La Nuova Sardegna

Cultura, un settore che dà da mangiare

di Elsa Pascalis
Cultura, un settore che dà da mangiare

Ricerca dell’università di Cagliari su come uscire dalla crisi dovuta alla pandemia

3 MINUTI DI LETTURA





CAGLIARI. Lo stato dell’arte a Cagliari? Ce lo rivela una ricerca coordinata da Marco Zurru del dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Cagliari che insieme ad Antonello Podda dello stesso dipartimento e Clementina Casula, dipartimento di Lettere, definiscono scientificamente il sistema di produzione artistico e culturale del capoluogo. Il progetto, cofinanziato dall’assessorato alla Cultura del Comune di Cagliari, è stato presentato dal sindaco Paolo Truzzu e dalla presidente della Commissione cultura Enrica Anedda Endrich. Come spiegato da Zurru, il progetto definito in epoca pre-lockdown e dunque scevro dalle preoccupazioni che il Covid potesse arrecare a uno dei comparti più colpiti dall’attuale crisi, è stato rivisto lungo strada in ragione della pandemia. Si dichiara soddisfatto Truzzu per il risultato prodotto da questo report che mette chiarezza su un sistema complesso e ricco di attività professionali relative all’ambito delle iniziative culturali della città.

L’indagine è stata condotta attraverso un metodo sistematico di questionari strutturati e interviste, analizzando le “direzioni” delle produzioni artistiche del settore delle arti performative (musica, danza, teatro, letteratura e cinema) così come le attività di quelle impegnate sul fronte della difesa identitaria, del civismo e della solidarietà diffusa. L’obiettivo del lavoro ricostruisce mission, valori e attività del settore da cui non si può prescindere senza la comprensione degli aspetti più materiali del comparto, come il fatturato e le fonti dello stesso. Qualche numero per capire che con la cultura non solo si costruiscono etica e conoscenza ma che si può anche mangiare: oltre 4300 collaborazioni per un monte retribuzioni complessivo, nel 2019, che ammonta a più di 11 milioni di euro, di cui 8 milioni e mezzo (oltre il 74%) prodotti dai 5 settori dello spettacolo dal vivo. Un sistema produttivamente molto vivace ma fragile, fortemente dipendente dalle sovvenzioni di natura pubblica e privata, su cui si è abbattuto in modo tremendo l’impatto della legislazione tesa a limitare il contagio del Covid: a seguito dell’impossibilità a svolgere le proprie attività, un quarto delle organizzazioni lamenta riduzioni del fatturato superiori al 70% rispetto al 2019 e circa un quinto di contrazioni ricomprese tra il 50 e il 70.

I profili dei protagonisti e quelli organizzativi delle unità di produzione culturale, le condizioni e i tempi di lavoro, il radicamento delle organizzazioni nel tessuto sociale cittadino, le reti di relazioni e le collaborazioni con enti pubblici e altre organizzazioni culturali isolane, delle altre regioni e internazionali, la tipologia di pubblico, la programmazione degli eventi, oltre all’impatto pandemico, alla capacità di resistenza e di innovazione evidenziano l’urgente necessità di mettere ordine all’interno di un settore che oltre a determinare momenti di socialità e svago disegnano la strategia politica culturale delle città e di conseguenza il livello di benessere dei suoi cittadini. Suggerimenti che - assicura Anedda Endrich - verranno valutati con attenzione dall’amministrazione.



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Il raid

Undici furgoni a fuoco nella notte: attentato contro un’azienda logistica del sud Sardegna – Le indagini

Le nostre iniziative