La Nuova Sardegna

ghirra, leader dell’opposizione a cagliari 

«Magari si facesse, qui o al Nord: ma non c’è una visione di futuro»

di Silvia Sanna
«Magari si facesse, qui o al Nord: ma non c’è una visione di futuro»

SASSARI. Ha esordito in aula spiegando di essere profondamente amareggiata «perché oggi avrei voluto festeggiare insieme alla maggioranza l’importante risultato raggiunto». E invece no, nessuna festa...

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SASSARI. Ha esordito in aula spiegando di essere profondamente amareggiata «perché oggi avrei voluto festeggiare insieme alla maggioranza l’importante risultato raggiunto». E invece no, nessuna festa per Francesca Ghirra, capogruppo dei Progressisti in consiglio comunale a Cagliari, avversaria del sindaco Paolo Truzzu alle elezioni del 2019. «Nessuna festa e niente voto a favore perché il progetto di realizzazione del nuovo stadio a Sant’Elia, sul quale noi credevamo tantissimo, l’avete completamente stravolto. Prevedendo nuovo cemento e, ancora una volta, escludendo il quartiere. Altro che ospitare il Betile». Francesca Ghirra, che ha deciso di non partecipare alla votazione insieme agli altri componenti del suo gruppo, parla di «occasione mancata per la riqualificazione di un quartiere che ha un bisogno impellente di interventi. E invece con la nuova variante al Puc si crea di fatto un nuovo quartiere di cui nessuno sentiva l’esigenza e si lascia ai margini Sant’Elia. Non c’è più la ricucitura con la città che noi avevamo immaginato con aree verdi e infrastrutture dedicate allo sport con il collegamento al Parco degli Anelli: è stato invece dato l’ok a nuovi volumi che potrebbero arrivare sino a un milione di metri cubi per uffici, servizi ricettivi, residenze turistico alberghiere. Con tempi e costi più che raddoppiati: tutte le opere sono infatti legate a una profonda modifica della viabilità e al reperimento di risorse che non si sa se e quando arriveranno». Secondo la Ghirra da parte dell’amministrazione di centrodestra non c’è alcuna volontà di restituire dignità e vivibilità al quartiere di Sant’Elia, tantomeno ricandidandolo ad accogliere il museo del Betile. «La struttura era inserita nel progetto di riqualificazione del quartiere del 2006 e la giunta regionale guidata da Renato Soru ci credeva moltissimo. Il sindaco Truzzu invece non ha mai dedicato una sola parola al Betile, se non l’altro giorno in Consiglio in risposta a Camilla Soru che nel suo intervento aveva citato proprio il Betile come “occasione mancata”. Citazione fuori luogo, secondo me». Proprio Camilla, consigliera Pd e figlia dell’ex governatore, ha votato a favore della variante al Puc, unica esponente dell’opposizione a sostenere la maggioranza. «Non conoscevo le sue intenzioni – dice Francesca Ghirra – non è comunque la prima volta che esponenti del centrosinistra votano con la destra. Non condivido le sue motivazioni perché, ripeto, il progetto e la variante urbanistica della giunta Zedda sono stati sostituiti da un altro progetto che nulla ha in comune con il precedente. Dove Camilla Soru ha detto di vedere una opportunità, io vedo invece una speculazione». Sul Betile: «Ricordare quel progetto e fare intendere che se ne possa riparlare è stato da parte di Truzzu un modo per ringraziare la Soru del suo sostegno. Magari si facesse il Betile, a Sant’Elia, a Porto Torres o in un altro luogo in Sardegna. Ma il sindaco Truzzu se ci avesse creduto davvero si sarebbe impegnato per ottenere le risorse attraverso il Recovery fund. E altrettanto avrebbe fatto l’intera classe politica che invece non sembra pronta ad affrontare ragionamenti di questo tipo sul futuro della nostra isola».

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