Covid, l'isola si uniforma all’Italia: niente controlli agli arrivi

La Regione non proroga le ordinanze: forse un provvedimento per l’estero

SASSARI. Durante la coda d’inverno che guardava alla primavera, in porti e aeroporti sardi Regione e Ats avevano messo in piedi un’efficiente macchina di controllo: personale sanitario, forestale e protezione civile verificavano che chi entrava in Sardegna avesse o la vaccinazione eseguita o un tampone negativo fatto nelle ultime 48 ore. Arrivavano poche persone al giorno e, tutto sommato, effettuare quel tipo di controlli rappresentava un impegno oneroso, ma gestibile. Poi quell’impianto è stato smantellato e da ieri è sparito anche l’obbligo di registrazione a Sardegna sicura: spostarsi verso la Sardegna dalle altre regioni d’Italia non è attività soggetta a limitazioni.

Una decisione che sta creando qualche apprensione, anche considerando che gli arrivi di turisti, in buona misura stranieri, stanno cominciando a registrare numeri considerevoli, quasi da pre pandemia, e che in Europa sta circolando con forza la variante delta del virus, quella che sembra essere più resistente alla vaccinazione.

Cosa ha portato la Regione a assumere la decisione di non prorogare le ordinanze in scadenza? Non ci sono commenti ufficiali, anche se da fonti interne la motivazione del mancato rinnovo di due ordinanze che scadevano martedì è questa: «Si è scelto di uniformarsi alle direttive nazionali, adottando le indicazioni fornite dal commissario».

Valutazioni. È stata probabilmente valutata la situazione complessiva in Italia: ormai quasi ovunque ci sono numeri da zona bianca e, togliendo l’obbligo di registrazione, anche l’isola si uniforma alle regole nazionali anche per «semplificare il quadro - spiegano ancora alcune fonti interne alla Regione - e consentire alle attività economiche di programmarsi al meglio».

Poi c’è il discorso del green pass, per la verità ancora poco chiaro: quello nazionale dovrebbe essere già in vigore, quello europeo dovrebbe diventare operativo dal primo luglio. Nel frattempo c’è però una situazione da tenere sotto controllo: alla Regione sono convinti di essere in grado di farlo senza ulteriori limitazioni, con monitoraggio e isolamento dei focolai e atti conseguenti in caso di allarme. E per gli arrivi dall’estero? In settimana potrebbe arrivare un’ordinanza specifica che preveda un regime rinforzato per gli arrivi ada alcuni paesi stranieri (quindi con possibilità di tampone in porti e aeroporto).

Le ordinanze decadute. Sono tre le ordinanze che hanno smesso di avere efficacia: la 18, la 19 e la 21. Per prima due regolamentavano gli ingressi in Sardegna senza più controlli e possibilità di tamponi gratuiti agli arrivi, ma un semplice obbligo di registrazione nella piattaforma regionale. La 21 invece, molto contestata soprattutto da titolari di bar e ristoranti, prevedeva un complicato sistema di calcolo del numero di presenze in un locale al chiuso (40 metri cubi d’aria a persona nelle piscine, 20 nei servizi di ristorazione. Ora anche in questo campo valgono solo le norme nazionali.

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