Il focolaio di Aritzo fa sfumare la zona verde
Per 48 positivi in più la Sardegna resta fuori dalle regioni europee Covid free
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CAGLIARI. La zona verde europea è sfumata. Per soli 48 casi in più, quelli di Aritzo, la Sardegna non è entrata ancora fra le regioni free del Vecchio Continente. Resta, comunque, in quella bianca nazionale. Salvo colpi di scena, impensabili visto il crollo del rischio contagi, la conferma dovrebbe arrivare in mattinata dall’Istituto superiore di sanità e dal ministero della salute. Quindi, lunedì, scatterà di sicuro la terza settimana consecutiva senza più il coprifuoco e con tutti i locali aperti.
Delusione europea. È stato il Centro per la prevenzione delle malattie, che ha sede in Svezia, a sbarrare la strada alla Sardegna. L’obiettivo dichiarato era: raggiungere il Molise, che è invece è rimasta l’unica regione italiana Covid free, almeno secondo l’Agenzia Ecdc. A far la differenza, si legge nel database, sono stati 27 nuovi casi ogni 100mila abitanti, mentre la soglia – da confermare per due settimane consecutive – sarebbe dovuta essere sotto 25. Basta, a questo punto, qualche moltiplicazione per scoprire che – in numeri assoluti – la Sardegna ha fallito il traguardo per soli 48 casi. Secondo una ricostruzione ufficiosa, a essere decisivo sarebbe stato il focolaio di Aritzo, tra l’altro l’unico segnalato nella settimana dal primo al 6 giugno.
Però, sempre a detta dell’Agenzia, nel calcolo finale potrebbe aver inciso il minor numero di tamponi eseguiti negli stessi giorni, anche se comunque la Sardegna è sempre rimasta al di sopra della soglia richiesta dall’Ecdc, almeno 2.700 test. Tirate le somme e analizzate le diverse tabelle, l’appuntamento con la zona verde sembra essere rinviata soltanto di una settimana. «Il non aver raggiunto per ora l’obiettivo europeo – ha commentato l’assessore alla sanità, Mario Nieddu – non deve mettere comunque in secondo piano gli importanti risultati che la Sardegna continua a registrare sul piano epidemiologico. Come emerge nel monitoraggio pubblicato dall’Agenzia Ecdc, in Sardegna l’incidenza negli ultimi 14 giorni continua a essere il secondo migliore dato a livello nazionale». Invece, come annunciato, oggi la Sardegna sarà riconfermata in zona bianca dall’Istituto superiore di sanità, che, va sottolineato, usa parametri abbastanza diversi rispetto a quelli europei. Anche se sarà interessante leggere l’eventuale effetto delle prime settimane senza più restrizioni – la zona bianca è in vigore dal primo giugno – sulla curva dei contagi.
Vaccini in arrivo. Il commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo ha annunciato la prima tabella di consegna delle dosi Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Stando alle stime, dalla settimana prossima e fino al primo luglio, in Sardegna dovrebbero essere consegnati 227mila vaccini e più della metà entro la fine del mese. È quel fabbisogno che dovrebbe permettere alla Sardegna di mantenere la media del quasi 16mila vaccinazioni giornaliere e quindi nel pieno rispetto della tabella di marcia. Secondo la Fondazione Gimbe, il 18,8 per cento dei sardi ha completato il ciclo delle due dosi, mentre quasi tre su dieci sono in attesa del richiamo. Ancora più nel dettaglio: fra gli over 80 il 77,7 per cento è stato immunizzato, mentre il 9,9 ha ricevuto solo la prima dose. Ancora: fra i 70-79 anni il 30,5 ha concluso il ciclo e invece più della metà aspetta il richiamo. Infine, nella fascia 60-69 anni è stato immunizzato il 22,1 per cento col doppio vaccino, mentre intorno al 49,2 solo con la prima dose.
Vaccini per i turisti. Dopo il via libera dell’altro giorno, Francesco Paolo Figliuolo ha voluto precisare meglio i confini delle vaccinazioni aperte ai turisti. Ha scritto una lettera ai governatori: «Laddove – si legge – per eccezionali motivi dovesse rendersi necessaria la somministrazione della seconda dose a lavoratori e turisti che soggiornano al di fuori del territorio di residenza per un periodo di permanenza congruo, le Regioni riceventi dovranno gestire anche queste convocazioni». Attenzione, come scrive Figliuolo, il vaccino in vacanza dovrà essere comunque un’eccezione e mai potrà essere preteso dal turista. (ua)
Delusione europea. È stato il Centro per la prevenzione delle malattie, che ha sede in Svezia, a sbarrare la strada alla Sardegna. L’obiettivo dichiarato era: raggiungere il Molise, che è invece è rimasta l’unica regione italiana Covid free, almeno secondo l’Agenzia Ecdc. A far la differenza, si legge nel database, sono stati 27 nuovi casi ogni 100mila abitanti, mentre la soglia – da confermare per due settimane consecutive – sarebbe dovuta essere sotto 25. Basta, a questo punto, qualche moltiplicazione per scoprire che – in numeri assoluti – la Sardegna ha fallito il traguardo per soli 48 casi. Secondo una ricostruzione ufficiosa, a essere decisivo sarebbe stato il focolaio di Aritzo, tra l’altro l’unico segnalato nella settimana dal primo al 6 giugno.
Però, sempre a detta dell’Agenzia, nel calcolo finale potrebbe aver inciso il minor numero di tamponi eseguiti negli stessi giorni, anche se comunque la Sardegna è sempre rimasta al di sopra della soglia richiesta dall’Ecdc, almeno 2.700 test. Tirate le somme e analizzate le diverse tabelle, l’appuntamento con la zona verde sembra essere rinviata soltanto di una settimana. «Il non aver raggiunto per ora l’obiettivo europeo – ha commentato l’assessore alla sanità, Mario Nieddu – non deve mettere comunque in secondo piano gli importanti risultati che la Sardegna continua a registrare sul piano epidemiologico. Come emerge nel monitoraggio pubblicato dall’Agenzia Ecdc, in Sardegna l’incidenza negli ultimi 14 giorni continua a essere il secondo migliore dato a livello nazionale». Invece, come annunciato, oggi la Sardegna sarà riconfermata in zona bianca dall’Istituto superiore di sanità, che, va sottolineato, usa parametri abbastanza diversi rispetto a quelli europei. Anche se sarà interessante leggere l’eventuale effetto delle prime settimane senza più restrizioni – la zona bianca è in vigore dal primo giugno – sulla curva dei contagi.
Vaccini in arrivo. Il commissario nazionale Francesco Paolo Figliuolo ha annunciato la prima tabella di consegna delle dosi Pfizer, Moderna, AstraZeneca e Johnson&Johnson. Stando alle stime, dalla settimana prossima e fino al primo luglio, in Sardegna dovrebbero essere consegnati 227mila vaccini e più della metà entro la fine del mese. È quel fabbisogno che dovrebbe permettere alla Sardegna di mantenere la media del quasi 16mila vaccinazioni giornaliere e quindi nel pieno rispetto della tabella di marcia. Secondo la Fondazione Gimbe, il 18,8 per cento dei sardi ha completato il ciclo delle due dosi, mentre quasi tre su dieci sono in attesa del richiamo. Ancora più nel dettaglio: fra gli over 80 il 77,7 per cento è stato immunizzato, mentre il 9,9 ha ricevuto solo la prima dose. Ancora: fra i 70-79 anni il 30,5 ha concluso il ciclo e invece più della metà aspetta il richiamo. Infine, nella fascia 60-69 anni è stato immunizzato il 22,1 per cento col doppio vaccino, mentre intorno al 49,2 solo con la prima dose.
Vaccini per i turisti. Dopo il via libera dell’altro giorno, Francesco Paolo Figliuolo ha voluto precisare meglio i confini delle vaccinazioni aperte ai turisti. Ha scritto una lettera ai governatori: «Laddove – si legge – per eccezionali motivi dovesse rendersi necessaria la somministrazione della seconda dose a lavoratori e turisti che soggiornano al di fuori del territorio di residenza per un periodo di permanenza congruo, le Regioni riceventi dovranno gestire anche queste convocazioni». Attenzione, come scrive Figliuolo, il vaccino in vacanza dovrà essere comunque un’eccezione e mai potrà essere preteso dal turista. (ua)
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