La Nuova Sardegna

Legge impugnata 

Province, il Consiglio regionale vuole trattare con il Governo

CAGLIARI. Sul ritorno delle Province nessuno vuole lo scontro con il Governo, che ha impugnato la legge. Se l’unico problema è e resta il referendum, «dobbiamo trovare una soluzione», sono state le...

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CAGLIARI. Sul ritorno delle Province nessuno vuole lo scontro con il Governo, che ha impugnato la legge. Se l’unico problema è e resta il referendum, «dobbiamo trovare una soluzione», sono state le parole di Pierluigi Saiu della Lega, presidente della commissione autonomia del Consiglio regionale. Così, presente l’assessore agli enti locali Quirico Sanna, una prima decisione è arrivata: la via d’uscita dovrà essere trovata da una sottocommissione. Avrà il compito di studiare dove la riforma può essere corretta e l’ipotesi più probabile rimane quella del referendum confermativo. La proposta della sottocommissione è stata avanzata da Roberto Deriu del Pd, da sempre convinto che una via d’uscita esista nel rispetto dello Statuto, che prevede i referendum preventivi prima di qualsiasi modifica dei confini territoriali e amministrativi, come tra l’altro sollecitato dal Governo nel ricorso.

L’equilibrio. «Palazzo Chigi – ha ribadito il presidente Saiu – non ha messo in discussione l'assetto territoriale scelto dalla Sardegna, né il numero di Province o Città metropolitane, ma, appunto, la mancata applicazione dello Statuto». Quindi è proprio su questo punto che la sottocommissione dovrà concentrarsi e lo farà nelle prossime settimane. Deriu s’è dichiarato ottimista sul risultato, perché, insieme a Salvatore Corrias, una proposta simile al referendum l’aveva già proposta prima che la riforma fosse discussa in aula. «È da li che dobbiamo ripartire», ha detto il consigliere regionale del Pd.

Caso politico. L’assessore Quirico Sanna ha risollevato comunque le sue vecchie perplessità: «Mi sto ancora chiedendo come mai, a legislazione invariata, oggi il Governo impugni questa riforma sugli enti locali, mentre altre leggi sulle Province, approvate in passato, mai sono mai state impugnate». In ogni caso anche lui s’è detto pronto a seguire la strada della trattativa con il Governo, ma se non fosse trovata – ha ribadito – «faremo valere le nostre ragioni, nell’aula della Corte costituzionale, in nome dell’Autonomia che non può essere messa in discussione».

Norma transitoria. In attesa che la sottocommissione decida il da farsi, servirà una legge per bloccare gli effetti della riforma. Perché, com’è scritto negli articoli approvati con un voto bipartisan, il Consiglio regionale ha dettato anche i tempi per il ritorno delle Province. Subito dopo l’estate sarebbe dovuto cominciare il tragitto, ma ora dovrà essere rinviato se non sospeso.

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