La Nuova Sardegna

«A Porto Torres servono progetti di rigenerazione»

di Claudio Zoccheddu
«A Porto Torres servono progetti di rigenerazione»

Il parere di Tiziana Campus, vicepresidente nazionale dell’Ordine degli architetti

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SASSARI. Tra le parole e i fatti c’è spesso una grande distanza. Quando si parla di progetti, poi, il discorso si complica ulteriormente. Per amore di discussione il Bètile può viaggiare da un capo all’altro dell’isola, dando un impulso ad un argomento prioritario ma stagnante come la riqualificazione dell’area industriale di Porto Torres. Ma immaginare di spostare il trasloco dalle pagine dei giornali alle tavole di progettazione diventa ancora più difficile, sostanzialmente impossibile. È così che l’architetta sassarese Tiziana Campus, vicepresidente nazionale dell’ordine degli architetti, legge l’ipotesi di uno “spostamento” del “Museo mediterraneo dell'arte nuragica e dell'arte contemporanea” dal fronte mare di Cagliari a quello di Porto Torres: «La provocazione di Marcello Fois è davvero interessante e ha avuto il merito di accendere la discussione su un argomento molto importante come la riqualificazione dell’area industriale di Porto Torres – spiega Campus – e il rilancio dell’economia dell’isola. Purtroppo, però, dal punto di vista di un architetto l’ipotesi non è percorribile. Un progetto come quello del Bètile, realizzato da un’archistar come Zaha Hadid, è stato realizzato dopo un’attenta analisi del territorio di riferimento e del contesto urbano in cui si sarebbe dovuto inserire. Chi progetta si interfaccia con le superfici, ragiona in base all’utenza e alle peculiarità di una determinata area di riferimento. Tra l’altro, e non è un dettaglio, il progetto del Bètile è stato presentato quindici anni fa e dunque, anche lasciandolo a Cagliari, dovrebbe fare i conti con le modifiche necessarie dettate dall’attualità, come la nuova concezione degli spazi che ormai è un regola imposta dalla pandemia». In sostanza, un progetto “pesante” come quello di Zaha Hadid non può trasformarsi in un pacco postale e non può essere spostato a piacimento: «Per quanto si tratti di due città di mare, entrambe con un porto, Cagliari e Porto Torres sono cresciute su territori molto differenti, con esigenze e peculiarità diverse. Il progetto andrebbe inserito in un contesto per nulla simile – continua l’architetta –. E poi mancano le infrastrutture, la connessione con le reti di mobilità, tutte cose necessarie per sfruttare al massimo le potenzialità di una struttura come il Bètile. Un museo di questo tipo a Porto Torres rischierebbe di diventare una cattedrale nel deserto». Eppure, parlarne fa bene, anche sfruttando l’evidente forzatura dello spostamento del progetto: «Perché il nord Sardegna, ma in generale tutta l’isola, deve essere rilanciata. Noi sardi dovremo ragionare sulle necessità dei territori, sulle infrastrutture che mancano – spiega la vicepresidente dell’ordine degli architetti – Non so se Porto Torres abbia bisogno di un museo ma è evidente che sia necessaria una rigenerazione urbana e una riqualificazione dell’intera area recuperando e trasformando ciò che già esiste. Per non parlare delle reti di mobilità su scala regionale, in grado di mettere in comunicazione i territori dell’isola e, soprattutto, in grado di combattere fenomeni drammatici come quello dello spopolamento. Senza una connessione con il territorio anche una struttura ambiziosa come quella progettata da Zaha Hadid rischierebbe di restare un corpo estraneo. Eppure tutte queste cose mancano al momento, nonostante siano fondamentali. Una volta create le condizioni per rianimare l’economia, ci potrebbe stare benissimo un concorso di progettazione per realizzare una grande attrazione, come potrebbe essere il Bètile». Ed è quello che il museo immaginato per Cagliari potrebbe essere per il nord Sardegna, uno spunto: «Ma non di più. L’idea di un trasferimento equivale a quella di costruire una casa partendo dal tetto. Non può funzionare. Partiamo dalle necessità, rilanciamo l’economia e sono sicura che una struttura affascinate come il Betile sarebbe la ciliegina sulla torta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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