Precedenza ai richiami Servono 118mila nuove dosi
Lo stop ai vaccini AstraZeneca per gli under 60 rischia di frenare la campagna
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CAGLIARI. Il ministro della salute, Roberto Speranza, è stato perentorio: «Le Regioni devono allinearsi sin da subito. Nessuna potrà più fare e scegliere come crede». Su cosa «dobbiamo rispettare» l’hanno capito in fretta tutti i governatori: le dosi AstraZeneca non dovranno essere più somministrate agli under 60, e d’ora in poi, sempre per la stessa fascia d’età, la marca del vaccino di richiamo sarà diversa dalla prima, quando la prima è stata una «Az». È invece sul come «dovremmo adeguarci» che molte Regioni hanno ancora un bel po’ di perplessità. Anche la filiera sarda del vaccino è in attesa di qualche delucidazione in più dal parte dello stesso ministero, ma soprattutto aspetta lumi dal commissario nazionale, il generale Francesco Paolo Figliuolo. Perché con le AstraZeneca finite nel limbo, è chiaro che dovranno arrivare più Pfizer e Moderna per evitare il blocco della campagna. Figliuolo, almeno in parte, ha risposto seduta stante e così alle Regioni: «Con le dosi in arrivo – le sue parole – dovremmo andare lisci lisci fino a settembre. Con gli oltre 55 milioni di Pfizer e Moderna che abbiamo prenotato dalla terza settimana di giugno e fino al terzo trimestre, non dovrebbero esserci intoppi da nessuna parte».
Il caso Sardegna 1. L’Ats i suoi calcoli li ha fatti sin da sabato: sono 118mila le seconde dosi che dovranno essere riprogrammate con un vaccino diverso da AstraZeneca. Sono soprattutto carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e forestali e quasi tutto il personale scolastico, che – nella seconda fase della campagna – facevano parte degli under 60 da vaccinare con il siero anglo-svedese, come tra l’altro era previsto dalla tabella controfirmata dal generale Figliuolo. Ora cosa accadrà? Che l’Ats-Ares dovrà mettere nel conto un ulteriore fabbisogno di 118mila dosi Pfizer e Moderna: arriveranno? In settimana Roma dovrebbe rispondere, ma dall’Azienda sanitaria regionale fanno sapere in anticipo: «Le dosi di richiamo avranno la priorità, ma tutto dipenderà dal numero e dalla puntualità delle prossime consegne settimanali». Considerando che entro la fine del mese, almeno stando alle previsioni, la Sardegna dovrebbe ricevere 195mila vaccini Pfizer e Moderna, la riprogrammazione degli ex prima dose AstraZeneca potrebbe essere assorbita in una quindicina di giorni. Ma se nel frattempo Pfizer e Moderna non dovessero anche aumentare le forniture, qualche sovrapposizione fra prime dosi e richiami potrebbe esserci soprattutto nell’ultima settimana del mese. È per questo che, in queste ore, molte Regioni, Sardegna compresa, hanno sollecitato al commissario una o più consegne anticipate proprio per evitare di perdere il passo con i tempi previsti dalla campagna di vaccinazione.
Il caso Sardegna 2. Anche se non esiste ancora una risposta ufficiale è molto probabile che presto siano proprio gli over 16 (fino a 39 anni) a dover aspettare i vaccini. Nonostante, nelle ultime settimane, siano stati proprio loro i più solerti a prenotarsi sulla piattaforma di Poste Italiane per la prima dose Pfizer e Moderna. Solo per quelle marche visto che la Sardegna, con lungimiranza, mai ha organizzato uno o più «Astra day» aperti ai più giovani, rispettando alla lettera le prime indicazioni degli esperti. L’unica eccezione è stata fatta – sempre in Sardegna – solo per gli over 40 e sotto i 60 anni fra le forze dell’ordine e il personale scolastico, ma che a suo tempo era comunque prevista dal protocollo scientifico. Per tornare agli over 16, dall’Ats-Ares fanno sapere: «Finché avremo a disposizione abbastanza Pfizer e Moderna, cercheremo di rispettare tutte le prenotazioni. Però, nel caso in cui dovesse esserci un conflitto di date con i richiami ex AstraZeneca, a essere posticipate potrebbero essere le prime dosi nella fascia 16-39 anni». Potrebbero perché ancora non c’è una decisione ufficiale, ma è possibile che possa essere presa di settimana in settimana e dipenderà, come ormai è chiaro, da come Pfizer e Moderna risponderanno alla richiesta di forniture straordinarie. (ua)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il caso Sardegna 1. L’Ats i suoi calcoli li ha fatti sin da sabato: sono 118mila le seconde dosi che dovranno essere riprogrammate con un vaccino diverso da AstraZeneca. Sono soprattutto carabinieri, poliziotti, vigili del fuoco e forestali e quasi tutto il personale scolastico, che – nella seconda fase della campagna – facevano parte degli under 60 da vaccinare con il siero anglo-svedese, come tra l’altro era previsto dalla tabella controfirmata dal generale Figliuolo. Ora cosa accadrà? Che l’Ats-Ares dovrà mettere nel conto un ulteriore fabbisogno di 118mila dosi Pfizer e Moderna: arriveranno? In settimana Roma dovrebbe rispondere, ma dall’Azienda sanitaria regionale fanno sapere in anticipo: «Le dosi di richiamo avranno la priorità, ma tutto dipenderà dal numero e dalla puntualità delle prossime consegne settimanali». Considerando che entro la fine del mese, almeno stando alle previsioni, la Sardegna dovrebbe ricevere 195mila vaccini Pfizer e Moderna, la riprogrammazione degli ex prima dose AstraZeneca potrebbe essere assorbita in una quindicina di giorni. Ma se nel frattempo Pfizer e Moderna non dovessero anche aumentare le forniture, qualche sovrapposizione fra prime dosi e richiami potrebbe esserci soprattutto nell’ultima settimana del mese. È per questo che, in queste ore, molte Regioni, Sardegna compresa, hanno sollecitato al commissario una o più consegne anticipate proprio per evitare di perdere il passo con i tempi previsti dalla campagna di vaccinazione.
Il caso Sardegna 2. Anche se non esiste ancora una risposta ufficiale è molto probabile che presto siano proprio gli over 16 (fino a 39 anni) a dover aspettare i vaccini. Nonostante, nelle ultime settimane, siano stati proprio loro i più solerti a prenotarsi sulla piattaforma di Poste Italiane per la prima dose Pfizer e Moderna. Solo per quelle marche visto che la Sardegna, con lungimiranza, mai ha organizzato uno o più «Astra day» aperti ai più giovani, rispettando alla lettera le prime indicazioni degli esperti. L’unica eccezione è stata fatta – sempre in Sardegna – solo per gli over 40 e sotto i 60 anni fra le forze dell’ordine e il personale scolastico, ma che a suo tempo era comunque prevista dal protocollo scientifico. Per tornare agli over 16, dall’Ats-Ares fanno sapere: «Finché avremo a disposizione abbastanza Pfizer e Moderna, cercheremo di rispettare tutte le prenotazioni. Però, nel caso in cui dovesse esserci un conflitto di date con i richiami ex AstraZeneca, a essere posticipate potrebbero essere le prime dosi nella fascia 16-39 anni». Potrebbero perché ancora non c’è una decisione ufficiale, ma è possibile che possa essere presa di settimana in settimana e dipenderà, come ormai è chiaro, da come Pfizer e Moderna risponderanno alla richiesta di forniture straordinarie. (ua)
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