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la violenza sulle donne 

Tra i primi a parlare di femminicidi

Tra i primi a parlare di femminicidi

Dalla Ceste alla Ragusa, in tv gli appelli dei mariti assassini 

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SASSARI. Tanti i femminicidi di cui si sono occupati i giornalisti di Chi l’ha visto?, tanti delitti inizialmente considerati sparizioni misteriose. «Ricordiamo tutti gli appelli senza senso di Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste. O di Antonio Logli, marito di Roberta Ragusa – dice Federica Sciarelli – noi li abbiamo fatti parlare perché quando sparisce una donna non sempre c’è dietro il compagno. Però facciamo le nostre verifiche. E posso dire che è rarissimo che una donna abbandoni i suoi figli, se è infelice o disperata può lasciare il marito, il fidanzato, i genitori ma i figli no, sono sacri». E spesso i responsabili dei femminicidi non si tirano indietro di fronte alle telecamere: parlano a lungo, spesso cercano di depistare le indagini, descrivono comportamenti strani delle vittime, suggeriscono ipotesi investigative. E poi ci sono gli assassini che si dileguano: tra i casi più recenti di Chi l’ha visto? c’è quello di Saman, la ragazza pakistana di 18 anni che in provincia di Reggio Emilia sarebbe stata uccisa dallo zio con il consenso dei genitori (fuggiti nel loro Paese) perché aveva osato ribellarsi a un matrimonio combinato. L’inviato del programma ha trovato il fidanzato di Saman e fatto ascoltare i messaggi tra i due: lei era terrorizzata e aveva deciso di scappare, perché sapeva che restare a casa, con la sua famiglia, equivaleva a una condanna a morte. (si. sa.)

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