Scarcerati i tre pescatori di Sorso: resta il rischio estradizione
Salvatore Santoni
Obbligo di firma per i giovani di Sorso fatti arrestare dalle autorità francesi
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SORSO. I tre pescatori di Sorso sono tornati a casa. La loro scarcerazione è stata disposta ieri mattina durante l’udienza, celebrata in videoconferenza dal carcere di Bancali in collegamento col giudice Maria Teresa Lupinu, nella quale i giovani non hanno prestato consenso alla consegna alle autorità francesi ed è stata disposta per loro l’attenuazione delle misure cautelari. La prossima udienza, quella decisiva per l’estradizione, è prevista la prossima settimana.
Nuove misure. Sempre ieri mattina, invece, il giudice ha ritenuto che l’arresto – su mandato di cattura europeo spiccato dalla Francia – e le misure cautelari ai giovani sono stati applicati nei termini e alle condizioni di legge. E di conseguenza li ha confermati. Oltre al diniego di consenso alla consegna, i difensori dei pescatori avevano preannunciato anche una richiesta di attenuazione delle misure cautelari. E così è stato. Nel corso dell’udienza il giudice ha ritenuto che sia comunque necessario scongiurare il pericolo di fuga, disponendo però una misura attenuata rispetto alla custodia in carcere. E quindi, anche in considerazione del fatto che i ragazzi sono italiani e risiedono stabilmente nel territorio dello Stato, è stato disposto l’obbligo di firma dai carabinieri di Sorso.
Rinvio. In ogni caso la partita con la giustizia è soltanto rinviata di qualche giorno. Infatti, il 16 giugno – alle 10 nella camera di consiglio dell’aula delle udienze penali di via Budapest – i tre sorsensi dovranno comparire nuovamente di fronte alla sezione distaccata di Sassari della Corte di appello di Cagliari, dove è prevista la decisione sull’estradizione. Il tribunale di Ajaccio ha chiesto la consegna dei pescatori per sottoporli a misura cautelare per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e pesca all’interno di area destinata a riserva naturale protetta per i fatti accaduti il 2 luglio 2020. Il gommone con a bordo i pescatori era infatti stato intercettato in mare da alcuni natanti delle guardie ambientali della riserva delle Bocche di Bonifacio, che li accusano di pesca di frodo e tutta un’altra serie di reati. La situazione è quindi molto delicata.
Difesa al lavoro. Per l’effetto degli arresti scattati nel fine settimana, gli avvocati dei pescatori – Marco Salaris, Mario Perantoni, Luca Sciaccaluga e Luigia Crabu – fino a ieri non hanno avuto modo di approfondire le carte del procedimento e di sentire i loro assistiti. Inoltre, le autorità francesi hanno notificato atti nella loro lingua. E ieri il giudice ha, ovviamente, disposto che vengano tradotti. Nei prossimi giorni, quindi, i legali dei pescatori dovrebbero ricevere il testo in italiano del mandato di arresto europeo spiccato dal tribunale di Ajaccio. Dopo di che tutti gli elementi propedeutici per studiare e affrontare questo singolare caso diplomatico saranno sul tavolo.
Nodo estradizione. Inoltre, ora che i giovani si trovano in libertà, potranno valutare meglio insieme ai loro legali la strategia da intraprendere per difendersi al meglio dalle accuse mosse dalle autorità francesi. E quindi ricostruire ogni dettaglio di quella giornata del 2 luglio 2020. C’è anche da dire che per ora il procedimento dei pescatori si trova ancora nella fase preliminare. La Corte d’appello, infatti, è vincolata da una normativa e procedure stringenti e precise collegate all’istituto del mandato di cattura europeo. Anche perché le estradizioni ormai non sono più gestite a livello politico dagli Stati membri della Ue, ma passano attraverso il sistema giudiziario. Nel caso specifico dei giovani sorsensi non si è ancora arrivati alla fase di merito, e quindi i giudici sono chiamati a valutare soltanto se la documentazione e gli atti prodotti dalle autorità straniere sono adeguati. Significa che la Corte d’appello non ha un grande ventaglio di discrezionalità.
Ecco perché il rischio che i giovani vengano estradati, e quindi consegnati alla giustizia francese, resta ancora tangibile.
Nuove misure. Sempre ieri mattina, invece, il giudice ha ritenuto che l’arresto – su mandato di cattura europeo spiccato dalla Francia – e le misure cautelari ai giovani sono stati applicati nei termini e alle condizioni di legge. E di conseguenza li ha confermati. Oltre al diniego di consenso alla consegna, i difensori dei pescatori avevano preannunciato anche una richiesta di attenuazione delle misure cautelari. E così è stato. Nel corso dell’udienza il giudice ha ritenuto che sia comunque necessario scongiurare il pericolo di fuga, disponendo però una misura attenuata rispetto alla custodia in carcere. E quindi, anche in considerazione del fatto che i ragazzi sono italiani e risiedono stabilmente nel territorio dello Stato, è stato disposto l’obbligo di firma dai carabinieri di Sorso.
Rinvio. In ogni caso la partita con la giustizia è soltanto rinviata di qualche giorno. Infatti, il 16 giugno – alle 10 nella camera di consiglio dell’aula delle udienze penali di via Budapest – i tre sorsensi dovranno comparire nuovamente di fronte alla sezione distaccata di Sassari della Corte di appello di Cagliari, dove è prevista la decisione sull’estradizione. Il tribunale di Ajaccio ha chiesto la consegna dei pescatori per sottoporli a misura cautelare per i reati di resistenza a pubblico ufficiale e pesca all’interno di area destinata a riserva naturale protetta per i fatti accaduti il 2 luglio 2020. Il gommone con a bordo i pescatori era infatti stato intercettato in mare da alcuni natanti delle guardie ambientali della riserva delle Bocche di Bonifacio, che li accusano di pesca di frodo e tutta un’altra serie di reati. La situazione è quindi molto delicata.
Difesa al lavoro. Per l’effetto degli arresti scattati nel fine settimana, gli avvocati dei pescatori – Marco Salaris, Mario Perantoni, Luca Sciaccaluga e Luigia Crabu – fino a ieri non hanno avuto modo di approfondire le carte del procedimento e di sentire i loro assistiti. Inoltre, le autorità francesi hanno notificato atti nella loro lingua. E ieri il giudice ha, ovviamente, disposto che vengano tradotti. Nei prossimi giorni, quindi, i legali dei pescatori dovrebbero ricevere il testo in italiano del mandato di arresto europeo spiccato dal tribunale di Ajaccio. Dopo di che tutti gli elementi propedeutici per studiare e affrontare questo singolare caso diplomatico saranno sul tavolo.
Nodo estradizione. Inoltre, ora che i giovani si trovano in libertà, potranno valutare meglio insieme ai loro legali la strategia da intraprendere per difendersi al meglio dalle accuse mosse dalle autorità francesi. E quindi ricostruire ogni dettaglio di quella giornata del 2 luglio 2020. C’è anche da dire che per ora il procedimento dei pescatori si trova ancora nella fase preliminare. La Corte d’appello, infatti, è vincolata da una normativa e procedure stringenti e precise collegate all’istituto del mandato di cattura europeo. Anche perché le estradizioni ormai non sono più gestite a livello politico dagli Stati membri della Ue, ma passano attraverso il sistema giudiziario. Nel caso specifico dei giovani sorsensi non si è ancora arrivati alla fase di merito, e quindi i giudici sono chiamati a valutare soltanto se la documentazione e gli atti prodotti dalle autorità straniere sono adeguati. Significa che la Corte d’appello non ha un grande ventaglio di discrezionalità.
Ecco perché il rischio che i giovani vengano estradati, e quindi consegnati alla giustizia francese, resta ancora tangibile.
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