Il Betile a Porto Torres: «Sarebbe l’occasione per rimarginare quelle vecchie ferite»
Ledda (Cisl) e Visconti (Cciaa) d’accordo con l’idea di Fois: «Il grande museo per rilancio del nord Sardegna»
SASSARI. Riscuote consensi l’idea lanciata sulle pagine de La Nuova dallo scrittore e intellettuale Marcello Fois, di realizzare il museo del Betile a Porto Torres, dopo che Cagliari ha accantonato da anni il progetto dell’architetta irakena Zaha Hadid. Per Pierluigi Ledda, segretario della Cisl di Sassari, si tratta di una «proposta interessante» perché punta a rilanciare Porto Torres «anche valorizzando il piano turistico-culturale». Idea valida, a patto che si tenga in considerazione «la storia industriale e i progetti innovativi legati alla chimica verde vadano avanti».
Una cosa non confligge con l’altra: «L’industria si accompagna molto bene al discorso sul turismo culturale. L’obiettivo deve essere quello di aiutare il rilancio di un nord ovest in grave difficoltà».
[[atex:gelocal:la-nuova-sardegna:regione:1.40352909:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovasardegna.it/regione/2021/06/05/news/costuriamo-il-betile-a-porto-torres-la-proposta-di-marcello-fois-1.40352909]]
Altra parola vietata è “contrapposizione”: «La Sardegna ha bisogno di fare sistema - prosegue Ledda -, di mettersi assieme, non di una contrapposizione tra nord e sud, o tra Sassari e Olbia. Certo, il Sassarese è stato penalizzato e serve una strategia di investimenti che in questi anni è mancata. Serve un riequilibrio che va misurato innanzitutto sugli investimenti. Sul piano sanitario c’è stata una sperequazione importante che ha amplificato le differenze. Un recupero è possibile con una crescita complessiva della Sardegna».
Stiamo vivendo un momento di snodo importante e investire in cultura può essere una mossa decisiva: «La ripresa degli investimenti sull'industria è basilare, ma si può pensare a entrambe le soluzioni, anche perché Porto Torres ha alle spalle una storia importante».
L’idea del “betile” a Porto Torres piace anche a Stefano Visconti, presidente della Camera di commercio e presidente di Federalberghi del nord Sardegna: «La Camera di commercio riunisce 55mila imprese: nel suo acronimo non ha la “C” di cultura. Ma la cultura è anche un driver economico di rilievo. Un terzo delle nostre imprese fa riferimento all’economia turistica. Si tratta di alberghi, ristoranti, aziende che operano nel settore dei servizi. Se queste imprese potessero contare su asset di rilievo sarebbe importante per un territorio che sta un passo indietro».
Secondo Visconti quella di Fois «è un’idea affascinante. Certo, bisogna capire effettivamente quanto cantierabili siano le idee e quanto tempo ci sia a disposizione per realizzarle. In un momento in cui stiamo cercando di uscire dall'incubo, questi aspetti fanno la differenza. Però l’idea del betile a Porto Torres ha grande fascino e può portare ricadute economiche solide sul territorio. Ripeto, bisogna capire se si riesce a trasformare un'idea sulla carta e farla diventare progettualità».
La collocazione a Porto Torres per Visconti è assolutamente sensata: «È giusta se è un modo di rimarginare una vecchia ferita su quella parte di nord ovest che ha sofferto più di altri. Una brutta ferita sulla faccia di Porto Torres. Non starebbe male neanche a Olbia, ma in questa situazione bisogna usare la diligenza del buon padre di famiglia: meglio pensare al figlio che sta peggio piuttosto che aiutare il figlio che, anche in questo frangente, se la cava meglio». (r.pe.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
