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Bétile, Billeci: «Non basta il super museo, per il rilancio serve altro»

Bétile, Billeci: «Non basta il super museo, per il rilancio serve altro»

Il soprintendente di Sassari e Nuoro, lancia una nuova proposta: «Riqualificare l’intera area industriale come hanno fatto a Marsiglia e Bilbao»

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SASSARI. Porto Torres come Marsiglia. O come Bilbao. Le tre città hanno qualcosa in comune, ovviamente con le debite proporzioni. Tutto parte dalla riqualificazione delle aree compromesse, un po’ come dovrebbe accadere anche a Porto Torres con la proposta di realizzare il museo Bètile proprio nella zona industriale.

In Francia e nei Paesi Baschi la riqualificazione è partita dalla creazione di spazi connessi con il resto della città dove, nel caso di Marsiglia, c’è anche il frutto del lavoro della mano esperta di Zaha Hadid che ha firmato la progettazione della Torre Cma Cgm, un grattacielo alto 147 metri che domina l’Euromediterranèe, l’avveniristico distretto ecologico che ha cambiato il volto del quartiere di La Joliette.

«È questo quello a cui ho pensato quando ho letto l’idea provocatoria di Marcello Fois – spiega Bruno Billeci, architetto e soprintendente archeologico per le province di Sassari e Nuoro – perché per riqualificare un’intera città è necessario programmare una serie di interventi connessi tra loro, come hanno fatto a Marsiglia e a Bilbao, dove non si nota la fine di un intervento e l’inizio dell’altro. Immaginare di poter rilanciare Porto Torres con il solo Bètile è un concetto profondamente ottimistico». Dal punto di vista dell’architetto, poi, Billeci mette in evidenza le difficoltà di un trasferimento da un capo all’altro dell’isola: «I progetti nascono per il luogo per cui dovrebbero essere realizzati, è la base dell’architettura, e immaginare un trasferimento è un compito molto ardito, se non impossibile. Quella lanciata da Marcello Fois è una provocazione che ha avuto il merito di riaccendere il dibattito che, personalmente, spero vada molto oltre l’idea di trasferire il Bètile. Porto Torres ha bisogno di essere rilanciata e questa proposta ha creato una splendida cassa di risonanza che deve essere sfruttata. Per questo dico che sarebbe interessante ragionare sulla sostenibilità lanciando un concorso d’idee da cui partire per immaginare una profonda riqualificazione delle aree. D’altra parte, quanto costerebbe il Bètile? Immagino diversi milioni. E se invece quei soldi fossero investiti proprio per programmare le riqualificazioni dell’esistente? Credo che questa possa essere una strada percorribile e credo anche che sarebbe necessario coinvolgere la popolazione per capire quali possano essere le necessità perché non è detto che un museo, che peraltro Porto Torres ha già, sia l’unica possibilità per programmare la rinascita di un’area da recuperare al più presto». (c.z.)
 

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