La Nuova Sardegna

[EMPTYTAG]«Sui vaccini tutto è stato chiarito» L’appello alle Regioni: allineatevi

di Matteo Guidelli
[EMPTYTAG]«Sui vaccini tutto è stato chiarito» L’appello alle Regioni: allineatevi

[EMPTYTAG]Il premier Draghi sulla morte della diciottenne Camilla: «Una cosa tristissima, non doveva avvenire» Il ministro della Salute insiste: «La campagna di vaccinazione è la sola arma per chiudere questa fase»

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ROMA. I chiarimenti e le rassicurazioni della comunità scientifica sono arrivati e, dunque, le Regioni devono allinearsi al piano del governo. Prima il ministro della Salute Roberto Speranza e poi il presidente del Consiglio Mario Draghi ribadiscono che la linea da seguire sui vaccini è una sola ed è quella indicata dall'esecutivo. Una presa di posizione che ha l'obiettivo di stoppare le polemiche sugli open day e i dubbi dai presidenti che si sono trovati a dover rivedere l'organizzazione della campagna dopo il cambio di rotta, il quarto, sul vaccino di Astrazeneca. Speranza cita i numeri prima di arrivare alle conclusioni, perché l'obiettivo di tutti - governo e regioni - è e deve rimanere quello di arrivare all'immunità di gregge prima possibile e dunque entro la fine di settembre, come ha promesso il Commissario per l'emergenza Francesco Figliuolo: un italiano su due ha avuto la prima dose, si sono superati i 42 milioni di somministrazioni e 14 milioni di italiani hanno concluso il ciclo vaccinale. «La campagna di vaccinazione è l'arma vera che abbiamo per chiudere questa fase e aprirne una diversa. Dobbiamo insistere su questo terreno e continuare con ogni energia». Per farlo, le Regioni devono seguire le indicazioni del governo. Su Astrazeneca, dice Speranza, le autorità sanitarie hanno ulteriormente precisato che va evitato per chi ha meno di 60 anni, rendendo perentoria la raccomandazione che già c'era. Una «posizione chiara e netta delle autorità» e per questo «chiediamo alle autorità regionali di allinearsi ai piani». Le indicazioni degli scienziati, ribadisce, vanno «assolutamente rispettate». Fine della questione? No, come dimostrano le parole di Vincenzo de Luca, che dice no al mix per gli under 60 già vaccinati con Astrazeneca. A sostegno della linea espressa dal ministro della Salute arrivano però le parole del premier nella conferenza finale del G7, precedute dalle condoglianze per la famiglia di Camilla, la diciottenne morta a Genova. «È una cosa tristissima che non doveva avvenire» dice parlando di responsabilità difficili da ricostruire. Ogni punto, sottolinea Draghi, «è stato chiarito dal ministro Speranza. C'è un'adesione spontanea delle Regioni alla linea del governo». Lo stesso premier risponde poi ad una delle questioni più spinose, cioè di chi sia la responsabilità degli open day con Astrazeneca somministrato agli under 60, organizzati dalle Regioni anche sulla base di una lettera in cui il Cts non rilevava «moviti ostativi». Anche in questo caso è «molto complicato» ricostruire responsabilità. Ora che però di dubbi, secondo il governo, non ce ne sono più, bisogna tornare a correre e «portare a termine la campagna nel modo migliore possibile» afferma Draghi ribadendo che non ci sono «né incertezze né timori che non possa andare in porto» visto che Figliuolo ha garantito che per settembre arriveranno circa 55 milioni di dosi Pfizer e Moderna.

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