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Quei sospetti su pareti ridipinte e mobili buttati

Quei sospetti su pareti ridipinte e mobili buttati

Il procuratore Basso : «Abbiamo i tasselli di un mosaico. Manca l’elemento determinante»

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MOGORELLA. Letto e materassi buttati. La camera da letto tinteggiata nelle scorse settimane. I tre telefoni cellulari lasciati in casa. Nessun bancomat o carta di credito o contanti portati via con sé nel momento in cui Marina Castangia ha lasciato la casa. Queste sono le certezze – quelle conosciute – che alimentano un mare di dubbi. Una parte di questi sono anche il frutto delle dichiarazioni rilasciate da Antonio Demelas alla trasmissione Chi l’ha visto? Non è pero da quelle parole che parte la procura che, per il momento, rimane prudente. Il procuratore Ezio Domenico Basso si ferma a un generico quanto comprensibile: «Per il momento ci sono vari tasselli di un mosaico, ma manca l’elemento che possa determinare in maniera netta l’indagine. Questi tasselli però sostengono l’idea investigativa che stiamo perseguendo. In uno scenario del genere possiamo ipotizzare che si sia allontanata volontariamente assieme a una persona che la sostiene economicamente, visto che non aveva soldi con sé. Possiamo poi ipotizzare un suicidio, ma non ci sono segnali che facciano pensare a un gesto estremo. Resta l’omicidio e non ci andiamo solo per esclusione, ma perché siamo in possesso di elementi che ci fanno ipotizzare che sia ciò che è accaduto».

Sono indizi che la procura non rivela per il momento. Il fatto che la perquisizione di ieri si sia concentrata sulla casa di via Vittorio Emanuele e sulle altre proprietà di Antonino Demelas significa che il sostituto procuratore Armando Mammone e i carabinieri della Compagnia di Mogoro siano convinti che è tra quelle mura che si celi gran parte del mistero. Di stranezze in questi mesi in cui si sono perse le tracce di Marina Castangia ce ne sono parecchie, a cominciare dal fatto che la donna abbia lasciato in casa i tre telefonini che usava e non li abbia portati con sé dopo essere tornata a maggio nella casa. Poi c’è il fatto che Antonino Demelas abbia scelto di tinteggiare le pareti della stanza da letto nelle scorse settimane. Dalla stessa camera sono spariti anche il letto e il materasso. «Li ho buttati perché insieme avevamo deciso di cambiarli. Sto aspettando che mi consegnino i nuovi», aveva detto Antonino Demelas. Stranezze per l’appunto, ma non certo elementi per accusare una persona di omicidio volontario e allora ci deve essere per forza dell’altro in mano agli inquirenti che, inevitabilmente, non svelano le loro carte per non compromettere l’indagine. A proposito di certezze c’è quella che sin dal momento della denuncia di scomparsa, i carabinieri hanno osservato con attenzione tutti gli spostamenti e le mosse di Antonino Demelas, convinti che, per qualche motivo, abbia ucciso la compagna e poi ne abbia fatto sparire il corpo, approfittando del fatto che per settimane nessuno l’avrebbe cercata o si sarebbe posto delle domande nel non vederla o sentirla perché Marina Castangia era fatta così.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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