Dalla Francia alla Maddalena, la seconda vita in barca a vela

La scelta di Paul e Leo Giudice, padre e figlio, e degli amici Francesco e Riccardo. «Portiamo i turisti in giro nell’arcipelago: addio stress, ora siamo in paradiso»

LA MADDALENA. Quando Riccardo e Leo tirano su le vele e spengono il motore, il veliero Vittoria si anima e prende vita nel silenzio. La colonna sonora del viaggio tra le isole dell'arcipelago della Maddalena è composta dal suono del vento, dallo sciabordio delle onde e dai richiami dei gabbiani. Gli ospiti a bordo smettono di parlare, respirando il profumo del mare e delle essenze che arrivano dalle isole. A pochi metri di distanza, un altro veliero ha spiegato le vele, è il Ferone, al comando ci sono Francesco e Paul.

Paul Giudice, Francesco Mele, Leo Giudice e Riccardo Rotta


Quattro uomini di mare: un padre, un figlio e due amici. Sono nel loro ambiente naturale e sembra che non abbiano fatto altro nella vita. In realtà, dietro questo gruppo di soci, che organizzano escursioni in veliero tra le isole dell'arcipelago, ci sono quattro storie parallele di cambiamento e rinascita. Il tutto all'insegna dell'amore per La Maddalena e per il mare. Paul Giudice e il figlio Leo, 52 e 28 anni, nel 2020 hanno lasciato tutto, chiudendo l'attività di famiglia, a Colmar, nel nord della Francia e sono tornati nella terra delle loro origini, l'isola della Maddalena. Padre e figlio hanno deciso di lasciarsi alle spalle lo stress e la vita di città e, con due amici del posto, Riccardo Rotta e Francesco Mele, hanno deciso di vivere per mare. La scorsa estate il primo veliero, Ferone, un 15 metri del 1947 appartenuto all'editore Rizzoli, quest'anno, nell'inverno del 2021, la seconda imbarcazione, Vittoria, varata nel 1975 per portare sabbia e cemento da Stintino all'Asinara, per la costruzione di un carcere, e poi dotata di vele e cabine da un noto industriale italiano. Oggi, questi due gioielli del mare, Ferone e Vittoria, portano i turisti tra le isole dell'arcipelago, offrendo un'esperienza all'insegna della qualità del cibo (solo prodotti sardi) e del rispetto della natura.

A bordo di Ferone, Paul Giudice e il socio maddalenino Francesco Mele, 32 anni, armatore con una lunga carriera imprenditoriale alle spalle, nonostante la giovane età. Mele ha deciso di cambiare completamente vita e, anche lui, ha messo da parte i vecchi affari per cambiare ritmo e vivere a contatto con la natura, mostrando le bellezze della sua terra ai turisti. Sul veliero Vittoria, con Leo Giudice, il maddalenino Riccardo Rotta, 30 anni, laureato in biotecnologie, che ha lasciato il posto da tecnico di laboratorio all'università di Sassari, per investire in ciò che più gli dava soddisfazione: la sua isola e la sua passione per il mare.

Paul e Leo Giudice tra loro parlano francese, ma sono maddalenini purosangue. Nonno Francesco Giudice oggi ha 84 anni. Dopo un periodo nella marina militare, a 25 anni gli fu proposto un lavoro in Svizzera e lui partì, lasciandosi l'amata isola alle spalle. Dalla Svizzera approdò in Francia, dove si sposò. Al figlio Paul e poi al nipote Leo, Francesco Giudice ha trasmesso il suo amore per La Maddalena. Al punto che i viaggi nell'isola delle origini sono sempre stati frequentissimi: «Venivamo alla Maddalena anche una volta al mese – ricorda Leo –. Sognavamo da tempo di trasferirci qui. A lungo abbiamo studiato un progetto che ci consentisse di fare questo grande passo. Una scelta di vita radicale, ma che volevo fare ora che sono ancora giovane. Alla fine sono riuscito a convincere mio padre, facendogli capire l’importanza di dire basta alla vita di stress che facevamo in Francia. Grazie all'amicizia con Francesco e Riccardo, siamo riusciti a concretizzare questo sogno. Abbiamo chiuso l'agenzia immobiliare che avevamo a Colmar, io ho venduto la mia casa e da febbraio mi sono trasferito definitivamente. Qui ho anche incontrato la mia compagna, Silvia. Mio padre si trasferirà definitivamente tra un anno e mezzo, quando mia madre andrà in pensione e, anche lei, sebbene sia francese, verrà a vivere qui, in questo paradiso».

«Il tipo di servizio che offriamo è di livello più alto rispetto a quello turistico - spiega Paul -. Abbiamo tanta voglia di condividere il nostro amore per l'isola della Maddalena e dell'arcipelago. Ma anche per la Sardegna, grazie al cibo che serviamo a bordo: formaggi, vini, salsicce, pane carasau arrivano direttamente da Bitti. Si tratta di produzioni di nicchia, introvabili nei supermercati, e ci consentono di offrire un'esperienza più autentica della Sardegna. Portare i turisti su velieri d’epoca, inoltre, per noi è un modo per tornare alle nostre origini. L’esperienza della scorsa stagione, con il primo veliero Ferone, è stata molto soddisfacente e questo ci ha convinti a procedere con l’acquisto della seconda imbarcazione, per completare il nostro progetto».

Sui velieri ci sono due guide subacquee, che accompagnano i turisti in avventure sotto il mare. «Le gite nell’arcipelago sono personalizzabili – conclude Leo –, oltre ai due tour classici, con il giro delle isole, da Santa Maria a Razzoli, da Budelli a Spargi, offriamo il giro di Caprera. Altre esperienze che offriamo sono le uscite per l’aperitivo al tramonto e le prime colazioni a bordo, con paste e croissant appena sfornati».

Leo ammaina la vela dell’albero di mezzana e poi il fiocco, Riccardo riaccende il motore del veliero Vittoria. La magia del silenzio finisce all’improvviso, mentre la prua punta verso il porto. La giornata è finita ma domani mattina, i quattro marinai, che hanno cambiato vita per amore della Maddalena, riprenderanno il mare, regalando ricordi indimenticabili ad altri due gruppi di turisti.

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