Ticca: «Per il vero rilancio serve il lavoro»
PORTO TORRES. «La discussione è molto interessante e ci permette di riaprire l’idea di rilancio da un punto di vista originale. Tuttavia, non può bastare il Bètile per rilanciare il nord Sardegna. Il...
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PORTO TORRES. «La discussione è molto interessante e ci permette di riaprire l’idea di rilancio da un punto di vista originale. Tuttavia, non può bastare il Bètile per rilanciare il nord Sardegna. Il discorso è molto complesso». Francesca Ticca (foto), segretaria generale della Uil Sardegna, è affascinata da un’ipotesi come quella sollevata da Marcello Fois ma, allo stesso tempo, sottolinea l’esigenza di partire dalla realtà per immaginare il rilancio: «Il Bètile è un’opera importante, eccezionale, ma deve essere il centro di un’area in grado di permettere lo sviluppo dell’economia e un miglioramento della qualità della vita. Sono cose che possono essere sostenute in una sola maniera: creando e offrendo lavoro. Al nord dell’isola e soprattutto alla zona di Porto Torres serve un piano di rilancio che parta dalla creazione di infrastrutture o dal completamento e potenziamento di quelle che ci sono già, come il porto. Oggi sembra che ancora non sia stato afferrato il concetto di movimentazione ma anche l’idea di sviluppo non è chiara». Nell’idea di Francesca Ticca ci sono alcune priorità: «Il lavoro è la prima e ci permetterebbe di combattere fenomeni che caratterizzano il nostro tempo, come lo spopolamento. Lo ribadisco: l’idea di trasferire il Bètile a Porto Torres è molto affascinante ma non può camminare da sola. Dal punto di vista architettonico, poi, credo che la riflessione debba essere molto più profonda e debba partire dal luogo in cui il museo era stato progettato. Se non ci dovessero arrivare le risposte si potrebbe aprire una discussione che però non dovrà prescindere dalla necessità di creare infrastrutture e occasioni di lavoro».
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