Vanessa Roggeri: «Non vedevo l’ora di liberarmene. Il tema? Non lo ricordo»
La scrittrice Vanessa Roggeri sta in silenzio qualche secondo poi sorride: «No, stavo solo cercando di fare memoria». Poi focalizza meglio quel ricordo di un’inzio estate di qualche anno fa: «Io vado...
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La scrittrice Vanessa Roggeri sta in silenzio qualche secondo poi sorride: «No, stavo solo cercando di fare memoria». Poi focalizza meglio quel ricordo di un’inzio estate di qualche anno fa: «Io vado un po’ controcorrente. Mentre tutti hanno una memoria generalmente piacevole della maturità, la mia è un po’ differente. Ricordo che non vedevo l'ora di liberarmi del periodo del liceo per cominciare quello dell’università». Studi superiori al liceo scientifico Pacinotti e frammenti poco distinti di quei giorni. «L’ho visto come qualcosa di definitivo, un momento di chiusura. Alla fine avevo ragione io. All’università, con un regime di autogestione, ho anche e riscoperto il piacere dello studio. Ho fatto lo scientifico e non c’era una ragione precisa in quella scelta. Le materie umanistiche mi piacevano tanto, ma anche la chimica e l’astronomia. Comunque non mi pento: ho ricevuto una formazione importante. All'università devi adottarne un metodo di studio più puntiglioso». Il voto finale? «48 sessantesimi. Il tema? Non lo ricordo proprio».
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