l’accordo bocciato dalla corte dei conti
Forestas, due sindacati in piazza
Sit-in del Sadirs mercoledì 23. La Uil: serve una legge per l’intesa
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CAGLIARI. Dopo la bocciatura dell’accordo sul passaggio nel sistema Regione, una parte dei sindacati dell’Agenzia Forestas, quelli che avevano firmato l’intesa poi annullata, ha deciso di scendere in piazza. A cominciare dal Sadirs, che ha indetto lo stato di agitazione e organizzato due sit-in. Saranno entrambi mercoledì 23 giugno, uno sotto il Consiglio regionale, l’altro davanti alla Corte dei conti visto che sono stati proprio i magistrati contabili a bloccare il passaggio alla Regione dei cinquemila lavoratori di Forestas. «Gli incendi portano devastazione come le alluvioni – scrive il sindacato Sadirs – ma i pasticci burocratici e gli interessi di parte rischiano di essere ancor più dannosi. Uomini e mezzi di Forestas, come dimostrato nel disastro di Bitti, sono i primi ad arrivare negli scenari di emergenza, e gli ultimi ad andarsene, ma ora rischiano di restare bloccati dall'incredibile decisione della Corte dei conti che, se non rettificata e ripulita dalle errate valutazioni, impedirà di utilizzare un numero rilevante di operai nell'imminente campagna antincendi, riducendo dell'85 per cento le forze in campo». Per poi andare allo scontro aperto: «A questo punto, troviamo squallida e mistificatoria la polemica politica, di parte delle opposizioni del Consiglio regionale ma portate avanti anche da Cgil e Cisl. Da quel fronte sono arrivati solo attacchi agli assessori in carica e contestazioni inutili all’accordo sottoscritto dalla maggioranza delle sigle sindacali e votato dallo stesso intero Consiglio regionale nel 2019». Anche la Uil, è un altro dei sindacati che ha sottoscritto l’intesa, ha preso posizione. «Posto che la decisione della Corte dei conti – si legge in un comunicato – ha impedito l’entrata in vigore di un accordo storico, sollecitiamo al presidente della Regione non solo la ferma difesa dell’accordo stesso nelle sedi giudiziarie, ma soprattutto l’urgente via libera a una legge regionale che ridia forza a quell’intesa. Perché è questa – conclude la Uil – l’unica strada possibile per replicare al sabotaggio della volontà della maggioranza dei lavoratori interessati e contrastare un epilogo che è l’esatto contrario del rispetto delle regole e dei principi democratici».
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