Discoteche, verso la riapertura a luglio
Incontro tra gestori e governo: sì al green pass. Ora la parola passa al Cts
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SASSARI. Non c’è ancora nessuna decisione sulla riapertura delle discoteche, ma prende sempre più corpo l’ipotesi di una ripartenza dal 1 luglio. Questo è quanto chiedono le associazioni dei gestori dei locali da ballo. Una posizione che potrebbe trovare sponda nei rappresentanti del governo più aperturisti, ovvero i sottosegretari alla Salute, Pierpaolo Sileri e Andrea Costa. Ed è proprio con quest’ultimo che ieri sera si sono incontrati i responsabili del Silb-Fipe per discutere di riapertura dei locali da ballo. I “sindacalisti”, ancora scottati dal pasticcio dell’estate scorsa quando la movida senza regole ha contribuito alla ripresa dell’emergenza sanitaria, si sono detti disponibili ad accettare alcune restrizioni. A partire dal green pass. Il che significa che potranno accedere nei locali solo chi dimostra di essere vaccinato, di avere superato il Covid o di avere effettuato un tampone nelle 48 ore precedenti. C’è poi la questione dei locali al chiuso. Perché se per quelli all’aperto la strada è più in discesa, per quelli con sale interne la situazione è più complessa. Le opzioni sono due: o restano chiusi oppure si riduce fortemente la capienza. Infine, c’è la questione mascherine. Sull’obbligo di indossarla in pista il sindacato è fortemente contrario. L'obiettivo del Silb è ora quello di ripresentare un protocollo che contenga queste disposizioni, entro un paio di giorni affinché sia valutato a breve dal Cts.
«È stato un incontro molto utile – ha detto il sottosegretario Costa –. Ho incontrato persone disponibili a condividere un percorso, nella consapevolezza che deve essere graduale. Quando ho proposto di lavorare insieme per darci l'obiettivo di riaprire a luglio, ho trovato massima apertura». La politica, ha ribadito, «ha il dovere di dare una risposta a questo settore che offre lavoro a 100mila addetti nel nostro lavoro e da 16 mesi è chiuso. È normale che abbia bisogno di una data per vedere un orizzonte temporale alla ripresa. Mentre il distanziamento non è una soluzione, il green pass credo si possa applicare anche alle discoteche, differenziando tra locali al chiuso e all'aperto, tema sul quale i gestori sono aperti». Questi ultimi, dal canto loro, ha proseguito, «si sono presi impegni di presentare al Cts un protocollo e solleciterò quest'ultimo a esprimersi quanto prima, aggiungendo osservazioni ed eventualmente modifiche». Aprire a luglio, ha concluso, «significa avere anche un milione di vaccinati in più: abbiamo davanti altri 21 giorni. Se passa il messaggio che vaccinarsi è riacquistare porzioni di libertà compresse, credo questo possa rappresentare uno stimolo a vaccinarsi per cittadini ancora scettici».
«È stato un incontro molto utile – ha detto il sottosegretario Costa –. Ho incontrato persone disponibili a condividere un percorso, nella consapevolezza che deve essere graduale. Quando ho proposto di lavorare insieme per darci l'obiettivo di riaprire a luglio, ho trovato massima apertura». La politica, ha ribadito, «ha il dovere di dare una risposta a questo settore che offre lavoro a 100mila addetti nel nostro lavoro e da 16 mesi è chiuso. È normale che abbia bisogno di una data per vedere un orizzonte temporale alla ripresa. Mentre il distanziamento non è una soluzione, il green pass credo si possa applicare anche alle discoteche, differenziando tra locali al chiuso e all'aperto, tema sul quale i gestori sono aperti». Questi ultimi, dal canto loro, ha proseguito, «si sono presi impegni di presentare al Cts un protocollo e solleciterò quest'ultimo a esprimersi quanto prima, aggiungendo osservazioni ed eventualmente modifiche». Aprire a luglio, ha concluso, «significa avere anche un milione di vaccinati in più: abbiamo davanti altri 21 giorni. Se passa il messaggio che vaccinarsi è riacquistare porzioni di libertà compresse, credo questo possa rappresentare uno stimolo a vaccinarsi per cittadini ancora scettici».
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