Prosciolto dopo quattro anni Fine dell’incubo per Becciu
di Tiziana Simula
Licenziato per le accuse di assenteismo e uso privato di mezzi del comando
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ARZACHENA. Le telecamere installate dai finanzieri lo avevano ripreso mentre strisciava il badge in tenuta da spiaggia in orario di lavoro. Era stato accusato di assenteismo, di truffare il Comune, di utilizzare le macchine di servizio per scopi personali. Ma ieri l’ex comandante della polizia locale di Arzachena, Andrea Becciu, 50 anni a dicembre, di Alghero, è stato prosciolto da tutte le accuse. Per il gup del tribunale di Tempio Caterina Interlandi, l’ex capo dei vigili urbani non ha commesso alcun reato. Non è un “furbetto del cartellino”. Lo stesso pm, Mauro Lavra, ha chiesto sentenza di “non luogo a procedere”. Un incubo che finisce a quattro anni dall’inchiesta. Anni segnati da accuse pesantissime che gli sono costate il licenziamento, con una causa di lavoro ancora in piedi, e l’impossibilità di trovare una nuova occupazione per via del pregiudizio mediatico che faceva naufragare ogni colloquio. Ma lui era sicuro che la verità sarebbe venuta a galla. E aveva ragione.
«Ho sempre collaborato perché fosse accertata la verità, sicuro di avere la coscienza a posto e convinto che il giudice lo avrebbe capito», ha commentato l’ex comandante. Che, mesi fa, aveva chiesto di essere interrogato in udienza preliminare, prima che il gup decidesse sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Tempio. In quasi due ore di interrogatorio, si era difeso strenuamente da tutte le accuse, fornendo spiegazioni e chiarimenti su ogni episodio contestato. «Per ogni accusa posso dimostrare con documenti e testimoni che stavo lavorando – aveva detto –. Quel giorno che le telecamere mi hanno ripreso mentre timbravo il cartellino in bermuda, ero andato a fare un sopralluogo in spiaggia insieme a un altro collega per un servizio di repressione dell’ambulantato selvaggio».
L’indagine delle fiamme gialle aveva preso il via nell’agosto 2017 ed era stata supportata da intercettazioni ambientali e telefoniche, con l’installazione di telecamere negli uffici e nella sua abitazione e dispositivi Gps sulle auto da lui utilizzate. Dalle indagini sarebbe emerso l’utilizzo dei mezzi del comando della polizia locale per fini privati, anche attraverso false missioni di lavoro (nei capi d’imputazione si parla di viaggi a Cagliari, Pirri e Tempio) con trasferte retribuite. Becciu, attraverso il suo difensore, l’avvocato Elias Vacca, ha sempre respinto le accuse, sostenendo come il lavoro da comandante non potesse essere condotto sempre da dietro una scrivania. Ma anche sul campo, in strada e in spiaggia, spesso impegnato in operazioni in borghese. Secondo le fiamme gialle che per tre mesi avevano controllato ogni suo spostamento, Becciu si sarebbe assentato dal lavoro per 27 giorni, tra il 15 agosto e il 24 ottobre 2017. Diversi i reati di cui era accusato: truffa aggravata e continua ai danni del Comune, abuso d’ufficio, falsità ideologica, peculato e corruzione, reato quest’ultimo, di cui doveva rispondere anche la ristoratrice Chiarina Tali, titolare del ristorante La Rocca, difesa dall’avvocato Gerolamo Orecchioni. Anche lei ieri è stata prosciolta. In occasione di matrimoni – questa l’accusa –, Becciu avrebbe utilizzato uomini e mezzi del comando per gestire la viabilità sulla strada adiacente il parcheggio privato del ristorante, e per questo servizio, lui avrebbe pranzato senza pagare.
Un impianto accusatorio crollato in udienza preliminare per entrambi gli imputati.
«Dal primo momento Andrea Becciu ha sempre voluto parlare, rispondere alle domande, portare le pezze giustificative e i documenti a conferma di ogni sua affermazione – commenta l’avvocato Elias Vacca –. Il suo atteggiamento è sempre stato improntato a spiegare come stavano realmente le cose nella speranza di essere ascoltato. Lui dall’inizio ha sempre detto: io vado dritto per la mia strada, niente patteggiamenti, niente abbreviati. Sono sicuro che prima o poi riconosceranno la mia innocenza». E così è stato.
«Ho sempre collaborato perché fosse accertata la verità, sicuro di avere la coscienza a posto e convinto che il giudice lo avrebbe capito», ha commentato l’ex comandante. Che, mesi fa, aveva chiesto di essere interrogato in udienza preliminare, prima che il gup decidesse sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dalla Procura di Tempio. In quasi due ore di interrogatorio, si era difeso strenuamente da tutte le accuse, fornendo spiegazioni e chiarimenti su ogni episodio contestato. «Per ogni accusa posso dimostrare con documenti e testimoni che stavo lavorando – aveva detto –. Quel giorno che le telecamere mi hanno ripreso mentre timbravo il cartellino in bermuda, ero andato a fare un sopralluogo in spiaggia insieme a un altro collega per un servizio di repressione dell’ambulantato selvaggio».
L’indagine delle fiamme gialle aveva preso il via nell’agosto 2017 ed era stata supportata da intercettazioni ambientali e telefoniche, con l’installazione di telecamere negli uffici e nella sua abitazione e dispositivi Gps sulle auto da lui utilizzate. Dalle indagini sarebbe emerso l’utilizzo dei mezzi del comando della polizia locale per fini privati, anche attraverso false missioni di lavoro (nei capi d’imputazione si parla di viaggi a Cagliari, Pirri e Tempio) con trasferte retribuite. Becciu, attraverso il suo difensore, l’avvocato Elias Vacca, ha sempre respinto le accuse, sostenendo come il lavoro da comandante non potesse essere condotto sempre da dietro una scrivania. Ma anche sul campo, in strada e in spiaggia, spesso impegnato in operazioni in borghese. Secondo le fiamme gialle che per tre mesi avevano controllato ogni suo spostamento, Becciu si sarebbe assentato dal lavoro per 27 giorni, tra il 15 agosto e il 24 ottobre 2017. Diversi i reati di cui era accusato: truffa aggravata e continua ai danni del Comune, abuso d’ufficio, falsità ideologica, peculato e corruzione, reato quest’ultimo, di cui doveva rispondere anche la ristoratrice Chiarina Tali, titolare del ristorante La Rocca, difesa dall’avvocato Gerolamo Orecchioni. Anche lei ieri è stata prosciolta. In occasione di matrimoni – questa l’accusa –, Becciu avrebbe utilizzato uomini e mezzi del comando per gestire la viabilità sulla strada adiacente il parcheggio privato del ristorante, e per questo servizio, lui avrebbe pranzato senza pagare.
Un impianto accusatorio crollato in udienza preliminare per entrambi gli imputati.
«Dal primo momento Andrea Becciu ha sempre voluto parlare, rispondere alle domande, portare le pezze giustificative e i documenti a conferma di ogni sua affermazione – commenta l’avvocato Elias Vacca –. Il suo atteggiamento è sempre stato improntato a spiegare come stavano realmente le cose nella speranza di essere ascoltato. Lui dall’inizio ha sempre detto: io vado dritto per la mia strada, niente patteggiamenti, niente abbreviati. Sono sicuro che prima o poi riconosceranno la mia innocenza». E così è stato.
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