La Nuova Sardegna

Aritzo si tinge di rosso contagiati tra i più giovani

di Michela Columbu
Aritzo si tinge di rosso contagiati tra i più giovani

Sono risultate positive 62 persone su 550 tamponi molecolari eseguiti Il commissario Monni: «Le limitazioni sono l’unica cura attuabile»

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ARITZO. Sessantadue persone positive e 78 in quarantena, a fronte di circa 550 tamponi molecolari effettuati nel paese di circa 1200 abitanti, zona rossa per ordinanza del commissario Antonio Monni fino al 15 giugno. I numeri di Aritzo fanno trasalire, soprattutto perché la Sardegna naviga a vele spiegate verso l'abolizione graduale delle numerose limitazioni che caratterizzano la vita sociale da oltre un anno e spinge sull'acceleratore dei vaccini con quasi un milione di dosi somministrate. «Ad Aritzo qualcosa è andato storto – commenta il commissario Monni – e istituire queste limitazioni, con negozi e luoghi pubblici chiusi è per il momento l'unica cura attuabile. I numeri sono alti e il contagio pare abbia preso piede sopratutto tra i giovani. Ossia quella fascia d'età che ancora non ha avuto accesso ai vaccini. I numeri dei contagi riguardano sopratutto loro, fortunatamente gli anziani coinvolti sono pochissimi».

Tra i 62 positivi solo una o due persone risulterebbero vaccinate e, dato ancora più confortante, nessuno dei positivi ha sviluppato sintomi importanti tali da richiedere cure ospedaliere. Chi ha sintomi infatti, parla di situazioni riferibili a una normale influenza, con alcuni casi di mancanza di olfatto e gusto. «Quel che è importante è il rispetto ora delle regole – rimarca il commissario –, il rispetto delle quarantene e la partecipazione alle campagne di screening a cui si viene chiamati. Il tampone rimane lo strumento più importante per stanare il virus e per evitare che inconsapevolmente si verifichino dei contagi. Credo che la collaborazione di tutti i singoli cittadini ora sia fondamentale per una ripresa più veloce dopo».

Il paese infatti è noto soprattutto per ospitare da diversi anni il ritiro del Cagliari Calcio. Quest'anno pare che l'arrivo dei rossoblu sia previsto per fine luglio, dopo il ritiro al Pejo a conclusione quindi del periodo di riposo della squadra e non all'inizio, come è avvenuto gli scorsi anni. Condizione questa che permetterebbe al paese di riprendersi pienamente da questo inaspettato aumento di contagi che contrasta con l'avvio di una stagione turistica che sembrava promettere grandi numeri di ripresa. Intanto grazie alla disponibilità di Ats, quasi quotidianamente si svolge una attività di screening con tamponi molecolari. Controllo che va avanti da circa dieci giorni con un aggiornamento costante delle banche dati dell'Ats e del Governo. Il comunicato della Regione di ieri riferiva di 9 nuovi casi nell'intero territorio regionale per un totale di circa 70 casi dal primo al 6 giugno. Significa che i numeri di Aritzo sono spalmati su tutta la settimana e riguardano una attività di screening costante e che non si ferma: se ieri a Sorgono sono stati chiamati i piccoli per un secondo controllo nella possibilità che il virus fosse ancora in incubazione al primo tampone, a breve pare che ci sarà uno screening nelle tre case di riposo locali, che coinvolgerà un totale di circa 200 persone tra personale e ospiti.

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