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Vaccini ai turisti: si può ma la Regione non ha fretta

Vaccini ai turisti: si può ma la Regione non ha fretta

La mezza retromarcia del generale Figliuolo: «Rimoduleremo le dosi»

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CAGLIARI. Il generale ha detto sì alla seconda dose di vaccino in vacanza. Pressato dalle Regioni, ma non dalla Sardegna, Francesco Paolo Figliuolo ha scritto: «Si potrà fare. Saremo a disposizione dei turisti e troveremo le soluzioni per evitare qualunque intoppo burocratico». Per la verità il commissario nazionale anti-Covid, lo stesso Figliuolo, alla fine è sembrato meno entusiasta rispetto alle sue prime dichiarazioni e infatti ha aggiunto: «Tutta questa discussione sui vaccini nei luoghi di villeggiatura, mi sembra però più uno spot che una necessità». Comunque, perplessità a parte, «l’operazione vacanze» dovrebbe scattare all’inizio di luglio. «Ho dato mandato ai governatori di studiare e organizzare anche questa possibilità – ha detto ancora Figliuolo – Noi, invece, penseremo su come dovremmo compensare le dosi che saranno somministrate ai turisti. Ci sarà un bilanciamento fra le Regioni e metteremo in pratica anche un sistema per evitare problemi nel caricare i dati, una volta avvenuta la vaccinazione, sulla piattaforma nazionale. È infatti sempre dalla stessa piattaforma sito che i cittadini potranno e dovranno poi scaricare il Green pass europeo».

I dubbi. Sul via libera ai vaccini in trasferta, la Regione non s’è espressa. Come mai? Non sono certo una novità le perplessità finora dichiarate dall’assessorato alla sanità e anche dai vertici dell’Ats-Ares. «È un’ipotesi complicata da gestire. Soprattutto nel nostro caso: in Sardegna non parliamo certo di piccoli numeri per quanto riguarda i turisti e quindi tenere testa a troppe richieste esterne, per noi potrebbe diventare un problema», avevano detto dalla cabina di regia appena altre Regioni, Liguria e Puglia in testa, s’erano fatte avanti con la proposta delle seconde dosi fuoriporta. Per poi tirare un sospiro di sollievo, sempre dalle parti dell’assessorato e dell’Ats-Ares, quando il generale Figliuolo, neanche pochi giorni fa, aveva replicato così alle continue insistenze di alcuni governatori: «Vaccinare i turisti dovrà essere comunque un’eccezione assoluta e consentita solo nei casi di pernottamento a lungo termine. Invece – ancora Figliuolo – suggerisco di rimodulare la data della seconda dose in base alle ferie, perché oggi è possibile, con estrema facilità, anticipare o posticipare il giorno della convocazione». Ma ora la strategia del generale è cambiata, con un’inaspettata mezza virata e il conseguente lasciapassare per le vaccinazioni anche lontano da casa.

Adeguarsi. In attesa di sapere come la filiera sarda del vaccino vorrà organizzarsi, è evidente che comunque qualcosa andrà fatto entro le prime settimane di luglio. Lasciare alle altre Regioni troppo campo libero, se non addirittura il monopolio, in gran parte dell’«operazione vacanze» potrebbe trasformarsi infatti e addirittura in un boomerang sotto l’aspetto del marketing turistico. Nonostante in queste settimane, la Sardegna sia al comando di tutte le classifiche su dove andranno in vacanza i turisti italiani, il non poter offrire l’opportunità del vaccino in villeggiatura finirebbe per dare un evidente vantaggio in più alla concorrenza. A questo punto, almeno così è trapelato dalla cabina di regia regionale, nelle prossime settimane dovrebbe essere organizzato un super vertice per pensare come potrebbe essere organizzato il percorso riservato solo ai turisti. I problemi da risolvere non sono pochi, ma le soluzioni arriveranno anche se non subito.

Dosi in più. È evidente che, nel caso dovesse passare la linea di aprire gli hub ai turisti, per forza la Sardegna dovrà sollecitare a Figliuolo un maggior numero di forniture. È impensabile, infatti, che possa tenere il passo di un possibile assalto esterno con le sole quantità finora assegnate. Questa settimana, ad esempio, avrà a disposizione meno di 100mila vaccini, dopo l’arrivo di 86mila fiale Pfizer e 4mila Johnson&Johnson, anche se non mancano certo le scorte di AstraZeneca. Però, sia chiaro, per garantire un’«operazione vacanze» senza intoppi, da metà luglio in poi serviranno almeno altre 20-30mila dosi alla settimana. (ua)

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