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Dispersione, l’isola risale la classifica

Dispersione, l’isola risale la classifica

Buon recupero secondo Eurostat: Sardegna al 12%, meglio della media nazionale

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SASSARI. Dai bassifondi della classifica alla migliore performance a livello nazionale: un salto in avanti importante quello compiuto dall’isola per quanto riguarda la dispersione scolastica secondo i dati pubblicati da Eurostat. Al punto che la percentuale di “dispersi” di età compresa tra 18 e 24 anni è migliore alla media nazionale, allineata con quella delle regioni del centronord che prima stavano molto distanti da noi e nettamente lontana da quella del centrosud. Ecco i numeri: secondo il report che analizza la situazione in tutte le regioni d’Europa, la dispersione scolastica in Sardegna nel 2020 si è fermata al 12%, con un miglioramento nettissimo, quasi 6 punti, rispetto al 2019: allora il dato era infatti del 17,8 , ancora alto ma comunque in calo rispetto al 2018, l’anno peggiore con il 23% di dispersi. L’isola galleggia a metà classifica, un punto più su rispetto alla media nazionale, 7 punti sopra la Sicilia maglia nera con il 19,4 e a soli 2 punti e mezzo dalla Emilia che con il 9,3% è la più virtuosa tra le regioni ma non ancora quanto la provincia autonoma di Trento che dall’alto del suo 7,9 appare inarrivabile. Ma l’isola ha tutti i motivi da festeggiare, come fa notare anche l’ex governatore Francesco Pigliaru perché «per la prima volta la Sardegna fa meglio della media nazionale e pochi anni fa solo due regioni avevano dati peggiori dei nostri». Ma che cosa è successo per modificare un quadro sino a questo momento considerato catastrofico? Sul miglioramento ha inciso senza dubbio il progetto Iscol@, avviato dalla precedente giunta Pigliaru e ripreso senza esitazione dalla giunta Solinas che ne ha riconosciuto l’utilità: in particolare attraverso le attività di recupero e di laboratorio la scuola è riuscita nell’intento di riacciuffare studenti in procinto di abbandonare. Ma Eurostat tiene conto anche di un altro aspetto escluse da altri tipi di analisi: quello dei 18-24 anni che dopo avere lasciato la scuola hanno seguito un percorso di formazione professionale e conseguito una qualifica spendibile nel mercato del lavoro. (si. sa.)



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