Quella notte di violenza e terrore
La tragedia dell’11 maggio, la fuga dell’assassino, l’arresto e il tentato linciaggio
2 MINUTI DI LETTURA
TORTOLÌ. Aveva il divieto di avvicinarsi alla sua ex compagna, Masih Shahid, l'omicida reo confesso di Mirko Farci. La misura scattata dopo la denuncia di Paola Piras non è bastata a fermare l’uomo, operaio di 29 anni di origine pachistana che all’alba dello scorso 11 maggio si è introdotto nell’appartamento della sue due vittime e aveva infierito con un coltello da cucina.
I familiari di Paola, che hanno sentito il frastuono provenire dalla camera da letto della donna, si sono precipitati in casa. Hanno visto i loro cari in un lago di sangue e nel dare l’allarme hanno fatto in tempo a vedere il giovane con gli abiti insanguinati. E con quelli stessi indumenti, Masih Shahid, è stato catturato dai carabinieri, dopo alcune ore di fuga, nelle vicinanze della strada che porta alla spiaggia di Basaura.
L’uomo è stato portato nella stazione di Tortolì dove una folla inferocita ha cercato di linciarlo quando è stato caricato in auto per essere trasferito nel carcere San Daniele di Lanusei.
Interrogato dalla pubblico ministero Giovanna Morra l'operaio ha confessato l’omicidio del ragazzo, fornendo una sua versione dei fatti, versione che non ha convinto gli investigatori. Ha ammesso di essere entrato nella casa di via Monsignor Virgilio, e di essersi arrampicato su un pluviale per arrivare fino al primo piano della palazzina dove abita il padre di Paola Piras, in precarie condizioni di salute.
Qui ha preso il coltello con il quale ha ucciso Mirko che – secondo una ricostruzione che fa acqua da tutte le parti – lo avrebbe ucciso per autodifesa. Perché abbia ferito gravemente la madre, dopo essere salito per le scale nell'appartamento dove dormivano Paola e Mirko, non è riuscito a spiegarlo.
Dopo qualche giorno in isolamento al San Daniele, la convalida del fermo e la carcerazione come misura cautelare disposta dal gip di Lanusei, è stato trasferito ad Uta in attesa delle prossime mosse della magistratura. La Procura della Repubblica di Lanusei, che ha disposto una perizia sui dispositivi elettronici dell’omicida e delle sue vittime, potrebbe chiedere il giudizio immediato.
Importanti per il quadro probatorio, gli esiti degli accertamenti condotti dagli specialisti di Ris di Cagliari nella scena di un crimine che ha sconvolto Tortolì e l'intera Ogliastra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
I familiari di Paola, che hanno sentito il frastuono provenire dalla camera da letto della donna, si sono precipitati in casa. Hanno visto i loro cari in un lago di sangue e nel dare l’allarme hanno fatto in tempo a vedere il giovane con gli abiti insanguinati. E con quelli stessi indumenti, Masih Shahid, è stato catturato dai carabinieri, dopo alcune ore di fuga, nelle vicinanze della strada che porta alla spiaggia di Basaura.
L’uomo è stato portato nella stazione di Tortolì dove una folla inferocita ha cercato di linciarlo quando è stato caricato in auto per essere trasferito nel carcere San Daniele di Lanusei.
Interrogato dalla pubblico ministero Giovanna Morra l'operaio ha confessato l’omicidio del ragazzo, fornendo una sua versione dei fatti, versione che non ha convinto gli investigatori. Ha ammesso di essere entrato nella casa di via Monsignor Virgilio, e di essersi arrampicato su un pluviale per arrivare fino al primo piano della palazzina dove abita il padre di Paola Piras, in precarie condizioni di salute.
Qui ha preso il coltello con il quale ha ucciso Mirko che – secondo una ricostruzione che fa acqua da tutte le parti – lo avrebbe ucciso per autodifesa. Perché abbia ferito gravemente la madre, dopo essere salito per le scale nell'appartamento dove dormivano Paola e Mirko, non è riuscito a spiegarlo.
Dopo qualche giorno in isolamento al San Daniele, la convalida del fermo e la carcerazione come misura cautelare disposta dal gip di Lanusei, è stato trasferito ad Uta in attesa delle prossime mosse della magistratura. La Procura della Repubblica di Lanusei, che ha disposto una perizia sui dispositivi elettronici dell’omicida e delle sue vittime, potrebbe chiedere il giudizio immediato.
Importanti per il quadro probatorio, gli esiti degli accertamenti condotti dagli specialisti di Ris di Cagliari nella scena di un crimine che ha sconvolto Tortolì e l'intera Ogliastra.
©RIPRODUZIONE RISERVATA .
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
