la nuova legge
Le barche come stanze d’albergo: i posti letto sono galleggianti
CAGLIARI. Le barche in porto o alla fonda potranno diventare alberghi. È questo il punto centrale della proposta di legge approvata a larga maggioranza dal Consiglio regionale. Dopo l’enoturismo e la...
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CAGLIARI. Le barche in porto o alla fonda potranno diventare alberghi. È questo il punto centrale della proposta di legge approvata a larga maggioranza dal Consiglio regionale. Dopo l’enoturismo e la vendita delle eccellenze agroalimentari nei Bed and breakfast, anche l’ultima norma sul rilancio del turismo ha ottenuto il via libera. Come sottolineato da Piero Maieli, Psd’Az, relatore di maggioranza – «sin da quest’estate la Sardegna potrà offrire un servizio oltre la ricettività tradizionale e sempre più richiesto». È, appunto, l’albergo nautico diffuso: saranno le barche a vela, o a motore, la location per le vacanze. Nel Nord Europa è una possibilità che esiste da tempo, nel Mediterraneo ha cominciato a diffondersi prima della pandemia. I proprietari delle imbarcazioni –si legge in un articolo – «dovranno garantire tutti i servizi di accoglienza, a cominciare dalla colazione al cambio della biancheria». L’opposizione s’è astenuta, ma solo perché «senza delle linee guida c’è il rischio di un mercato selvaggio e fin troppo concorrenziale nei confronti delle strutture alberghiere classiche», ha detto Salvatore Corrias del Pd. L’assessore al turismo, Gianni Chessa, s’è impegnato a preparare, in tempi brevi, un regolamento. «La Sardegna ha fatto un altro passo avanti verso un turismo moderno ed ecosostenibile all’inizio di una stagione che dovrà essere quel del rilancio dopo la lunga pandemia», è stato il commento del presidente del Consiglio regionale Michele Pais. Soddisfatti anche i sardisti: «Col pacchetto turismo, non solo abbiamo dato risposte concrete agli imprenditori, ma soprattutto aperto nuove strade per migliorare l’offerta». Per Fratelli d’Italia «vino ed eccellenze enogastronomiche sono un mix perfetto per la ripartenza, fare rete e promuovere i territori, perché la Sardegna non è solo mare».
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