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Forestas, bocciata l’intesa sul passaggio alla Regione

Forestas, bocciata l’intesa sul passaggio alla Regione

La Corte dei conti: l’accordo economico non è valido, manca il sì di Cgil e Cisl

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CAGLIARI. La Corte dei conti ha detto no all’ultimo atto per il passaggio dell’Agenzia Forestas nel sistema Regione. È uno stop imprevisto, ma potrebbe avere effetti immediati sulla campagna antincendi: senza la certezza di un contratto, potrebbe essere complicato far scendere in campo oltre 5mila forestali. A meno che l’errore, sollevato dai magistrati, non sia sanato dalla Regione in tempi brevi.

La delibera. Senza entrare nel merito dei costi, a suo tempo stati stimati intorno ai 16 milioni, e neanche della «necessaria copertura finanziaria», all’improvviso la Sezione di controllo ha messo sul tappeto una questione preliminare fino a farla diventare insormontabile. O meglio, – si legge nella delibera – ha rilevato un vizio formale nella procedura seguita dal Coran – è il braccio operativo della Regione che si occupa di contratti – nell’ultima fase della trattativa. In particolare, secondo il collegio, presieduto da Antonio Contu, l’ipotesi finale dell’accordo economico sarebbe stato firmato da alcuni sindacati non rappresentativi.

Le tappe. Un passo indietro per capire meglio. Il 29 aprile i tre componenti del Coran (Erika Vivian, Umberto Cossu e Debora Asoni) presentano l’ipotesi di accordo per «attuare le leggi regionali che prevedono il passaggio dell’Agenzia Forestas nel comparto unico della Regione». Dall’altra parte del tavolo ci sono i segretari di dieci sigle sindacali: tre della Uil, due del Sadirs, poi uno a testa per Cisal, Fedro, Confsal, Snaf e Siad. Sono undici le pagine della bozza e alla fine saranno tutte controfirmate dalle parti in causa. Le uniche caselle a rimanere vuote sono quelle di Cgil e Cisl, che però non sono presenti al tavolo, da sempre contrarie a quel tipo d’accordo. Comunque, la conclusione della trattativa è un via libera generalizzato, con tanto di tabelle sulle nuove categorie e le compensazioni economiche legate al passaggio dall’Agenzia alla Regione. Poi, come prevede l’iter, è lo stesso Coran a inviare, il 25 maggio, l’ipotesi di accordo, per chiedere alla Corte dei conti l’ultimo e necessario lasciapassare.

La risposta è un no. È datata 9 giugno la delibera con cui i giudici della Sezione di controllo (oltre al presidente Contu, Susanna Loi, Cristina Ragucci e Maria Stella Iacovelli) rispondono picche al Coran. Perché «prima di qualunque decisione – si legge – la Corte è tenuta a verificare la correttezza della procedura seguita finora per giungere all’ipotesi di accordo». È infatti proprio la procedura a essere stata bocciata in via preliminare. Con una motivazione di questo tenore, in estrema sintesi: «Il contratto doveva essere firmato dal 51 per cento delle sigle sindacali rappresentate all’interno della Regione e questo non è accaduto». Risultato finale: «Gli atti – scrivono i giudici – sono restituiti al Coran per accertata illegittimità nella procedura».

Cosa accadrà. L’intesa – su cui nel frattempo s’è scatenata anche una faida sindacale fra presenti al tavolo e assenti – dovrà essere rivista e corretta. Per l’assessora al personale Valeria Satta, quella sollevata dalla Corte è «una questione meramente tecnica ma che ora rischia di vanificare un obiettivo tanto atteso». Per le opposizioni in Consiglio regionale la lettura è però tutt’altra. Secondo Daniele Cocco ed Eugenio Lai di Leu, «mesi fa il centrodestra ha fatto malissimo a stappare le bottiglie di spumante, perché è arrivata l’ennesima bocciatura di quanto ha fatto finora». Per il gruppo dei Progressisti, «davanti alla Regione, come sempre colpevole, la Corte dei conti ha aperto una voragine e una Giunta, sempre arrogante e pasticciona, ha trascinato in questo fallimento i lavoratori di Forestas». Ora per le opposizioni è indispensabile che «il Consiglio regionale si prenda sulle spalle l’intera vicenda e trovi un’immediata soluzione per salvare la campagna antincendi». (ua)

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