La Nuova Sardegna

FORZA RAGAZZI COMINCIATE UNA NUOVA VITA

Invece l’esame lo faranno comunque e sarà una vera prova, come quelle svolte in prepandemia. Gli studenti, poco più di 13mila in Sardegna, davanti alla commissione che li esaminerà mostreranno che...

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Invece l’esame lo faranno comunque e sarà una vera prova, come quelle svolte in prepandemia. Gli studenti, poco più di 13mila in Sardegna, davanti alla commissione che li esaminerà mostreranno che cosa ha lasciato il passaggio del Covid nella loro vita, tra dolore e privazioni ma anche riscoperta di ciò che davvero conta: la famiglia, gli affetti, le amicizie. Alcuni si sono fermati a metà percorso, i più fragili non hanno retto alla solitudine di fronte allo schermo di un pc, chiusi nella cameretta. Non importa, l’anno prossimo recupereranno, il traguardo sarà lì ad aspettarli. Ma chi invece, ed è la maggioranza, è riuscito a tenere duro nonostante le difficoltà, può già essere orgoglioso. Perché non è semplice seguire le lezioni, farsi interrogare e fare verifiche a distanza, dimostrare di avere studiato e capito, a volte superare la diffidenza, dire “no prof, non ho copiato” quando il voto supera le aspettative. E poi partecipare alle attività extra, i percorsi per acquisire le competenze trasversali: noi con il progetto LaNuova@scuola che ha coinvolto 60 istituti dell’isola, siamo testimoni di un impegno enorme da parte degli studenti e dei docenti. Ma per capire veramente che cosa hanno passato i nostri adolescenti bisogna pensare a quanto è complicato privarsi a 18 anni del confronto con i compagni, parlare con loro di tutto senza il filtro di una chat, aiutarsi anche solo con uno sguardo o un sorriso. Il loro anno è stato ancora più difficile del 2020. Perché allora il Covid si era portato via “solo” tre mesi di scuola in presenza, questa volta invece ha condizionato l’intero anno in tutte le sue gradazioni di colore. Dalla zona rossa a quella bianca, a pagare il prezzo più alto è stata sempre la scuola, con lezioni in aula proibite a lungo e poi limitate solo alla metà degli studenti sino all’inizio di maggio: l’ultimo mese di pseudo normalità e, dicono i ragazzi “di super lavoro perché i prof hanno fatto una montagna di verifiche per confermare i risultati ottenuti in Dad”. È finita, questi ragazzi ce l’hanno fatta e non era scontato. Per questo si offendono nel sentirsi chiamare “diplomati di serie B” perché il loro esame di maturità ha lo stesso valore di tutti gli altri e se è formulato così, senza prove scritte, non è per colpa loro. Anzi per tradurre una versione di greco o risolvere i problemi di matematica tanti ci metterebbero la firma. Altro che passeggiata, hanno dovuto correre e sudare parecchio: ecco perché subito dopo l’esame si sentiranno leggeri ma anche più fieri. (si.sa.)

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