il record
L’emozione dei ricercatori: «In un anno visibile a tutti»
SASSARI. A meno di un anno dal ritrovamento il bronzetto di Nughedu San Nicolò è stato restaurato e presentato al pubblico: «Gli archeologi non sono quelli che si nascondono le cose quando le trovano...
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SASSARI. A meno di un anno dal ritrovamento il bronzetto di Nughedu San Nicolò è stato restaurato e presentato al pubblico: «Gli archeologi non sono quelli che si nascondono le cose quando le trovano - dice Franco Campus, l’esperto che ha guidato la campagna di scavo a Cuccuru Mudeju -. Il bronzetto è stato rinvenuto, messo nelle cure del restauro e, in meno di un anno, reso visibile a tutti: questa è la cosa bella».
Tenuta all’obbligo di riservatezza e in attesa di un via libera dai superiori, Nadia Canu, la funzionaria archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, affida il proprio commento a un post social: «Non ci sono parole per descrivere l’emozione di un ritrovamento simile. E non ci sono parole per esprimere la gratitudine per tutte le persone che hanno reso possibile il cantiere di Nughedu, quelle che hanno lavorato sotto il sole cocente, quelle che si sono prese cura del guerriero, quelle che hanno organizzato nei dettagli la presentazione alla comunità di questo splendido bronzo figurato. Stringerlo tra le mani sporco di terra e vedere riemergere ogni giorno un nuovo dettaglio è stato come aprire una finestra sulla vita quotidiana e la religiosità della civiltà nuragica. Grazie, di cuore, a tutte le meravigliose persone che mi circondano e grazie a Nughedu».
Emozione più che soddisfazione da parte di coloro che hanno contribuito alla scoperta del bronzetto, anche per la consapevolezza di aver salvato un “tesoro” (senza che il termine abbia alcuna conotazione economica) dalla cupidigia di tanti che negli anni hanno scavato nella zona di Nughedu, probabilmente saccheggianto tanti altri reperti.
Emozione per quello che potrebbe ancora riservare questa terra, non solo in ambito nuragico, se solo si investissero maggiori risorse nelle campagne di scavo.
Il presidente della Regione, tempo fa, ha annunciato il progetto di massicci investimenti nell’archeologia della Sardegna. Se queste risorse arriveranno il bronzetto di Nughedu è destinato a non restare da solo.
Tenuta all’obbligo di riservatezza e in attesa di un via libera dai superiori, Nadia Canu, la funzionaria archeologa della Soprintendenza di Sassari e Nuoro, affida il proprio commento a un post social: «Non ci sono parole per descrivere l’emozione di un ritrovamento simile. E non ci sono parole per esprimere la gratitudine per tutte le persone che hanno reso possibile il cantiere di Nughedu, quelle che hanno lavorato sotto il sole cocente, quelle che si sono prese cura del guerriero, quelle che hanno organizzato nei dettagli la presentazione alla comunità di questo splendido bronzo figurato. Stringerlo tra le mani sporco di terra e vedere riemergere ogni giorno un nuovo dettaglio è stato come aprire una finestra sulla vita quotidiana e la religiosità della civiltà nuragica. Grazie, di cuore, a tutte le meravigliose persone che mi circondano e grazie a Nughedu».
Emozione più che soddisfazione da parte di coloro che hanno contribuito alla scoperta del bronzetto, anche per la consapevolezza di aver salvato un “tesoro” (senza che il termine abbia alcuna conotazione economica) dalla cupidigia di tanti che negli anni hanno scavato nella zona di Nughedu, probabilmente saccheggianto tanti altri reperti.
Emozione per quello che potrebbe ancora riservare questa terra, non solo in ambito nuragico, se solo si investissero maggiori risorse nelle campagne di scavo.
Il presidente della Regione, tempo fa, ha annunciato il progetto di massicci investimenti nell’archeologia della Sardegna. Se queste risorse arriveranno il bronzetto di Nughedu è destinato a non restare da solo.
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