, comunque, rilancia con alcune proposte per salvare la stagione. «Noi siamo favorevoli al fatto che dal 1 luglio possano aprire solo le discoteche all’aperto con una diminuzione delle capienze: se ci stanno mille persone ne fai entrare 500. Ma le istituzioni non possono chiedere a noi gestori di controllare i movimenti all’interno del locale. Non ci possiamo permettere di pagare tutta quella security». La soluzione, che a questo punto è la stessa ipotizzata da Sileri, è il green pass. «Dovranno poter entrare in discoteca solo i vaccinati, chi ha superato il Covid o chi ha fatto il tampone nelle 48 ore precedenti», spiega Muresu. L’unica soluzione anche per evitare che si ripetano i disastri dell’agosto scorso. «Gli attacchi di un anno fa sono stati per noi gestori la cosa più difficile – dice ancora Muresu –. Quando si parla di discoteche molti credono che siano tutti Billionaire o Phi beach. Briatore ha chiuso il locale e non gli è cambiato niente. Ma ci sono decine di discoteche con 30-40 anni di storia che ci campano da questa attività, e che negli anni hanno dato stipendi a tanti giovani che poi sono diventati medici, avvocati e altro. Sarebbe un gravissimo errore trascurare un settore che in estate è importantissimo per alcune zone dell’isola - vedi San Teodoro - che senza sarebbero una destinazione diversa».
Per Muresu, dunque, l’unica alternativa all’apertura è la chiusura. «Ma devono darci i ristori – sottolinea –. Non come hanno fatto finora, con lo Stato che ci ha dato solo elemosine e la Regione, a differenza di tutte le altre, neanche un euro. Sono andato due volte a Cagliari per spiegare quale è la nostra situazione ma ho ricevuto solo promesse». Il Silb, comunque, rilancia con alcune proposte per salvare la stagione. «Noi siamo favorevoli al fatto che dal 1 luglio possano aprire solo le discoteche all’aperto con una diminuzione delle capienze: se ci stanno mille persone ne fai entrare 500. Ma le istituzioni non possono chiedere a noi gestori di controllare i movimenti all’interno del locale. Non ci possiamo permettere di pagare tutta quella security». La soluzione, che a questo punto è la stessa ipotizzata da Sileri, è il green pass. «Dovranno poter entrare in discoteca solo i vaccinati, chi ha superato il Covid o chi ha fatto il tampone nelle 48 ore precedenti», spiega Muresu. L’unica soluzione anche per evitare che si ripetano i disastri dell’agosto scorso. «Gli attacchi di un anno fa sono stati per noi gestori la cosa più difficile – dice ancora Muresu –. Quando si parla di discoteche molti credono che siano tutti Billionaire o Phi beach. Briatore ha chiuso il locale e non gli è cambiato niente. Ma ci sono decine di discoteche con 30-40 anni di storia che ci campano da questa attività, e che negli anni hanno dato stipendi a tanti giovani che poi sono diventati medici, avvocati e altro. Sarebbe un gravissimo errore trascurare un settore che in estate è importantissimo per alcune zone dell’isola - vedi San Teodoro - che senza sarebbero una destinazione diversa».
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