Convegno sulle marinerie del futuro
Porticcioli sempre più ecologici scendono in campo Regione e Mise
CAGLIARI. Le marinerie sarde guardano al futuro e lo fanno nel rispetto degli obiettivi stabiliti dalle Nazioni Unite, a cominciare dalla tutela del mare, dall’utilizzo di energie pulite e...
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CAGLIARI. Le marinerie sarde guardano al futuro e lo fanno nel rispetto degli obiettivi stabiliti dalle Nazioni Unite, a cominciare dalla tutela del mare, dall’utilizzo di energie pulite e accessibili e dalla lotta al cambiamento climatico. Sono stati questi i tempi di un convegno dal titolo “Marine 2030 - Le marine del futuro” organizzato dalla Confindustria del centro nord Sardegna e dalla Camera di commercio di Sassari. «La nautica da diporto esiste dove c’è un ambiente incontaminato – ha detto, aprendo i lavori, Giovanni Conoci, presidente di Assonautica –. Le “materie prime” della nautica sono le imbarcazioni, i cantieri e i porti. Ma da operatore del settore ho capito che in realtà la vera materia prima è costituita da tutela, salvaguardia e conservazione dell’ambiente».
«Per garantire uno sviluppo del comparto – ha continuato – è necessario creare un sistema della nautica della Sardegna che dovrà essere sempre più esempio e modello di salvaguardia del mare». Il tema è stato il filo conduttore dei lavori e si è tradotto in esempi concreti e immediatamente realizzabili. Cruciale per il futuro delle marine – è stato detto – è l’innovazione tecnologica, con le barche che vanno, inesorabilmente, nella direzione del full electric. Ecco perché i porticcioli dell’isola sono chiamati ad un rinnovamento tecnologico non più rinviabile. Un sistema centralizzato di prenotazione via web, per esempio, sarebbe in grado di intercettare un mercato europeo. Ma serve un’interconnessione reale. E meno burocrazia.
Diverse le necessità emerse durante i lavori. Tra queste l’individuazione di chiari punti di riferimento amministrativi e istituzionali: in Francia esiste la Prefettura marittima, per l’Italia manca un Ministero del mare. Rimane importante fare squadra, perché solo uniti, spendendo il brand Italia, si possono raccogliere risultati concreti. L’assessore regionale ai lavori pubblici Aldo Salaris ha confermato di aver inserito i progetti per le strutture portuali isolane tra le priorità del Pnrr e il viceministro per lo sviluppo economico Alessandra Todde ha promesso che il Mise sarà la cinghia di trasmissione per il rilancio del settore.
«Per garantire uno sviluppo del comparto – ha continuato – è necessario creare un sistema della nautica della Sardegna che dovrà essere sempre più esempio e modello di salvaguardia del mare». Il tema è stato il filo conduttore dei lavori e si è tradotto in esempi concreti e immediatamente realizzabili. Cruciale per il futuro delle marine – è stato detto – è l’innovazione tecnologica, con le barche che vanno, inesorabilmente, nella direzione del full electric. Ecco perché i porticcioli dell’isola sono chiamati ad un rinnovamento tecnologico non più rinviabile. Un sistema centralizzato di prenotazione via web, per esempio, sarebbe in grado di intercettare un mercato europeo. Ma serve un’interconnessione reale. E meno burocrazia.
Diverse le necessità emerse durante i lavori. Tra queste l’individuazione di chiari punti di riferimento amministrativi e istituzionali: in Francia esiste la Prefettura marittima, per l’Italia manca un Ministero del mare. Rimane importante fare squadra, perché solo uniti, spendendo il brand Italia, si possono raccogliere risultati concreti. L’assessore regionale ai lavori pubblici Aldo Salaris ha confermato di aver inserito i progetti per le strutture portuali isolane tra le priorità del Pnrr e il viceministro per lo sviluppo economico Alessandra Todde ha promesso che il Mise sarà la cinghia di trasmissione per il rilancio del settore.
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